Nehalem per HPC

Pat Gelsinger ha effettuato una dimostrazione pubblica di quelle che saranno le
prossime generazioni di processore della famiglia Xeon basate su architettura Nehalem. In
occasione del precedente IDF, tenuto a San Francisco nel corso del mese di Settembre 2007,
Intel aveva mostrato in funzione un sistema Nehalem sia a singolo e a due Socket, per un
massimo di 4 e 8 processori fisici e rispettivamente 8 e 16 cpu logiche grazie alla
tecnologia HyperThreading.
Nehalem è un'architettura altamente scalabile, con la quale Intel potrà fornire
differenti versioni di processore da 2 a 8 Core, con quantitativi di cache variabili a
seconda delle destinazioni di utilizzo. Quale comune denominatore troveremo la tecnologia
QuickPath Interconnect, per interfacciare la cpu con i restanti componenti della scheda
madre, oltre a memory controller integrato per moduli DDR3.

Due sono i sistemi utilizzati per la dimostrazione odierna: da un lato un cluster di
due workstation grafiche collegate tra di loro per eseguire una simulazione di
fluidodinamica, mettendo a disposizione nel complesso 32 core di processore grazie ai due
processori Nehalem quad core montati in ciascun sistema.


Il secondo demo consiste sempre in un cluster, questa volta con un totale di 512
processori logici a disposizione del sistema: alla base 32 sistemi ciascuno con 2 Socket
di processore Nehalem quad core. Intel non ha mostrato processori Nehalem con architettura
a 8 core nativa in occasione di questa sessione dell'IDF, pertanto riteniamo questo
avverrà solo in occasione della prossima sessione dell'IDF che si terrà in Agosto a San
Francisco. Per poter andare oltre alla dimostrazione iniziale avvenuta nel corso del mese
di Settembre 2007 Intel è stata di fatto costretta a mettere in cluster sistemi Nehalem
quad core tra di loro, fornendo superiore potenza elaborativa ma non dando ulteriori
dettagli architetturali su questi futuri processori.

Come già anticipato nel corso delle scorse settimane, Intel introdurrà nuove
importanti estensioni alla prossima generazione di processori, nota con il nome in codice
di Sandy Bridge e sviluppata con tecnologia produttiva a 32 nanometri. Il nome scelto è
quello di Intel Advance Vector Extensions, o AVX: implementeranno estensione a 256bit dei
vectors, oltre all'utilizzo di primitive sempre a 256bit per i dati e alla possibilità di
eseguire sintassi dei comandi con 3 operandi di tipo non distruttivo. Alla base di queste
nuove istruzioni la volontà di migliorare l'efficienza complessiva, fermo restando un
ovvio incremento delle prestazioni velocistiche. |