Introduzione

Il mese di Aprile 2004 sarà sicuramente ricordato dagli
appassionati di grafica 3D come uno dei più ricchi di novità degli ultimi anni. Con
circa 2 settimane di distanza, infatti, sia NVIDIA che ATI introducono in questo mese le
proprie nuove soluzioni video di fascia alta, destinate a proporre nuovi riferimenti
prestazionali assoluti e a diventare piattaforme di riferimento per le prossime
generazioni di giochi 3D.
Negli ultimi 2 anni il mercato delle schede video di fascia
alta è stato caratterizzato da un'architettura dominante: si tratta del progetto ATI R300
utilizzato per la prima volta sulle schede Radeon 9700PRO, a sua volta evolutosi in R350
(Radeon 9800PRO) e R360 (Radeon 9800XT) con più elevati livelli prestazionali ma
mantenendo pressoché invariata la propria architettura di base. ATI è riuscita, con la
propria prima soluzione DirectX 9, a presentare un chip dalle prestazioni fenomenali,
sfruttando appieno prima il ritardato debutto di NVIDIA con il progetto NV30, quindi le
ridotte prestazioni di quest'ultimo rispetto alle soluzioni R300.
Molti appassionati di grafica 3D credono che per un'azienda
come NVIDIA il commercializzare una soluzione video come NV30, così nettamente inferiore
rispetto al prodotto concorrente, potesse rappresentare un vero e proprio canto del cigno,
una serie di errori che porta rapidamente al fallimento. NVIDIA è un'azienda dal
fatturato, nel 2003, pari a circa 2 miliardi di dollari USA, che ha raccolto quote di
mercato decisamente invidiabili in tutti i settori nei quali è presente con propri
prodotti e che ha destinato, negli ultimi 3 anni, la incredibile cifra di 1 miliardo di
dollari USA in ricerca e sviluppo. Che un progetto non emerga allineato a quelle che sono
state le previsioni originarie è qualcosa che può accadere anche ad un'azienda così
grande come NVIDIA, ma che non può evere effetti così catastrofici. Lo stesso vale,
ovviamente, per ATI qualora il produttore canadese non fosse capace, con la propria
soluzione R420, di presentare sul mercato un chip video comparabile a quello NV40.
Conoscendo la storia passata di NVIDIA e i problemi legati al
progetto NV30, si può ben capire quali siano le aspettative legate al debutto di una
nuova architettura video per NVIDIA. Il mercato osserva con molta attenzione il produttore
di Santa Clara e proprio per questo motivo tra i due contendenti è NVIDIA il primo a
scendere in campo presentando la famiglia di schede GeForce 6800, nuovo nome con il quale
vengono indicate le schede video basate sul ben noto chip NV40. Già dal nome emerge un
netto cambiamento, in quanto si ritorna alla familiare sigla GeForce abbandonando
quell'FX che era stato originariamente intodotto con la serie di schede NV3x. La sigla
6800 riprende invece la numerazione utilizzata in precedenza, quando al primo prodotto
della famiglia NV3x era stato dato il nome di GeForce FX 5800.
Ad una prima rapida analisi sembra che NV40 raccolga poche
novità significative: come i chip della serie NV3x, infatti, NV40 è compatibile DirectX
9. Le frequenze di clock del chip sono sostanzialmente allineate a quelle dei
predecessori, mentre per la memoria si è passati a quella GDDR3 ma comunque rimane
invariata l'architettura del bus a 256bit di ampiezza. Analizzare un prodotto così
innovativo come NV40 utilizzando solo questi dati, tuttavia, sarebbe errato e riduttivo a
dir poco: questo è un progetto completamente nuovo, rivoluzionario per molti aspetti, con
il quale NVIDIA si lascia decisamente alle spalle l'architettura NV3x. Da questo ne
consegue la lunghezza di questa analisi, dalla quale è per ovvie ragioni stata omessa la
nuova architettura ATI R420 che verrà presentata ufficialmente solo verso la fine del
mese.
Come anticipato in introduzione, sarà un mese di Aprile
estremamente ricco ed interessante.
nota: questo articolo è stato scritto a 4 mani: Paolo
Corsini ha curato la parte tecnica sul chip NV40, mentre Raffaele Fanizzi ha eseguito
tutte le analisi prestazionali e qualitative compresi i commenti ad essa associati. Le
conclusioni sono frutto del lavoro congiunto di entrambi gli autori, e ovviamente sono
presenti contributi reciproci in tutte le sezioni. In definitiva, un lavoro di squadra,
l'unico percorribile stante il poco tempo a disposizione per eseguire tutti i test con la
scheda.
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