Al via i test integrati per NASA SLS, capsula Orion e sistemi di terra della missione Artemis II
Nei prossimi mesi verranno svolti una lunga serie di test per verificare che i sistemi legati alla missione Artemis II possano funzionare. Si tratta di provare insieme e in maniera separata NASA SLS, capsula Orion e sistemi di terra.
di Mattia Speroni pubblicata il 03 Giugno 2025, alle 17:06 nel canale Scienza e tecnologiaNASAESAArtemis
L'amministrazione Trump ha ritirato la candidatura di Jared Isaacman come futuro amministratore della NASA in un periodo nel quale l'agenzia spaziale statunitense sembra particolarmente fragile. Come sappiamo con la proposta del nuovo budget "ridotto" diverse missioni potrebbero concludersi anzitempo o essere cancellate. Nel frattempo si guarda all'esplorazione spaziale con equipaggio e in particolare alla Luna e Marte.

Dopo Artemis III (prevista nella seconda metà del 2027) l'agenzia potrebbe fare affidamento su soluzioni commerciali per ridurre i costi dismettendo così il razzo spaziale NASA SLS (Space Launch System), la navicella Orion e i sistemi di terra correlati. Artemis II, missione che potrebbe essere lanciata a febbraio 2026 e non più ad aprile 2026, è in fase di allestimento dopo l'integrazione dell'hardware.
NASA SLS e la capsula Orion sono in fase di test in vista di Artemis II
Nei prossimi mesi i team che stanno preparando la seconda missione del programma (la prima con equipaggio) presso il Kennedy Space Center in Florida eseguiranno dei test integrati tra le varie unità. Questa parte di test è simile a quella che è stata superata per la prima missione Artemis (lanciata a metà novembre 2022 e rientrata a metà dicembre) anche se sono state aggiunte ulteriori prove a causa della presenza di un equipaggio a bordo.
La missione Artemis II avrà una durata di 10 giorni e non atterrerà sulla superficie della Luna. All'interno della capsula Orion ci saranno quattro astronauti, tre statunitensi e uno canadese. Qui verranno provati i sistemi di supporto vitale e verranno eseguiti altri test pensati per il docking tra il lander (una versione modificata di SpaceX Starship) e la navicella.

Tra le prove che verranno eseguite ci sarà quella per l’interoperabilità dei sistemi come NASA SLS, navicella Orion e sistemi di terra. I sistemi devono poter comunicare l'uno con l'altro. Anche lo stesso Space Launch System è dotato di più sottosistemi come quelli dello stadio principale, dello stadio superiore (ICPS) e dei booster laterali con propellente allo stato solido. Ci saranno delle prove sia per i singoli sistemi ma anche per le unità nel loro complesso.
Verranno provate le frequenze radio per la comunicazione e l'invio della telemetria della capsula Orion verso il controllo missione che si trova al Johnson Space Center della NASA a Houston. Le antenne sono posizionate sia sul Vehicle Assembly Building (VAB) che nella zona del pad di lancio così da poter comunicare durante i primi minuti dopo il decollo. Non manca poi la possibilità di scambiare dati attraverso il Tracking Data Relay Satellite e il Deep Space Network.
Insieme agli astronauti ci sarà una prova generale del lancio con le procedure finali prima del decollo. Si faranno dei test di NASA SLS e navicella Orion all'interno del VAB mentre la seconda parte vedrà razzo spaziale e capsula trasportati al pad come al momento del lancio vero e proprio. Gli astronauti dovranno poi superare anche una prova in caso di emergenza ed evacuare la struttura sfruttando i sistemi che sono stati installati negli scorsi mesi.
Ci sarà poi poi il test del Flight Termination System (FTS). Questo avverrà all'interno del VAB. Una prima parte, prima che Orion sia assemblata insieme a NASA SLS e una dopo l'assemblaggio ma prima di arrivare al pad di lancio. Non mancherà anche il Wet Dress Rehearsal (WDR) con il caricamento del propellente criogenico composto da idrogeno e ossigeno liquidi dimostrando la capacità di arrivare fino a pochi secondi prima dell'accensione dei motori completando (quasi) il conto alla rovescia.

Nel frattempo si guarda ancora più avanti, ad Artemis III. In particolare è stato acceso per la prima volta il modulo di comando della navicella Orion che servirà a portare gli astronauti sulla superficie della Luna. Il test si è svolto al Neil A. Armstrong Operations and Checkout Building del Kennedy Space Center.
Grazie a questa accensione di prova è stato possibile avviare due computer del modulo dell'equipaggio e sei unità di alimentazione. Si sono potuti così verificare sistemi principali e sottosistemi. I test proseguiranno per tutta l'estate comprese le parti dei display e dell'audio. Ci saranno poi prove di tenuta e verrà verificata la presenza di perdite. Contemporaneamente stanno venendo eseguiti altri test sul modulo di servizio europeo fornito dall'ESA con la sua accensione prevista per l'autunno.










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