G.Skill risarcisce 2,4 milioni di dollari in USA: non ha specificato che i profili EXPO e XMP andavano attivati dall'utente
G.Skill ha siglato un accordo da 2,4 milioni di dollari per chiudere una class action negli Stati Uniti sulle velocità dichiarate delle RAM DDR4 e DDR5. Previsti rimborsi per gli acquirenti e aggiornamenti a packaging e schede tecniche sulle condizioni di utilizzo
di Vittorio Rienzo pubblicata il 10 Febbraio 2026, alle 19:06 nel canale MemorieG.Skillgaming hardware
Un episodio piuttosto curioso quello che ha coinvolto G.Skill, uno dei principali produttori di memorie RAM da gaming che negli anni ha ottenuto numerosi riconoscimenti e record per le velocità raggiunte dai suoi moduli. Sarebbero proprio le velocità pubblicizzate il problema che ha spinto alcuni consumatori a muoversi per vie legali contro l'azienda, la quale ha chiuso con un accordo transattivo da 2,4 milioni di dollari, ma respinto ogni accusa, come riportato su ClaimDepot.
Il pomo della discordia sono state le velocità nominali dei moduli DDR4 e DDR5 che gli utenti hanno ritenuto ingannevoli. L'azienda sostiene di non aver mai adottato pratiche commerciali scorrette, seppur abbia firmato l'accordo in questione che prevede anche un risarcimento per i consumatori.

La causa faceva riferimento ai kit di memoria DDR4 e DDR5 per PC desktop venduti tra il 31 gennaio 2018 e il 7 gennaio 2026, pubblicizzati con frequenze superiori a 2133 MHz per DDR4 e 4800 MHz per DDR5. Secondo i promotori dell'azione legale, la documentazione commerciale avrebbe potuto indurre a credere che tali valori fossero ottenibili senza alcun intervento manuale all'interno del BIOS.
Al centro della contestazione si trova il tema dell'overclock tramite profili EXPO o XMP, necessari per raggiungere le velocità dichiarate. Gli acquirenti coinvolti sostenevano di aspettarsi prestazioni immediate, mentre in realtà il funzionamento alle frequenze nominali dipende anche da fattori come scheda madre, processore e configurazione del sistema.
L'accordo prevede che possano presentare richiesta di rimborso tutti i residenti negli Stati Uniti che abbiano acquistato uno o più kit di memoria G.Skill rientranti nei criteri indicati. Ogni nucleo familiare può chiedere un risarcimento per un massimo di cinque acquisti, a condizione di fornire prova di acquisto valida.

Una parte consistente del fondo, però, risulta già destinata a spese operative: 295.000 dollari per la gestione della procedura, fino a 800.000 dollari per compensi legali, oltre a rimborsi spese, e premi fino a 5.000 dollari per i promotori della class action. L'importo finale per ciascun richiedente dipenderà dal numero complessivo di domande accettate. Il risarcimento, in pratica, è rappresentato dalla somma rimanente, per cui verrà diviso tra il numero di richiedenti che presenteranno una richiesta valida.
Oltre al rimborso economico, l'intesa obbliga G.Skill ad apportare modifiche "economicamente sostenibili" alla propria comunicazione. Le confezioni, le pagine prodotto e le specifiche destinate ai rivenditori dovranno indicare le frequenze come valori "fino a", accompagnate da un avviso che chiarisce la necessità di overclock e regolazioni manuali da BIOS per raggiungere le massime prestazioni dichiarate.
Si tratta indubbiamente di una questione quantomeno curiosa. Perché in effetti, G.Skill fa riferimento ai profili XMP o EXPO per il raggiungimento delle velocità massime, semplicemente non fa chiarisce il fatto che sono da applicare manualmente. Tuttavia, la configurazione va effettuata dalla scheda madre e non dalle memorie, per cui gli utenti avrebbero dovuto fare riferimento al manuale di questo componente. Ad ogni modo, la class action ormai è chiusa e, almeno per il momento, si estende esclusivamente agli utenti degli Stati Uniti.










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7 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoed è un'ennesima, piccola, riprova che il modello così com'è non potrà andare avanti ancora a lungo
almeno non questo americano dove si può fare causa se non c'è scritto a lettere cubitali che il medicinale va assunto senza mangiare la stagnola con cui è blisterato
ciao ciao
meglio scriverlo chiaramente : sono richiesti coltello e denti (non forniti)
specifichiamo anche che per leggere le istruzioni è necessario non essere analfabeti, chiaramente con esplicative vignette per tutelare gli analfabeti
Gskill è uno dei migliori produttori, salvo questo periodo, è sempre stato a prezzi decenti
che poi se uno compra le ram sciolte è per assemblarsi il pc da solo, si suppone che almeno un po ne capisca, altrimenti se lo prende già pronto assemblato.
Se uno si mette a fare manutenzione alla sua auto non c'è bisogno di scrivergli che il motore scotta...
è la tipica causa pretestuosa fatta da avvocatucoli per spillare un po di soldi, in italia queste cause sono dette "temerarie" e punite dalla legge.
Fanno veramente tanti più danni i primi.
Comunque gli americani non si smentiscono mai.
Sono contentissimo che Amazon (tanto è ovvio che parliamo di loro) abbiano cominciato a chiudere a manetta gli account, fai il reso una volta, due, cinque dieci e alla fine ti dicono "ma che mi stai a prendere per il c#lo ?"
Giustamente, passi se un oggetto è rotto o difettoso, ma se il cliente è stupido, meglio non averlo direttamente. Imho.
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