Direttiva sul copyright: il Parlamento Europeo vota oggi

Direttiva sul copyright: il Parlamento Europeo vota oggi

Il Parlamento Europeo voterà in tarda mattinata una serie di riforme a proposito di leggi sul copyright che poterebbero avere implicazioni di vasta portata su come viene usata internet. Due disposizione in particolare hanno provocato l'ira dei gruppi a tutela dei diritti digitali

di pubblicata il , alle 10:21 nel canale Web
 

La votazione sulla cosiddetta Copyright Law è prevista per la mattinata mentre alle 14:30 con una Conferenza Stampa ne sarà comunicato pubblicamente l'esito. La decisione del Parlamento è stata rimandata a settembre già nella precedente seduta plenaria a Bruxelles dello scorso luglio, quando la maggioranza dei parlamentari si esprimeva negativamente sulle riforme, richiedendo l'applicazione delle modifiche volute dai cittadini e dai gruppi a tutela dei diritti digitali.

Il Parlamento europeo si esprimerà su una lunga lista di emendamenti rispetto alla versione originale della Copyright Law: poi la direttiva sarà inviata ai singoli stati membri che decideranno come recepirla all'interno delle loro legislature. L'Ue vuole prendere di mira soprattutto Google e Facebook con un epocale cambiamento, ma la riforma inevitabilmente riguarderà una moltitudine di siti minori che di punto in bianco dovranno iniziare a negoziare le licenze per usare contenuti realizzati da altri e impostare nuovi sistemi di filtraggio in stile content Id di YouTube, oltretutto molto costosi da implementare.

Sono due le disposizioni più discusse della Copyright Law di cui l'Ue si sta facendo promotrice. L'Articolo 11: chiunque riporterà un link o uno snippet (estratto pubblicato dai motori di ricerca per anticipare il contenuto della pagina nelle SERP) dovrà ottenere un'autorizzazione da parte dell’editore del contenuto linkato e/o citato e dovrà pagare a quest’ultimo un compenso (link tax). L'Articolo 13: prevede un controllo preventivo al fine di verificare che non vengano violati i diritti d'autore di un contenuto presente sulla rete. Attraverso un sistema automatizzato di controllo simile al content Id di YouTube, l'Unione Europea vuole evitare lo sciacallaggio dei contenuti originali e impedire di monetizzare a chi copia.

Nella prima versione dell'articolo 13 si parlava di "cooperazione tra piattaforme di ricondivisione dei contenuti (si pensi a Wikipedia ndr) e titolari dei diritti" attraverso l'utilizzo di "tecnologie di riconoscimento dei contenuti" apparentemente simili al content Id di YouTube. Chi sostiene la riforma ritiene che la normativa vigente di "avviso e rimozione" non è sufficientemente efficace, mentre ci vorrebbe un sistema più sistematico come content Id. Quest'ultimo, infatti, esegue la scansione di ogni video caricato sulla piattaforma e lo confronta con un database di opere protette da copyright. Se c'è una corrispondenza, anche se limitata a una parte del video, YouTube consente ai titolari dei diritti di scegliere se bloccare il video o solo la visualizzazione di contenuti pubblicitari su di esso.

Content Id di YouTube non è però perfetto, e in passato sono capitati casi limite in cui aziende hanno rivendicato la proprietà di filmati in realtà di pubblico dominio o di proprietà di altri soggetti. Per affrontare questo problema l'emendamento del deputato tedesco Axel Voss afferma che la "cooperazione tra fornitori di servizi di contenuti online e titoli di diritti non dovrebbe portare a impedire la disponibilità di opere che non violano il copyright". Ma l'emendamento non scende nei dettagli su come conseguire questo obiettivo, lasciando ai singoli paesi la discrezione su come applicare il principio.

L'articolo 11, invece, prende di mira principalmente Google. Gli editori si lamentano da tempo che servizi come Google News hanno costruito un vasto seguito semplicemente fornendo link a notizie scritte da altri, senza condividere i profitti con gli editori. In realtà altri parlamenti, come quello tedesco e quello spagnolo, hanno già approvato direttive simili: in queste nazioni Google ha aggirato il problema raggiungendo accordi con i singoli editori. Questi continueranno ad apparire in Google News solo se hanno accettato di rinunciare ai nuovi diritti sui link. In Germania ha funzionato, ma il parlamento spagnolo si è opposto impedendo a Google di richiedere licenze gratuite. In risposta, Google ha scelto di chiudere definitivamente Google News in Spagna.

Cliccate qui per seguire in diretta il dibattito al Parlamento Europeo.

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33 Commenti
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h4xor 170112 Settembre 2018, 10:52 #1
come complicare inutilmente la praticità del web con burocrazia inutile... grazie UE come se non avesse già imposto abbastanza omologazioni
azi_muth12 Settembre 2018, 10:55 #2
Originariamente inviato da: h4xor 1701
come complicare inutilmente la praticità del web con burocrazia inutile... grazie UE come se non avesse già imposto abbastanza omologazioni


Qui la burocrazia vuole tutelare il diritto d'autore il che vuol dire che c'è in ballo un giro di miliardi. In realtà diventerà tutto meno fruibile e a pagamento per gli utenti è un giro di vite.
PLASMA12 Settembre 2018, 11:12 #3
Chissa' se le mazzette sono arrivate tutte a destinazione... lo scopriremo presto
kamon12 Settembre 2018, 11:28 #4
Io ho fatto quanto potevo promuovendo la cosa e cercando di mettermi in contatto con europarlamentari Italiani (senza ricevere mai alcun feedback da parte loro), non credo sia servito a nulla ma ci ho provato... Mi chiedo quanti di quelli che adesso saranno colpiti dal cambiamento possono dire di aver fatto qualcosa a riguardo che non sia lamentarsi a posteriori.
X-ray guru12 Settembre 2018, 11:29 #5
In realtà è la burocrazia UE che chiede la mazzetta resa legale a tutte le multinazionali americane dell'IT.
X-ray guru12 Settembre 2018, 11:33 #6
Originariamente inviato da: kamon
cercando di mettermi in contatto con europarlamentari Italiani (senza ricevere mai alcun feedback da parte loro),


Mi spiace dirtelo, ma sei un vero sognatore. Complimenti per la tua serietà civica, ma la politica europea è ancora più corrotta e menefreghista di quella italiana.
mr.cluster12 Settembre 2018, 11:33 #7
Se questa riforma passa, soprattutto l'articolo 11, renderà tutto più complicato.
Per es. sui thread del sito che implementano soluzioni per le connessioni in zone difficili, o sui thread dei vari prodotti informatici e/o audiovisivi, praticamente non si potranno postare foto esemplificative. Chi deve postare, ad es. una foto di un illuminatore, di una antenna LTE o di una scheda madre, dovrà prima chiedere il premesso al costruttore delle stesse? e se non risponde? dobbiamo evitare di postare per evitare multe?
Oppure verrà creata una specie di SIAE del web, a cui iscriversi tramite quota annuale per avere la licenza di postare immagini?
Ed il content-ID, a cui molte aziende si sono iscritte per avere licenze su contenuti che non le appartengono, e sui quali praticamente non esistono controlli... che ....
X-ray guru12 Settembre 2018, 11:38 #8
mafia legalizzata, altro che!
Cfranco12 Settembre 2018, 12:08 #9
L' articolo 11 è da mettere a punto, perché è da stabilire quanto si possa riportare prima che si debba pagare, non si può mica pretendere che uno paghi per i link !
L' articolo 13 è invece una follia sin dalla premessa
tallines12 Settembre 2018, 12:10 #10
Originariamente inviato da: X-ray guru
Mi spiace dirtelo, ma sei un vero sognatore. Complimenti per la tua serietà civica, ma la politica europea è ancora più corrotta e menefreghista di quella italiana.

Concordo, sono sullo scranno, loro stanno bene...............

Poracci...........l' UE è una confusione assoluta, una macchina ultra burocratica, che non fa altro che prendere soldi dai vari stati e poi.............?................

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