L'UE anticipa un intervento per bloccare lo stop ai chatbot AI di terze parti in WhatsApp

L'UE anticipa un intervento per bloccare lo stop ai chatbot AI di terze parti in WhatsApp

Meta ha bloccato l'uso di chatbot AI di terze parti all'interno di WhatsApp: il provvedimento è stato giudicato in modo negativo dalla Commissione UE che ha anticipato un nuovo intervento sul tema

di pubblicata il , alle 15:51 nel canale Web
WhatsApp
 

Continuano i problemi per Meta in UE. L'azienda da tempo deve fare i conti con le normative europee e con la sua posizione di leader del mercato in vari segmenti, come quello dei social e dei servizi di messaggistica. Il nuovo problema emerso in questi giorni riguarda proprio la messaggistica e, in particolare, il recente aggiornamento dei termini di servizio di WhatsApp, applicazione di riferimento assoluto in Europa per quanto riguarda le comunicazioni tra gli utenti.

Con i nuovi termini di servizio, WhatsApp ha bloccato l'accesso ai chatbot AI di terze parti che non saranno più utilizzabili dagli utenti all'interno dell'app di messaggistica. Questa scelta, in una valutazione preliminare della Commissione UE, viene vista come un potenziale limite all'espansione del mercato.

Un limite alla concorrenza?

Dallo scorso 15 gennaio, l'unico assistente AI utilizzabile in WhatsApp è Meta AI. I vari servizi di terze parti, come ChatGPT, non sono più accessibili. Secondo la Commissione UE, questa scelta può rappresentare una conferma della posizione dominante di Meta nel settore, all'interno dello Spazio economico europeo. L'azienda potrebbe abusare di tale posizione, limitando la concorrenza per quanto riguarda l'accesso ai chatbot AI da parte degli utenti. Ricordiamo che in Italia c'è stato l'intervento di AGCM per bloccare la decisione di Meta.

Secondo la vice presidente della Commissione Ue Teresa Ribera, è necessario "proteggere una concorrenza effettiva in questo settore dinamico, il che significa che non possiamo permettere alle aziende tecnologiche dominanti di sfruttare illegalmente la loro posizione dominante per procurarsi un vantaggio sleale".

Meta ha già fornito una prima risposta, evidenziando come attualmente già esistano numerose opzioni di accesso all'AI e che le Api di WhatsApp Business (in passato usate per integrare chatbot di terze parti nell'app) non sono un canale di distribuzione fondamentale per questo tipo di servizi.

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