IBM crede in un Linux Desktop

IBM crede in un Linux Desktop

Rispondendo alle recentissime polemiche sollevate da Red Hat, IBM conferma la propria fiducia in un futuro desktop per il pinguino

di pubblicata il , alle 09:24 nel canale Programmi
IBM
 

Nel corso di una conferenza voluta dal Linux Desktop Consortium, Samuel Docknevich ( dirigente della divisione Global Services di IBM) ha affermato che Linux è ormai maturo per il mondo Desktop; questa affermazione è in antitesi rispetto alle posizioni di Red Hat, secondo cui il segmento desktop rimarra saldamente in mano a Microsoft.

Le affermazioni di IBM arrivano in un periodo particolare, infatti solo qualche giorno fa Novell ha ufficializzato la propria intenzione nel voler acquisire la tedesca SuSE Linux (che di desktop se ne intende!).
In tale occasione si è delineato uno scenario particolarmente positivo per la massiccia adozione di sistemi operativi alternativi a Windows in ambito desktop, infatti la tecnologia SuSE sarà supportata da partner e strutture commerciali dl calibro di IBM e Novell (leader del segmento enterprise e detentrici di un know how di indubbio valore).

Bruce Perens, leader del movimento open source commenta in modo positivo sia le affermazioni di IBM, sia i recenti annunci di Novell ma avverte: per realizzare una soluzione Linux veramente valida per il desktop bisogna lavorare insieme, magari partendo dal progetto Debian ed accontentandosi degli introiti legati al supporto ed alla consulenza.

Da recenti fonti IDC si apprende che, stando alle stime, nel 2006 il "parco hw" su cui verrà utilizzato Linux sarà di circa il 7% (considerando l' 1,5% attuale, una crescita non da poco) e supererà la nicchia di mercato legata al mondo Mac.

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70 Commenti
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the_joe13 Novembre 2003, 09:32 #1
Se cominciano ad investirci i grandi nomi dell'informatica, non credo ci vorrà molto a vedere Linux sui Desktop come VERA alternativa a Windows specialmente se verrà confermata la natura free delle nuove distro. IMHO
Mattlab13 Novembre 2003, 09:47 #2

Già..

Ma finchè non diventerà sufficientemente semplice da usare e non sarà assimilato da chi fa assistenza ai pc, non credo che si diffonderà molto.. peccato!
P.S.: Chi ha provato Fedora Red Hat?
legno13 Novembre 2003, 10:04 #3

Perche' fare Assistenza ?

Non credo che verra' mai assimilato da chi fa assistenza , perche' se e' free la gente non vorra mai pagare per assistenze e allora la ruota si ferma. Microsoft va bene perche' e' a pagamento !
ilsensine13 Novembre 2003, 10:09 #4

Re: Perche' fare Assistenza ?

Originariamente inviato da legno
Microsoft va bene perche' e' a pagamento !

Cosa sta scritto sulla EULA riguardo l'assistenza da parte della Microsoft?
the_joe13 Novembre 2003, 10:36 #5

Re: Perche' fare Assistenza ?

Originariamente inviato da legno
Non credo che verra' mai assimilato da chi fa assistenza , perche' se e' free la gente non vorra mai pagare per assistenze e allora la ruota si ferma. Microsoft va bene perche' e' a pagamento !

Scusa, ma è proprio il contrario, almeno quello che sta accadendo già da tempo con le installazioni di server aziendali dimostra il contrario, a fronte di licenze dal costo nullo o quasi le software house offrono gli stessi contratti di assistenza che offrono sulle installazioni windows, quindi per loro il minor guadagno è solo nella misura della percentuale di ricarico che hanno sulle licenze windows che pure può essere elevata visto il costo di questi tipi di licenze server di Microsoft, quindi in fondo chi ci guadagna di + è il cliente finale che non deve sopportare il costo anche di migliaia di Euro per le licenze server, restano magari quelli per i database e per le licenze di windows installate sui client.
Nevermind13 Novembre 2003, 10:42 #6
Il problema è che se linux si diffonderà molto probabilmente diverrà anchesso a pagamento, se vorrai utilizzare le distro + supportate, semplici e compatibili.

Saluti.
joe4th13 Novembre 2003, 10:44 #7

Facile & Difficile

Affermare che Windows e' facile da installare e Linux
difficile e' la solita retorica da bar, ed e' un discorso sterile, poiche' l'utente finale (che non
e' l'utente "smanettone" tipico di questo forum) NON DEVE deve avere a che fare con driver, bios, e
devices, siano essi in Windows o Linux. Conosco fior
di utenti Windows, anche con PhD e background scientifici, che pero' non sanno aggiornarsi su
Windows un driver per una stampante, neppure sotto dettatura.

Stesso discorso per l'utilizzo. Non vedo cosa
ci sia di difficile nell'usare un sistema
configurato, quale potrebbe essere Linux, in cui l'utente finale non puo' far danni, proprio perche'
non ha i privilegi di installare software di sistema.

E' chiaro che anche Linux, o meglio il sistema
GNU (visto che KDE, OpenOffice, Gnome, GIMP, etc.,
ci sono per qualunque piattaforma, es. anche
per FreeBSD) ha delle debolezze (non necessariamente
non presenti anche in Windows), ad esempio:

- ergonomicita'. Gli sviluppatori dei desktop
come Gnome o KDE per ora si sono concentrati sulle "feature", lasciando da parte ergonomicita'. La
stessa esistenza di Gnome e KDE, fornisce alle
applicazioni basate di QT o GTK interfacce
utente diverse (es. i requester di stampa, i requester dei file, etc.).

- supporto hardware. E' minore che per Windows,
proprio perche' in Linux il supporto hardware,
salvo rari casi, e' intrinseco alla distribuzione, mentre per Windows, e' fornito dal produttore
di hardware. Questo puo' essere anche un vantaggio:
pochi ma buoni...

- ABI & API non standardizzate. Lo standard in Linux
e' il "codice sorgente", e i produttori di software
proprietario per Linux dovrebbero capirlo se vogliono vendere i loro prodotti...
ilsensine13 Novembre 2003, 11:01 #8

Re: Facile & Difficile

Giusto un paio di correzioni:

Originariamente inviato da joe4th
- ergonomicita'. Gli sviluppatori dei desktop
come Gnome o KDE per ora si sono concentrati sulle "feature", lasciando da parte ergonomicita'. La
stessa esistenza di Gnome e KDE, fornisce alle
applicazioni basate di QT o GTK interfacce
utente diverse (es. i requester di stampa, i requester dei file, etc.).

Sia i gruppi di Gnome che KDE hanno delle sezioni per lo studio dell'ergonomicità. Questo non vuol dire che le soluzioni devono essere identiche nei due casi (anzi, sperabilmente devono essere differenti, per offrire scelte diverse).

- supporto hardware. E' minore che per Windows,
proprio perche' in Linux il supporto hardware,
salvo rari casi, e' intrinseco alla distribuzione, mentre per Windows, e' fornito dal produttore
di hardware. Questo puo' essere anche un vantaggio:
pochi ma buoni...

Bè...mica tanto pochi

- ABI & API non standardizzate. Lo standard in Linux
e' il "codice sorgente", e i produttori di software
proprietario per Linux dovrebbero capirlo se vogliono vendere i loro prodotti...

Le API di linux sono vincolate da rigorosi e ben definiti standard.
I "produttori di sw proprietario" avranno sempre rogne, su qualsiasi s/o. Ad es. i driver per win9x mai e poi mai gireranno su XP.
Luca6913 Novembre 2003, 11:21 #9
Semplice:
caso A: devo assumere una nuova segretaria. Quante ne trovo che conoscano "Office & Windows" e quante che conoscono il mondo Linux?
caso B: nuovo manager. Con cosa é abituato a scrivere le sie slide? Office supppongo. Come sincronizza il suo PDA con outlook senza windows?

--> nelle grandi aziende windows é una "cultura" dominante

caso C: mi piace giocare con il PC. Quanti giochi si cono per Linux e quanti per Windows? Nn c'é paragone!

--> Nel mondo "Game" Windows vince ancora

Mi serve un PC a casa per Internet (navigare leggere la posta etc.) Qui i due sistemi sono quasi equivalenti. Ma quanti siti nn funzionano senza IE? Smepre di piú :-( Perché devo impare un sistema differente da quello che ho in ufficio.

--> La maggior parte degli utenti scelgono Windows x casa!

In conclusione Linux resta e resterá per lungo tempo in un mercato di nicchia fintá che la "cultura informatica media" della popolazione non lo assorbirá. Per esempio se le scuole iniziassero ad utilizzarlo si risparmierebbe unsacco di soldi e si diffonderebbe maggiormente!
joe4th13 Novembre 2003, 11:37 #10

x isensine

Con produttori di software proprietario non
intendevo quelli che producono driver (che
sun Linux sono pochissimi, linuxant, opensound, etc.).
Gli standard non sono definiti per tutto e nessuno ti puo' assicurare che un software pagato magari 15000 euro e "pseudo-certificato" per una vecchia RedHat 6.2, ti possa funzionare anche su una distribuzione piu'
recente dove hanno cambiato praticamente tutte
le librerie (pensa ai thread NTPL, a una
glibc piu' nuova, ai locales, etc.). Vuoi
un semplice esempio: acrobat reader 5.0.8 per Linux:
su glibc 2.3.X il plugin nppdf.so ti porta X11 a
consumare tutte le risorse CPU, oltre ai tipici
casini che vengono fuori con le locale libraries: l'Adobe lo sa, ma secondo te si e' mai presa la
briga di ricompilare il loro prodotto con un
compilatore e una distribuzione piu' recente?

Quello che stanno cercando di fare IBM e SUSE
e' una sorta di distribuzione totalitaria Linux,
ovvero una distribuzione a cui tutti devono fare riferimento (la loro). Per alcuni puo' essere un bene, per altri un male. Per me e' un male, perche' significa la fine dell'innovazione. Pensa per esempio alla
possibilita' di cambiare X11 con freedesktop,
oppure all'introduzione del prelink, etc.: a questo
punto, se uno deve puntare su applicazioni proprietario, allora molto meglio uno Unix
proprietario: lo paghi, ma hai il supporto anche
dopo 10 anni...

Certo uno si puo' portare dietro le librerie
vecchie di compatibility, e perfino il loader
(ld-linux), ma il piu' delle volte sono generatori
di segfault...

Le rogne non sono dunque dei produttori di
software proprietario (che raramente ricompilano
ogni sei mesi, e quando lo fanno, aggiungono
un'unita' alla loro version number e rivogliono i
soldi...) ma dell'utente finale, che il piu' delle
volte, se lo piglia in quel posto...

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