Consumano il 30% in meno: arrivano i nuovi sistemi di riscaldamento al grafene
Repower Italia ed ESA NanoTech hanno annunciato una collaborazione per distribuire i sistemi di riscaldamento G-radiant Plug&Play basati su grafene. La tecnologia promette maggiore efficienza energetica e la riduzione dei consumi fino al 30%.
di Manolo De Agostini pubblicata il 10 Febbraio 2026, alle 15:01 nel canale Scienza e tecnologiaRepower Italia ed ESA NanoTech hanno annunciato una partnership strategica finalizzata alla diffusione sul mercato italiano dei sistemi di riscaldamento G-radiant Plug&Play, soluzioni sviluppate sfruttando le proprietà del grafene. L'accordo prevede la distribuzione dei prodotti attraverso la rete commerciale di Repower e il relativo canale e-commerce, con un focus particolare sul segmento business.
L'intesa tra le due realtà nasce con l'obiettivo di rendere più accessibili tecnologie di riscaldamento basate su materiali avanzati. Il grafene, noto per l'elevata conducibilità termica ed elettrica, viene impiegato per realizzare pannelli radianti e altre soluzioni che puntano a migliorare l'efficienza energetica. Secondo le aziende coinvolte, l'utilizzo di questo materiale consente una riduzione dei consumi fino al 30% rispetto ai sistemi tradizionali, oltre a garantire l'assenza di emissioni elettromagnetiche.

La linea G-radiant Plug&Play comprende soluzioni modulari progettate per differenti contesti applicativi. Tra questi figurano impianti destinati al settore residenziale, sistemi per uffici, negozi e spazi pubblici, oltre a installazioni per ambienti industriali come capannoni produttivi. Il portafoglio prodotti include pannelli radianti standard, pedane riscaldanti per postazioni di lavoro e soluzioni industriali come i pannelli W-radiant, pensati per integrarsi nei processi produttivi.
Dal punto di vista commerciale, Repower metterà a disposizione la propria infrastruttura distributiva, storicamente orientata al settore aziendale, con l'obiettivo di favorire l'adozione della tecnologia soprattutto in ambito professionale. L'azienda sottolinea come la diffusione di sistemi di riscaldamento più efficienti possa contribuire a migliorare il comfort negli ambienti lavorativi riducendo al contempo i consumi energetici.

ESA NanoTech, dal canto suo, evidenzia il ruolo della ricerca sui materiali avanzati nello sviluppo di soluzioni alternative ai sistemi di riscaldamento convenzionali. L'impiego del grafene consentirebbe infatti di superare alcuni limiti fisici dei materiali tradizionali, offrendo una maggiore resa termica a fronte di consumi inferiori. La collaborazione con Repower punta a favorire la scalabilità commerciale di queste tecnologie, ampliandone la diffusione sia tra le aziende sia nel settore domestico.
L'utilizzo di nanotecnologie applicate al riscaldamento rappresenta uno dei filoni di sviluppo che negli ultimi anni stanno attirando l'interesse del settore, anche grazie alla crescente attenzione verso il contenimento dei consumi e l'ottimizzazione delle prestazioni energetiche degli edifici. Non è un caso che una startup italiana abbia creato una vernice riscaldante al grafene e stia attirando interesse.










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9 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoConsuma il 30% in meno DI UNA RESISTENZA ELETTRICA.. che non è certo un sistema efficiente.. da noi in particolare è come scaldarsi bruciando banconote.
Va giusto bene in qualche situazione specifica in ambiti commerciali..
Sarà da 10 anni che se ne sente parlare come una rivoluzione in tutti gli ambiti.
Questa frase è fisicamente molto sbagliata:
Qualunque cosa abbia una temperatura superiore a 0K emette calore tramite infrarossi che sono a tutti gli effetti delle radiazioni elettromagnetiche. Quindi quella frase dell'articolo scritta così non ha alcun senso, è probabilmente frutto di qualche addetto al marketing che non sa di cosa stia parlando.
Inoltre come fa ad essere più efficiente del 30%. Cioè è quasi impossibile scaldare con un'efficienza inferiore al 100% in quanto tutta l'energia si converte in calore. Le pompe di calore superano il 100% estraendo calore (raffreddando) da aria (o acqua) per rilasciarle nell'ambiente da scaldare. Questo sistema come farebbe invece?
Consuma il 30% in meno DI UNA RESISTENZA ELETTRICA.. che non è certo un sistema efficiente.. da noi in particolare è come scaldarsi bruciando banconote.
Va giusto bene in qualche situazione specifica in ambiti commerciali..
Be' una resistenza elettrica non sarà efficiente come una pompa di calore, ma tecnicamente è un sistema molto efficiente, visto che come già detto, l'energia alla fine ricade sempre in calore, quello che può non essere efficiente è il come distribuisci il calore nell'ambiente, ma non è tanto il funzionamento della resistenza in se' il problema.
Non so se è da intendersi così perchè credo sia contro le leggi della termodinamica..
Diciamo che rispetto ad una resistenza classica usa meno corrente per emettere la stessa quantità di calore misurato.
Giusto, parlando in termini tecnici è vero.
Del resto la pompa di calore è performante perchè usa la corrente per "pompare" il calore dell'aria esterna all'interno dell'ambiente, una resistenza invece converte solo la corrente che gli viene fornita.
Permane il fatto che (soprattutto da noi) pensare di scaldare a colpi di corrente è una pessima idea.
Un pizzico di blockchain? Containers, cloud, blockchain, AI – it's all the same old BS, says veteran Red Hatter
Diciamo che rispetto ad una resistenza classica usa meno corrente per emettere la stessa quantità di calore misurato.
Giusto, parlando in termini tecnici è vero.
Del resto la pompa di calore è performante perchè usa la corrente per "pompare" il calore dell'aria esterna all'interno dell'ambiente, una resistenza invece converte solo la corrente che gli viene fornita.
Permane il fatto che (soprattutto da noi) pensare di scaldare a colpi di corrente è una pessima idea.
tralasciando le pdc penso che il 30% sia riferito a panelli radianti tradizionali, quando li ho visti questi pannelli il calore si sentiva parecchio nonostante la potenza elettrica ridotta,
penso che sia non una questione di pura efficienza termodinamica (come già detto sono al 100% esattamente come una comune resistenza) ma probabilmente il maggior controllo della temperatura superficiale su tutto il pannello permette di gestire meglio l'emissione infrarossa e quindi l'operatore sente il 30% di calore in più a parità di wattaggio rispetto ad un pannello radiante tradizionale
repower.. grafene.. 30% migliore efficienza.. sarà un successone
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