Guardare film pirata in streaming non è reato, secondo la Commissione Europea

Guardare film pirata in streaming non è reato, secondo la Commissione Europea

Sorprende la posizione della Commissione Europea su un quesito che ci siamo posti più volte: è legale, secondo le direttive UE, guardare un film in streaming proposto senza autorizzazione?

di pubblicata il , alle 14:21 nel canale Web
 

La scorsa settimana la Corte di Giustizia Europea ha ascoltato un caso che potrebbe offrire maggiore chiarezza su dove subentra la legge in fatto di streaming non autorizzato. A sollevare la questione è il gruppo anti-pirateria olandese BREIN che sostiene, insieme alle autorità spagnole, che offrire o guardare contenuti pirata in streaming sia una violazione della Direttiva EU sul Diritto d'Autore. Tuttavia la Commissione Europea sembrerebbe supportare la teoria secondo la quale il consumatore che guarda uno streaming non autorizzato di fatto non sta violando la legge.

Alla base della questione è l'aumento della pirateria online e, soprattutto, della semplicità con cui è possibile inciampare su contenuti pirata. A differenza delle forme tradizionali di download, che sono accolte come illegali nella stragrande maggioranza dei paesi civilizzati, in molti paesi non è chiaro se la semplice visualizzazione di flussi video non autorizzati sia da considerarsi illecita o meno. La situazione nella Unione Europea potrebbe cambiare presto per via del caso che abbiamo anticipato poco sopra e che sta sollevando una serie di interrogativi in ambito streaming pirata.

Nel processo BREIN accusa il rivenditore Filmspeler.nl di vendere riproduttori multimediali configurati appositamente per riprodurre contenuti protetti da diritti d'autore. Sebbene questi dispositivi non contengano all'acquisto alcun contenuto pirata, il software integrato è farcito di add-on che semplificano in maniera netta la fruizione di opere protette da diritti d'autore in maniera non autorizzata. La Corte Distrettuale Olandese aveva posto il quesito in precedenza alla Corte di Giustizia UE, che ha affrontato alcune delle richieste all'interno dell'udienza tenutasi la settimana scorsa.

La prima questione è piuttosto specifica: è legale vendere media player con software pre-configurato per riprodurre materiale pirata? Filmspeler.nl è naturalmente d'accordo e, sorprendentemente, la Commissione Europea non è contraria. Il motivo è semplice: i software integrati nei media-player sono semplicemente rintracciabili online e nulla vieta ai potenziali acquirenti di installarli dopo l'acquisto. Per arginare la problematica i detentori di copyright dovrebbero invece affidarsi ai mezzi che la giustizia già offre, e bloccare sul nascere i download dei software.

La seconda questione è invece ben più cruciale e generica: "È legale sotto la giurisdizione europea riprodurre temporaneamente un contenuto via streaming se è presente su un sito di terze parti dove è stato reso disponibile senza permesso?".

La risposta delle Autorità spagnole e di BREIN è naturalmente chiara: lo streaming dovrebbe essere di fatto associato al download non autorizzato, illegale nella UE, anche perché una copia illecita del film viene realizzata e comunque trasmessa. Sorprende anche la risposta a questo quesito da parte della Commissione Europea, che non crede che i consumatori violino le leggi guardando materiale pirata in streaming. Secondo le Autorità infatti riprodurre un contenuto in streaming non equivale a possedere indebitamente un'opera, ma semplicemente guardarla, che non è reato.

Sulla base delle udienze la Commissione emanerà una raccomandazione entro la fine dell'anno che gli stati membri potranno scegliere di seguire o meno. Il verdetto finale della Corte di Giustizia UE è invece atteso nei primi mesi del 2017.

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71 Commenti
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cignox103 Ottobre 2016, 14:49 #1
>>Secondo le Autorità infatti riprodurre un contenuto in streaming non equivale a possedere indebitamente un'opera, ma semplicemente guardarla, che non è reato.

Piú che una sentenza (o comunque un parere super-partes), questa sembra la linea difensiva di un avvocato con la faccia di bronzo.

Nel momento in cui io visualizzo lo streaming, di fatto i dati sono su una qualche memoria del pc, in maniera molto simile al file stesso. Esistono differenze, é chiaro, ma bisogna approfondire decisamente la questione, o cosí sembra che non si conoscano le tecnologie in gioco (o si finga di non conoscerle). Ad esempio, cosa rende lo streaming fondamentalmente diverso?
Il fatto che i dati non vengono scritti su un un disco? Ma questo dipende dall'implementazione specifica del player utilizzato, che potrebbe tranquillamente decidere di usare il disco ssd invece della ram per risparmiarla.
Il fatto che i dati vengono eliminati nel momento in cui sono fruiti? Altro dettagli implementativo: inoltre alcuni dati vengono memorizzati in anticipo nella cache e li rimangoo per un tempo solitamnente breve ma non nullo: quale permanenza é da considerare legale e quale no?
Etc etc.

Non credo che questa idea fará molta strada...
Wonder03 Ottobre 2016, 14:51 #2
Giusto! Chi va punito e ricercato è lo spacciatore non il consumatore. Del resto è impossibile non incappare in materiale protette da copyright senza accorgersene: basta guardare un filmto di un coglione su youtube che abbia sotto una musica di unartista famoso e hai già fruito di un contenuto protetto da copyright
The_Silver03 Ottobre 2016, 14:56 #3
Un pò come se multassero tutti quelli che guardano un film al cinemino del paese perchè viene fuori che non ha l'autorizzazione...
fraussantin03 Ottobre 2016, 14:57 #4
Originariamente inviato da: Wonder
Giusto! Chi va punito e ricercato è lo spacciatore non il consumatore. Del resto è impossibile non incappare in materiale protette da copyright senza accorgersene: basta guardare un filmto di un coglione su youtube che abbia sotto una musica di unartista famoso e hai già fruito di un contenuto protetto da copyright


giusto come se per errore uno inizia a vedersi l'ultimo star wars pensando che sia il trailer , e invece dopo 2 ore si accorge che è completo.

insomma meno ipocrisia , è giusto non punire chi guarda film illegali perchè ci fa comodo così.
matrix8303 Ottobre 2016, 15:11 #5
Originariamente inviato da: fraussantin
giusto come se per errore uno inizia a vedersi l'ultimo star wars pensando che sia il trailer , e invece dopo 2 ore si accorge che è completo.

insomma meno ipocrisia , è giusto non punire chi guarda film illegali perchè ci fa comodo così.

Fortunatamente i processi non si fanno sulle intenzioni, ma su fatti concreti.
fraussantin03 Ottobre 2016, 15:16 #6
Originariamente inviato da: matrix83
Fortunatamente i processi non si fanno sulle intenzioni, ma su fatti concreti.


dipende come si alzano la mattina i giudici.
matrix8303 Ottobre 2016, 15:18 #7
Originariamente inviato da: fraussantin
dipende come si alzano la mattina i giudici.

Mah in genere è così, forse ti riferisci ai giudici dei primi gradi o preliminari. Ma in cassazione ste boiate difficilmente passano.
cdimauro03 Ottobre 2016, 15:33 #8
Originariamente inviato da: cignox1
>>Secondo le Autorità infatti riprodurre un contenuto in streaming non equivale a possedere indebitamente un'opera, ma semplicemente guardarla, che non è reato.

Piú che una sentenza (o comunque un parere super-partes), questa sembra la linea difensiva di un avvocato con la faccia di bronzo.

Nel momento in cui io visualizzo lo streaming, di fatto i dati sono su una qualche memoria del pc, in maniera molto simile al file stesso. Esistono differenze, é chiaro, ma bisogna approfondire decisamente la questione, o cosí sembra che non si conoscano le tecnologie in gioco (o si finga di non conoscerle). Ad esempio, cosa rende lo streaming fondamentalmente diverso?
Il fatto che i dati non vengono scritti su un un disco? Ma questo dipende dall'implementazione specifica del player utilizzato, che potrebbe tranquillamente decidere di usare il disco ssd invece della ram per risparmiarla.
Il fatto che i dati vengono eliminati nel momento in cui sono fruiti? Altro dettagli implementativo: inoltre alcuni dati vengono memorizzati in anticipo nella cache e li rimangoo per un tempo solitamnente breve ma non nullo: quale permanenza é da considerare legale e quale no?
Etc etc.

Non credo che questa idea fará molta strada...

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Una sentenza allucinante.
gd350turbo03 Ottobre 2016, 15:47 #9
Da un punto di vista, io non possiedo nulla, oi bit passano e vengono cancellati una volta visualizzati...
Però da un altro punto di vista sto usufruendo di un opera dell'ingegno senza aver pagato il compenso al proprietario
Piedone111303 Ottobre 2016, 15:57 #10
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Originariamente inviato da: cdimauro
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Una sentenza allucinante.


Non è affatto allucinante, ma molto logica:
Non puoi vietare di vedere una riproduzione non autorizzata di un opera coperta da copyright (e questo è chiaro che non va limitato ai soli film-canzoni in streaming, ma a tutte le opere in senso generale ed allargato).
Immaginati una festa tra amici con il karaoke, tutti in galera, anche chi non canta.
Per il fatto di essere in possesso dell'opera (anche in modo temporaneo) perchè scritta nella cache, o nella ram del PC / tablet /smartphone , stendiamo un velo pietoso
se consideriamo illecita questa cosa, andrabbero arrestati praticamente tutti i ceo del mondo IT, file scritti nei server di posta (non di proprietà del fruitore), nella cache dei vari server, switch durante al transito fino al fruitore.
Qualcuno crede davvero che per uccidere una mosca devi usare una bomba H?

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