Introduzione
Introduzione

La presentazione del nuovo sistema operativo Microsoft Windows 7, atteso da molti, ha portato con sé alcune novità, più o meno evidenti
a seconda dei casi. Se da una parte sono in molti a considerarlo un sistema
operativo tutto sommato molto simile al precedente Windows Vista, vi sono alcune
caratteristiche che hanno permesso al sistema operativo di adeguarsi a nuove
esigenze, quasi sconosciute ai tempi della presentazione del controverso
predecessore.
Una delle novità è stata introdotta in seguito alla diffusione, sebbene
appena iniziata, di unità di archiviazione Solid State, basate cioè su moduli di
memoria al posto dei tradizionali piatti rotanti degli hard disk tradizionali.
Una differenza non solo fisica, quella fra le due tipologie di periferica, ma
che porta a nuovi problemi e nuove sfide anche a livello software, poiché
risulta totalmente differente la logica di archiviazione dei dati.
Praticamente tutte le tecnologie pensate per ottimizzare l'utilizzo dei
dischi tradizionali non sono applicabili ai Solid State Drive: un esempio può
essere la deframmentazione che, se per i dischi tradizionali porta a qualche
beneficio, con i Solid State Drive si trasforma in un problema, che causa
l'accorciamento della vita media delle celle memoria, che sono contraddistinte
da un ciclo vitale limitato e non certo infinito.
Microsoft Windows Vista, continuando a soffermarci su questo esempio, esegue
di default una deframmentazione automatica, da disabilitare in caso si utilizzi
in Solid State Drive (ma molti utenti la disabilitano in generale, preferendo
soluzioni di terze parti). Le cose, con Microsoft Windows 7, sono differenti:
all'avvio, il sistema operativo Microsoft Windows 7 inoltra una query a tutti i
dischi presenti, per accertarsi della presenza o meno di un Solid State Drive.
Se una di queste periferiche risponde con uno "0", il sistema operativo attiverà
il comando TRIM su quel disco, poiché è il codice che corrisponde ai Solid State
Drive.
E' proprio su TRIM che abbiamo voluto indagare con questo test molto breve,
causa la prematura dipartita dell'unità Intel, su cui avremo modo ti tornare più
avanti. Ci hanno incuriosito i dati dichiarati da Intel, ovvero un aumento delle
prestazioni, in scrittura, di circa il 30% in seguito all'aggiornamento firmware
"TRIM compatibile". I risultati ottenuti, per quanto sommari e prematuri per
formulare un giudizio definitivo, ci hanno stupito. E non certo in positivo. |