UE approva Direttiva su Copyright che include 'link tax' e 'upload filter'

UE approva Direttiva su Copyright che include 'link tax' e 'upload filter'

La controversa Direttiva sul Copyright è stata approvata con 438 voti a 226, con 39 astensioni. Un voto finale verrà espresso nel prossimo mese di gennaio. Ecco cosa cambia

di pubblicata il , alle 15:21 nel canale Web
 

Il testo definitivo della riforma del Copyright è stato poco fa approvato dal Parlamento Europeo con 438 voti a favore, 226 contro e 39 astensioni. Adesso partiranno le trattative con Consiglio e Commissione Ue per la definizione del testo legislativo finale, che andrà votato a gennaio 2019.

Dopo la votazione, il relatore Axel Voss (PPE, DE) ha dichiarato: "Sono molto lieto che, nonostante il forte lobbying dei giganti di Internet, la maggioranza dei deputati al Parlamento europeo sia ora a favore della necessità di tutelare il principio di una retribuzione equa per i creativi europei", secondo quanto si legge nel comunicato stampa ufficiale pubblicato sul sito del Parlamento Europeo. "La direttiva sul diritto d'autore è una vittoria per tutti i cittadini. Oggi il Parlamento europeo ha scelto di difendere la cultura e la creatività europea e italiana, mettendo fine al far-west digitale", ha aggiunto il Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani.

Secondo i promotori della riforma il principio a cui si rifà l'UE è quello secondo il quale le grandi compagnie web dovrebbero condividere i loro ricavi con artisti e giornalisti. I creatori di contenuti dovrebbero essere "remunerati per il loro lavoro quando questo è utilizzato da piattaforme di condivisione come YouTube o Facebook e aggregatori di notizie come Google News". Tuttavia l'iniziativa promossa dal relatore Axel Voss è stata fortemente osteggiata da più parti e definita addirittura "catastrofica". Già il Parlamento Europeo si era riunito in seduta plenaria nello scorso giugno ma la decisione finale sul testo è stata in quell'occasione rinviata proprio per introdurre una serie di modifiche sulla base delle preoccupazioni sollevate nel precedente dibattito in Parlamento.

Cosa cambia

Sono due le disposizioni più discusse della Copyright Law di cui l'Ue si sta facendo promotrice. L'Articolo 11: chiunque riporterà un link o uno snippet (estratto pubblicato dai motori di ricerca per anticipare il contenuto della pagina nelle SERP) dovrà ottenere un'autorizzazione da parte dell’editore del contenuto linkato e/o citato e dovrà pagare a quest’ultimo un compenso (link tax). L'Articolo 13: prevede un controllo preventivo al fine di verificare che non vengano violati i diritti d'autore di un contenuto presente sulla rete. Attraverso un sistema automatizzato di controllo simile al content Id di YouTube (upload filter), l'Unione Europea vuole evitare lo sciacallaggio dei contenuti originali e impedire di monetizzare a chi copia.

Modifiche

Le modifiche apportate al testo originale riguardano condivisione di collegamenti ipertestuali (hyperlink) e la tutela delle opere che non violano il copyright. Pertanto, la semplice condivisione dei link agli articoli, insieme a "parole individuali" come descrizione, sarà libera dai vincoli del copyright. Anche l'espressione "parole individuali" non è chiara nella formulazione attuale: sembrerebbe riferirsi alla capacità dell'URL di trasmettere il senso del contenuto. Qualsiasi misura adottata dalle piattaforme per verificare che i contenuti caricati non violino le norme sul diritto d'autore, inoltre, dovrebbe essere concepita in modo da evitare che colpisca anche le opere che non violano il copyright. Le stesse piattaforme dovranno inoltre istituire dei meccanismi rapidi di reclamo.

Sulla base delle preoccupazioni espresse rispetto al primo testo è stata anche rafforzata la posizione negoziale di autori e artisti consentendo di esigere remunerazioni maggiori nei casi in cui ritengono ci siano i presupposti o di porre fine all'esclusività di una licenza di sfruttamento dell'opera, se si ritiene che la parte titolare dei diritti di sfruttamento non stia esercitando tale diritto.

Wikipedia e software open source esclusi

Il testo specifica che il caricamento di contenuti su enciclopedie online che non hanno fini commerciali, come Wikipedia, o su piattaforme per la condivisione di software open source, come GitHub, sarà automaticamente escluso dall'obbligo di rispettare le nuove regole sul copyright. Wikipedia, infatti, aveva protestato a gran voce sulla base della prima applicazione della direttiva.

Perché controversa

La Direttiva però ha molti detrattori: innanzitutto delle link tax sono già state applicate autonomamente da alcuni parlamenti europei, come quello tedesco e quello spagnolo, ma Google è sempre riuscita ad aggirarle come abbiamo già visto qui. Si rischia quindi di andare a colpire solamente i piccoli fornitori di contenuti sulla rete, per i quali la riforma non è stata originariamente concepita.

Le piattaforme, inoltre, devono assicurarsi, in cooperazione con i detentori dei diritti, che lavori o altri argomenti che infrangono il diritto d'autore o diritti correlati non siano disponibili sulle principali piattaforme di condivisione dei contenuti. Questo è stato considerato come un onere molto importante per le piccole piattaforme, ed è stato considerato come un meccanismo per imporre delle censure, anche da personalità importanti della rete come il fondatore di Wikipedia Jimmy Wales e l'inventore del World Wide Web Tim Berners-Lee. Approntare un meccanismo di filtro dei contenuti preventivo potrebbe essere troppo costoso per i proprietari di piccole piattaforme.

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31 Commenti
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Sandro kensan12 Settembre 2018, 16:21 #1
Luigi di Maio su fb:

Una vergogna tutta Europea: il Parlamento Europeo ha introdotto la censura dei contenuti degli utenti su Internet. Stiamo entrando ufficialmente in uno scenario da Grande Fratello di Orwell. Rispetto all’ultimo voto di Strasburgo in cui non fu dato il via libera al testo finale, le lobby hanno avuto il tempo di lavorare e influenzare gli europarlamentari, i quali hanno deciso di ricredersi. D'ora in poi, secondo l'Europa, i tuoi contenuti sui social potrebbero essere pubblici solo se superano il vaglio dei super censori.

Con la scusa di questa riforma del copyright, il Parlamento europeo ha di fatto legalizzato la censura preventiva. Oltre all’introduzione della cosiddetta e folle “link tax”, la cosa più grave è l'introduzione di questo meccanismo di filtraggio preventivo dei contenuti caricati dagli utenti.

Per me è inammissibile. La rete deve essere mantenuta libera e indipendente ed è un’infrastruttura fondamentale per il sistema Italia e per la stessa Unione Europea. Per questo, come ho già detto, ci batteremo nei negoziati tra i governi, in Parlamento europeo e nella Commissione europea per eliminare questi due provvedimenti orwelliani. E, statene certi, alla prossima votazione d’aula la direttiva verrà nuovamente bocciata.

Sarà un piacere vedere, dopo le prossime elezioni europee, una classe dirigente comunitaria interamente rinnovata che non si sognerà nemmeno di far passare porcherie del genere. Un messaggio per le lobby: questi sono gli ultimi vostri colpi di coda, nel 2019 i cittadini vi spazzeranno via.


https://it-it.facebook.com/LuigiDiMaio/
acerbo12 Settembre 2018, 16:43 #2
Originariamente inviato da: Sandro kensan


se lo dice di maio é la controprova che il provvedimento é giusto.
Adesso bisognerebbe fare qualcosa pure per l'evasione fiscale che compagnie come apple, google, amazon e soci continuano a perpetrare.
tornando al ciarlatano di sopra, dovrebbero spiegargli che piattaforme come youtube ( ma se ne possono citare centinaia ), guadagnano miliardi grazie alle opere coperte da copyright postate dagli utenti e spesso non viene remunerato il proprietario della stessa.
Il bavaglio culturale non c'entra nulla, se posto un video che genera 1 milione di like e ci metto sotto la musica dei queen é giusto che chi sta dentro la catena dei copyright percepisca la sua quota e che google o chi gestisce la piattaforma partecipi al compenso visto che a loro volta ne traggono beneficio.
Cfranco12 Settembre 2018, 16:51 #3
Una porcheria immonda
zappy12 Settembre 2018, 16:55 #4
Originariamente inviato da: acerbo
se lo dice di maio é la controprova che il provvedimento é giusto.
Adesso bisognerebbe fare qualcosa pure per l'evasione fiscale che compagnie come [[COLOR="Red"]OMISSIS[/COLOR]] e soci continuano a perpetrare.
tornando al ciarlatano di sopra, dovrebbero spiegargli che piattaforme come [[COLOR="red"]OMISSIS[/COLOR]] ( ma se ne possono citare centinaia ), guadagnano miliardi grazie alle opere coperte da copyright postate dagli utenti e spesso non viene remunerato il proprietario della stessa.
Il bavaglio culturale non c'entra nulla, se posto un video che genera 1 milione di like e ci metto sotto la musica dei [[COLOR="red"]OMISSIS[/COLOR]] é giusto che chi sta dentro la catena dei copyright percepisca la sua quota e che [[COLOR="red"]OMISIS[/COLOR]] o chi gestisce la piattaforma partecipi al compenso visto che a loro volta ne traggono beneficio.


hai citato delle compagnie il cui marchio è registrato, senza corrispondere le dovute royalty per l'uso del marchio. Il tuo post deve essere cancellato immediatamente da hwupgrade srl, che è corresponsabile per non aver verificato PREVENTIVAMENTE il tuo post, e devi pagare una sanzione.
Idem per la musica che hai citato.

questi gli effetti della riforma
Cfranco12 Settembre 2018, 16:58 #5
Originariamente inviato da: acerbo
se lo dice di maio é la controprova che il provvedimento é giusto.
Adesso bisognerebbe fare qualcosa pure per l'evasione fiscale che compagnie come apple, google, amazon e soci continuano a perpetrare.
tornando al ciarlatano di sopra, dovrebbero spiegargli che piattaforme come youtube ( ma se ne possono citare centinaia ), guadagnano miliardi grazie alle opere coperte da copyright postate dagli utenti e spesso non viene remunerato il proprietario della stessa.
Il bavaglio culturale non c'entra nulla, se posto un video che genera 1 milione di like e ci metto sotto la musica dei queen é giusto che chi sta dentro la catena dei copyright percepisca la sua quota e che google o chi gestisce la piattaforma partecipi al compenso visto che a loro volta ne traggono beneficio.


Tu non sai di cosa stai parlando

A Youtube e soci di questa legge non gliene frega niente, non gli tange manco per sbaglio, loro il loro sistema già ce l' hanno, quello che censura i video della NASA perché qualche parruccone di Hollywood ha deciso che i filmati su Marte sono di sua proprietà, quello che blocca le musiche di Bach perché la Sony pretende di avere i diritti su tutta l' opera dell' artista, loro, i big si stanno fregando le mani perché i soldi per questo strumento del cacchio li hanno, sono gli altri, quelli piccoli che non possono permettersi di spendere 100 milioni di $ solo per un filtro.
acerbo12 Settembre 2018, 17:11 #6
Originariamente inviato da: Cfranco
Tu non sai di cosa stai parlando

A Youtube e soci di questa legge non gliene frega niente, non gli tange manco per sbaglio, loro il loro sistema già ce l' hanno, quello che censura i video della NASA perché qualche parruccone di Hollywood ha deciso che i filmati su Marte sono di sua proprietà, quello che blocca le musiche di Bach perché la Sony pretende di avere i diritti su tutta l' opera dell' artista, loro, i big si stanno fregando le mani perché i soldi per questo strumento del cacchio li hanno, sono gli altri, quelli piccoli che non possono permettersi di spendere 100 milioni di $ solo per un filtro.


youtube certo ha già il filtro e questo appunto permette a chi detiene i diritti su un'opera di reclamarne la redistribuzione dei diritti d'autore alle parti che ne hanno diritto, per tutti gli altri milioni di siti e piattaforme che non hanno questi strumenti vige la legge del far west ossia pubblico e "hosto" qualsiasi cosa senza rispettare nessuna legge.
Si puo' discutere il copyright stesso se vuoi, ma quando le leggi esistono non si puo' sempre criticare quando si cerca di farle rispettare, giuste o sbagliate che siano.
Se voglio vendere, ma pure regalare panini con la mortadella devo rispettare le regole igienico sanitarie, avere la licenza, certificazioni ecc ecc ecc ... se non posso permettermelo faccio altro, stessa cosa vale per chi vuole pubblicare contenuti protetti da copyright.
Cfranco12 Settembre 2018, 17:21 #7
Originariamente inviato da: acerbo
youtube certo ha già il filtro e questo appunto permette a chi detiene i diritti su un'opera di reclamarne la redistribuzione dei diritti d'autore alle parti che ne hanno diritto, per tutti gli altri milioni di siti e piattaforme che non hanno questi strumenti vige la legge del far west ossia pubblico e "hosto" qualsiasi cosa senza rispettare nessuna legge.
Si puo' discutere il copyright stesso se vuoi, ma quando le leggi esistono non si puo' sempre criticare quando si cerca di farle rispettare, giuste o sbagliate che siano.
Se voglio vendere, ma pure regalare panini con la mortadella devo rispettare le regole igienico sanitarie, avere la licenza, certificazioni ecc ecc ecc ... se non posso permettermelo faccio altro, stessa cosa vale per chi vuole pubblicare contenuti protetti da copyright.


Confermo,
tu non sai di cosa stai parlando.
danylo12 Settembre 2018, 17:27 #8
Per colpire i "grandi del web" si fa' una legge che penalizza soprattutto i piccoli (che non hanno i mezzi per attuarla).
acerbo12 Settembre 2018, 17:33 #9
Originariamente inviato da: Cfranco
Confermo,
tu non sai di cosa stai parlando.


se lo dici te ...

Ho lavorato 6 anni alla sacem, se vuoi ti spiego come le società che gestiscono la ripartizione dei diritti d'autore collaborano tra loro e come si interfacciano a google, amazon, apple, spotify e compagnia.
Le cose potrebbero andare anche peggio di quanto credi, si parla già di accordi per mettere in piedi tecnologie basate su blockchain per fatturare microtransazioni da centesimi di euro per riproduzioni di pochi secondi di contenuti protetti, che moltiplicate per i numeri del web fanno miliardi di euro al giorno e questo si che costerebbe altro che un filtro ...
Comunque il tuo esempio non l'ho manco capito, ci sono video della nasa di marte coperti da copyright perché appartengono ad hollywood?
Sandro kensan12 Settembre 2018, 17:34 #10
Credo sia falso che le nuove norme non impatteranno su wikipedia. Un altro commentatore e la stessa wikipedia dicono cose come questa:

Riguardo a Wikipedia bisogna precisare che non è vero che sia esente dalle possibili restrizioni: infatti Wiki pur non essendo "commerciale", ha fra i suoi pilastri il fatto che tutti i suoi contenuti siano liberi ANCHE per uno sfruttamento commerciale (licenza CC-BY-SA): ad esempio, posso pubblicare e vendere un libro interamente copiato da Wiki, senza problemi a patto di dichiarare la provenienza.

Di conseguenza, Wikipedia può ospitare materiale (es foto) che a sua volta sia stato rilasciato "a monte" con analoga (o più ampia) licenza. Un materiale che abbia qualche restrizione di copyright potrebbe quindi in teoria essere utilizzato da Wiki, che però potrebbe pubblicarlo solo con analoghe restrizioni, cosa impossibile secondo i suoi pilastri... di fatto quindi qualsiasi restrizione colpirebbe anche Wikipedia, al di la delle intenzioni originali del legislatore.

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