IBM investe su Linux ottimizzato per PowerPC
IBM ha deciso di investire nello sviluppo Linux in modo assai importante. Al Linux Technology Center di IBM, gli specialisti impiegati sono passati da 250 unità ad oltre 300
di Fabio Boneschi pubblicata il 16 Luglio 2003, alle 08:40 nel canale ProgrammiIBM










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38 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoTorvalds ha lasciato la Transmeta per unirsi con la (*** non ricordo il nome) ed il nuovo maintaner sarà Andrw Morton. IBM ha deciso di contribuire allo sviluppo di linux aumentando la crew degli sviluppatori dedicati al progetto da 250 a 300 persone.
Ma non c'è pericolo che si possa creare una situazione in cui avremo vari alberi del kernel? Una situazione in cui non ci sarà più un kernel ufficiale, ma decine di kernel ottimizzati da X per Y, da A per B?
E non c'è infine il pericolo che in qualche modo questo S.O. arrivi a costare quanto se non di più delle equivalenti (oddio, equivalenti) soluzioni M$?
Scusate ho sbagliato il post
Ciao a tutti ma la domanda che mi nascespontanea è se un giorno Linux riuscisse a sconfiggere Microsoft, secondo me il prezzo si alzerebbe come quello della Microsoft, per me si e per voi?Non sono sicuro, ma A.Morton sara' il manutentore del ramo 2.6 vanilla (se vorranno chiamarlo cosi). Linus credo che si occupi dello sviluppo, ovvero i numeri dispari del kernel.
Per Linux esistono centinaia, forse migliaia di patch, che rimangono sempre esterne o vengono integrate nel kernel una volta stabili, ma questo a mio avviso non snatura affatto linux, ma lo arricchisce.
Il kernel ufficiale e' uno, ma le aziende utilizzano patch per funzioni particolari o sviluppano patch per il proprio hardware, oppure, se non vogliono var vedere il sorgente, distribuiscono moduli compilati (es. nVidia).
C'e' liberta'.
Forse un utente alle prime armi preferisce una distribuzione completa, come Mandrake o Suse o Redhat, che hanno il loro kernel gia' "patchato", un utente un po' smaliziato magari preferisce distribuzioni diciamo "crude", con il kernel senza alcuna patch e senza strumenti di configurazione, come Slackware o Debian, un po' piu' difficili da gestirere ma che permettono molta liberta' di manovra.
Ripeto, c'e' liberta'.
Io, che adesso mi trovo in Giappone, ho comprato un subnotebook usato (l'ottimo Casio Fiva MPC 205), ci ho messo la Slackware, ho aggiunto 4 patch, qualche pacchetto esterno, e dopo 2-3 giorni di lavoro tutto funziona perfettamente: PCMCIA, CompactFlash, ACPI, Ibernazione e ripristino....
Qualcuno dira' che avrebbe potuto fare lo stesso in poche ore.
Qualcun altro potra' dire che io ho fatto "relativamente" presto a configurare la macchina, magari un utente alle prime armi ci avrebbe messo molto di piu'. Forse e' vero, ci vuole esperienza anche per sapere quali patches sono necessarie, dove prenderle e come applicarle. Ma "nessuno nasce imparato", come diceva mio nonno.
Qualcun altro ancora potrebbe dirmi che se ci mettevo Windows facevo tutto in 3-4 ore.
Anche questo e' vero, ma volete mettere la soddisfazione!!
Microsoft, IBM, RH,SCO,Suse,Mandrake lo sono.
Microsoft si fa pagare (caro) ma offre supporto...
Per Linux bisgona"smaronarsi"...
Non voglio paragonare le prestazioni etc., parlo di supporto e costo... Un tecnico che conosce Linux mi costa probabilmentepiù di una licenza MS e delle telefonate al supporto..
Cmq Linux e Windows si possono integrare benissimo e possono conitnuare a vivere insieme, appartengo a target diversi...
Saluti
Le licenze MS hanno costi spropositati, comunque è vero che un tecnico Linux costa di più di un tecnico MS, semplicemente perchè di questi ultimi ce ne sono di più.
Bisogna battersi per far adottare il Pinguino nella P.A. ... adesso che vogliono mettere l'informatica alle elementari e quindi si acquisteranno decine di migliaia di PC... 40 euro di Mandrake+OpenOffice anzichè 400 di WinXP e Office... è un bel risparmio.
E poi tutti imparano a usare Linux, gli assemblatori cominciano a venderli con Linux preinstallato, i tecnici aumentano e i costi diminuiscono. E il sapere umano torna ad appartenere al mondo.
Secondo me non è un'idea così utopistica... Tant'è vero che Microsoft ha regalato corsi di aggiornamento, molto professionali, sui propri prodotti a migliaia di docenti italiani... e le Licenze Studenti hanno dei prezzi stracciati...
PS. Marisel sei in Giappone?
"Un tecnico che conosce Linux mi costa probabilmentepiù di una licenza MS e delle telefonate al supporto.."
A parte che le telefonate MS le paghi, quando compri una distribuzione Linux, hai anche il diritto ad un periodo di assistenza gratuita, certo se la scarichi da internet non c'è.
In generale dire che non sia possibile guadagnare dal software opensource è mistificatorio.
Io, per esempio, vivo vendendo/amministrando soluzioni basate sul software opensource.
Anche questo sito gira su piattaforma Linux, con Apache e PHP (e quasi sicuramente anche MySQL) e dubito che esista esclusivamente per il nostro diletto.
E quasi certamente la macchina su cui gira non è un frankenstein ma una qualche macchina di "marca" (IBM, CompaQ o Dell).
IBM guadagna principalmente vendendo "ferro" e soluzioni complete customizzate alle aziende medio-grandi. Un conto è scaricarsi websphere un conto è configurarlo e tirarci fuori qualcosa.
Del resto è da un pezzo che IBM ha smesso di vendere il semplice software in scatola.
La scelta strategica che hanno fatto di adottare Linux e l'Open Source parte dal principio che Linux è Linux.
Lo dimostra il fatto che hanno ceduto una quantità di software favolosa con licenza GPL (nota bene: GPL e non BSD) e da quella non si torna certo indietro.
Oppure provate a navigare la sezione documentale del sito di IBM: è semplicemente fantastica!
Del resto IBM ha tutti gli interessi a far sì che il software venga nel limite del possibile mantenuto da altri.
RedHat si installa su un server IBM riconoscendone anche le (pochissime) viti.
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