Google sorpassa IBM per i brevetti di AI, ma la Cina è in agguato
Nello scorso anno Google ha superato IBM per numero di brevetti legati all'IA, ma nella top ten globale sono presenti anche tre università cinesi. Cresce la competizione e la necessità di proteggere la proprietà intellettuale
di Andrea Bai pubblicata il 16 Maggio 2025, alle 13:31 nel canale WebGoogleOpenAINVIDIAIBM
IFI Claims, società di analisi nel campo dei brevetti, ha pubblicato un'analisi delle richieste di brevetto riferite all'Intelligenza Artificiale avanzate nel periodo febbraio 2024 - aprile 2025, riscontrando che Google detiene il primato per numero numero di domande di brevetto, spodestando IBM che lo scorso anno era in cima alla classifica. Big Blue è stato superato anche da NVIDIA, che ora si trova al secondo posto della classifica, pur con un netto distacco da Google.
Negli Stati Uniti le richieste di brevetto relative alla IA sono aumentate di oltre il 50% nell'ultimo anno, a testimonianza di una competizione agguerrita e serrata tra i grandi della tecnologia per proteggere le loro innovazioni. E' interessante notare che nella top ten globale vi sono anche tre università cinesi, fattore che evidenza come la competizione non si possa leggere solo tra aziende, ma anche tra veri e propri Paesi.

Come osserva IFI, l'IA generativa è solamente "una fetta della torta": considerando solamente le domande presentate all'USPTO, il 24% di questi brevetti è considerato GenAI, mentre nel complesso le domande di brevetto spaziano su vari campi, dall' apprendimento automatico, alle reti neurali artificiali, passando all'informatica basata su modelli biologici.
IFI propone anche uno spaccato delle tipologie di brevetti per le varie aziende, osservando come Nvidia ha concentrato la sua maggiore attenzione, nell'ultimo anno, sui brevetti che proteggono invenzioni legate ai video e alle immagini, Microsoft invece è risultata più focalizzata su tecnologie IA legate al testo, mentre Google primeggia per richieste di brevetto riferite all'IA applicata alla voce.
Lo scorso anno Google ha registrato il maggior numero di domande di brevetto anchen nel campo dell’intelligenza artificiale agentica (agentic AI) a livello mondiale, precedendo Nvidia e DeepMind.
E OpenAI? Può sembrare strano non aver nominato fin qui la principale realtà a cui si pensa quando si parla di Intelligenza Artificiale, ma è opportuno tenere presente quale sia l'approccio dell'azienda di Sam Altman al sistema dei brevetti, esplicitato in maniera chiara sul sito della società:
In OpenAI, ci impegniamo a rispettare i
principi di ampio accesso, collaborazione e sicurezza per un'IA
vantaggiosa. Nel perseguire la nostra missione, riconosciamo il ruolo
che i brevetti svolgono nel panorama tecnologico e ci impegniamo a
utilizzarli in modo da supportare l'innovazione e la nostra dedizione
alla nostra missione.
Sosteniamo gli sforzi di altri nell'utilizzo e nello sviluppo di
tecnologie di modelli di IA. Ci impegniamo a utilizzare i nostri
brevetti solo a scopo difensivo, a condizione che nessuno minacci o
avanzi una rivendicazione, avvii un procedimento, aiuti qualcun altro in
tali attività contro di noi o si impegni in attività che danneggiano noi
o i nostri utenti.
L'ultimo anno ha visto il riconoscimento di 39 brevetti ad OpenAI, che sta intensificando gli sforzi per proteggere le proprie invenzioni.










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2 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoMagari usano proprio l'IA per inventarsi brevetti
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