Solid State Disk anche da Hamlet
Hamlet presenta unità Solid State Disk da 16,32 o 64GB con interfaccia PATA e dimensioni identiche a quelle di un hard disk da notebook da 2,5 pollici
di Alessandro Bordin , Fabio Boneschi pubblicata il 21 Novembre 2007, alle 17:52 nel canale StorageHamlet
Il mercato delle soluzioni Solid State Disk è decisamente in fermento: sempre più produttori di notebook hanno aggiunto l'opzione di tale dispositivo di memorizzazione nelle proprie linee. In realtà le tecnologie SSD non sono una recente invenzione, infatti, questa tipologia di unità di memorizzazione è da tempo usata in installazioni server e militari nelle quali l'affidabilità è un parametro di fondamentale importanza. Un grosso ostacolo alla diffusione di tali unità è stato il prezzo ma, considerando le recenti quotazioni dei moduli NAND flash, questa problematica può dirsi in via di risoluzione. E' bene chiarire che esistono svariate tipologie di moduli NAND flash e, in realtà, i prezzi si sono notevolmente abbattuti solo per i modelli che offrono caratteristiche inferiori.

In ordine di tempo, l'ultima arrivata in questo settore è Hamlet con il recente annuncio di unità SSD dalla capacità di 16, 32 oppure 64 GB. Hamlet per il momento ha deciso di proporre soluzioni in formato da 2,5 pollici con interfaccia PATA. I dati di targa di questi modelli Hamlet possono vantare caratteristiche interessanti: il funzionamento viene garantito nell'intervallo di temperatura tra -25°C e +85°C e la resistenza agli urti viene stimata in 1000G mentre la società dichiara un buon valore di velocità sia in lettura che scrittura (rispettivamente di 58 e 32 MB al secondo) per il modello HSSD016S da 16 GB. Qualora venissero confermati i dati dichiarati, è lecito attendersi un buon comportamento del disco.
Nel panorama delle soluzioni SSD possiamo annoverare diverse aziende, fra cui SanDisk, Samsung e Transcend. Queste società hanno a catalogo varie soluzioni alcune delle quali vengono offerte con interfaccia SATA. Quest'ultima caratteristica rende le soluzioni SSD assai più interessanti, infatti, i notebook di recente produzione adottano tale tipologia di interfaccia e la sostituzione dell'unità di storage si rivela di estrema semplicità. Alcuni produttori hanno già annunciato la disponibilità di unità SSD in formato da 1,8" il cui utilizzo su prodotti ultraportatili potrebbe rivelarsi comodo: Samsung dallo scorso giugno propone, non sul mercato italiano, il modello Samsung Q30 con unità SSD.
Al momento le soluzioni SSD sono disponibili quasi in esclusiva sui canali OEM: Toshiba ad esempio ha annunciato la disponibilità di un modello Portégé R500 basato su una unità SSD SanDisk da 64GB e anche Dell ha proposto tale opzione. A breve dovremmo avere a nostra disposizione la soluzione appena citata di Toshiba e un nuovo Sony Vaio con unità SSD: avremo quindi modo di effettuare le nostre prove e le verifiche del caso.
La mancata disponibilità di soluzioni retail farebbe supporre qualche problema in merito alla compatibilità: questa circostanza ci è stata confermata in maniera ufficiosa da alcuni produttori e intendiamo approfondire l'argomento in laboratorio. In aggiunta all'utilizzo delle unità SSD quali dispositivi principali di storage, i prodotti simili alla proposta di Hamlet possono essere anche utilizzati come flash cache per Windows Vista Ready Boost.
Va ricordato che le unità SSD, oltre alle note doti di resistenza meccanica, hanno il proprio valore in alcune caratteristiche tecniche. In primo luogo, i tempi di accesso di questi dischi sono di sei ordini di grandezza inferiori rispetto a quelli con piatti rotanti, oltre a consumare meno energia. Gli attuali difetti sono due, ovvero una capienza mediamente inferiore e soprattutto il prezzo vertiginosamente più elevato, motivo per il quale non possono essere presi come diretti concorrenti della tecnologia a dischi rotanti o delle recenti soluzioni ibride. Un approfondimento dedicato è disponibile a questo indirizzo.
Non essendo disponibili unità SSD SATA sul canale retail risulta difficile valutare la loro reale quotazione economica, fortemente legata in ogni caso alla bontà dei chip utilizzati per realizzarli. Abbiamo condotto qualche indagine confrontando tra loro notebook tra loro identici fatta eccezione per l'unità di storage. Da questo breve controllo si è concluso che l'utente per poter disporre delle tecnologie SSD ad oggi deve provvedere all'esborso che oscilla tra i 400 e i 1000 Euro per unità da 64GB. Per quanto riguarda le unità SSD con interfaccia PATA i costi non sono ancora ben chiari: nel caso di Hamlet il modulo da 16GB costa 279,00 Euro mentre l'unità da 64GB è quotata oltre i 1.000 Euro (prezzi IVA inclusa). Il costo è decisamente importante e, considerando anche le motivazioni tecniche precedentemente enunciate, non è ipotizzabile una massiccia adozione di questi moduli sui notebook.
L'unica motivazione alla base della commercializzazione di un modello PATA può essere ricondotta al fatto che Hamlet voglia offrire all'utenza la possibilità di aggiornare il disco rigido del proprio portatile, acquistato magari non in tempi recenti. E' infatti da circa un anno, più o meno, che i portatili vengono equipaggiati regolarmente con un disco rigido SerialATA; tutta la produzione precedente è di fatto potenzialmente in grado di ospitare il disco di Hamlet. Rimane il dubbio, in ogni caso, se convenga spendere una cifra che parte da circa 300 Euro per aggiornare il solo disco con un SSD da 16GB, quando con poco più sono disponibili notebook nuovi, sebbene senza dischi Solid State.
La situazione è comunque destinata a evolvere nel prossimo futuro, infatti, alcuni produttori segnalano già la disponibilità di moduli con capacità ben superiore ai 64GB. Il calo dei prezzi sarà una chiara e imprescindibile conseguenza.










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29 Commenti
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mio per il prossimo pc
mio per il prossimo pc
A me non pare un prezzo tanto conveniente, 4 chiavette da 4 Gb l'una
oppure 8 da 2 Giga (o 16 da 1 Giga) costano parecchio meno, circa
160 € (ed hanno un package più costoso). In pratica paghi oltre 120 €
per la logica che permette di mappare la memoria in modo
da non riscrivere le stesse celle (un po' cara, IMHO)
Un appunto: "L'unica motivazione alla base della commercializzazione di un modello PATA può essere ricondotta al fatto che Hamlet voglia offrire all'utenza la possibilità di aggiornare il disco rigido del proprio portatile, acquistato magari non in tempi recenti".
Chi è quello che ha 1.000 euro da spendere in un SSD da soli 64 GB ma neanche un euro per aggiornare il vecchio notebook!? Suvvia..
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