Rilasciata una nuova immagine della nebulosa planetaria NGC 1514 catturata dal telescopio spaziale James Webb
Nelle scorse ore è stata rilasciata una nuova immagine della nebulosa planetaria NGC 1514 che è stata catturata dal telescopio spaziale James Webb utilizzando lo strumento MIRI per il medio infrarosso.
di Mattia Speroni pubblicata il 15 Aprile 2025, alle 12:06 nel canale Scienza e tecnologiaNASAESA
Come abbiamo avuto modo di scrivere in passato, il telescopio spaziale James Webb ha permesso di raccogliere dati importanti per conoscere per esempio la distruzione di un esopianeta oppure calcolare con migliore precisione l'orbita dell'asteroide 2024 YR4. Nelle scorse ore è stata rilasciata una nuova immagine della nebulosa planetaria NGC 1514 che si mostra in tutta la sua bellezza grazie alla risoluzione offerta dagli strumenti del JWST.
I ricercatori hanno utilizzato lo strumento MIRI (Mid-Infrared Instrument, per il medio infrarosso) per catturare nuovi dettagli delle sue strutture e conoscerne i segreti realizzando al contempo anche un'immagine decisamente suggestiva ed esteticamente molto bella. NGC 1514, che si trova a 1500 anni luce dalla Terra nella costellazione del Toro, è stata scoperta nel 1790 mentre nel 2010 è stata osservata dal Wide-field Infrared Survey Explorer (WISE) per avere un'idea più chiara della struttura. Ora, grazie al telescopio spaziale James Webb, è stato possibile avere nuove informazioni.
Il telescopio spaziale James Webb e la struttura di NGC 1514
Questo oggetto è relativamente recente considerando che dovrebbe avere circa 4000 anni ma nel frattempo si è trasformata e si trasformerà nei prossimi milioni di anni. Al centro sono presenti due stelle (che appaiono come una nell'immagine) che hanno un'orbita stretta e di forma allungata con un periodo orbitale di 9 anni. Attorno poi si può notare della polvere, mostrata in arancione.
Una delle due stelle (molto più massiccia del Sole) ha iniziato a emettere gas e polveri grazie a un potente vento solare durante la sua evoluzione, creando buona parte della nebulosa planetaria NGC 1514 come la vediamo ora. Ora quella stella è diventata una nana bianca e il suo vento solare è ora più veloce ma anche più debole creando quindi dei "gusci di polvere" sottili.
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Grazie ai dati del telescopio spaziale James Webb è stato possibile sapere che la nebulosa è inclinata di 60° facendo in modo che a noi appaia con una forma differente rispetto a quella reale a causa della prospettiva dalla Terra. Gli anelli sarebbero stati creati quando la stella compagna ha ridotto la sua distanza dalla stella principale modificando la forma delle strutture risultanti.
Gli anelli sarebbero costituiti da polvere con granelli di piccole dimensioni che si riscaldano a causa dell'emissione della luce ultravioletta della nana bianca. La zona con colorazione rosa invece è legata alla presenza di ossigeno, in particolare dove sarebbero presenti delle bolle di gas.
La nebulosa NGC 1514 invece non presenta molecole organiche complesse come gli idrocarburi policiclici aromatici, che invece sono comuni in altre nebulose planetarie. Gli scienziati pensano che questo sia legato alla giovane età dell'oggetto che non ha dato il tempo a molecole più complesse di formarsi. La seconda stella che si trova vicino alle due stelle centrali non ha alcun ruolo all'interno della nebulosa planetaria. Si tratta infatti di una stella che è più vicina alla Terra rispetto alla nebulosa stessa.
Per creare l'immagine della nebulosa NGC 1514 sono state eseguite due esposizioni diverse il 27 settembre 2023 e il 29 gennaio 2025 utilizzando i filtri F700W (7,7 μm), F1280W (12 μm) e F2550W (25 μm) di MIRI del telescopio spaziale James Webb assegnandogli rispettivamente i colori blu, giallo e rosso.











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