La vernice riscaldante al grafene creata da una startup italiana è già sul campo: ecco la prima implementazione industriale
BeDimensional ha presentato a Genova la prima implementazione industriale della vernice riscaldante al grafene, sviluppata con Estalia Coatings e SIL. La soluzione utilizza un rivestimento conduttivo capace di generare calore uniforme, aprendo nuove prospettive per l'edilizia e consolidando la strategia europea sui materiali bidimensionali.
di Manolo De Agostini pubblicata il 26 Novembre 2025, alle 08:51 nel canale Scienza e tecnologiaQualche settimana fa vi abbiamo parlato di BeDimensional e della sua vernice al grafene, in grado di funzionare come sistema di riscaldamento radiante elettrico. Nelle scorse ore la società ha annunciato, presso il proprio stabilimento di Genova, la prima implementazione industriale, segnando il passaggio dalla fase di validazione di laboratorio a un'applicazione reale su scala produttiva. L'azienda, specializzata nella produzione di materiali bidimensionali, considera questo traguardo un punto di svolta per l'introduzione di soluzioni energetiche innovative nel settore edilizio.

La tecnologia adottata sfrutta un rivestimento conduttivo a base di grafene capace di generare calore in modo uniforme e controllato, raggiungendo temperature compatibili con l'impiego come sistema radiante. La vernice funzionale nasce dalla collaborazione con Estalia Coatings, tramite il brand Franchi&Kim, mentre l'applicazione dimostrativa è stata realizzata su pannelli in fibrocemento forniti da SIL. Questo approccio permette di integrare direttamente la capacità riscaldante nelle superfici, aprendo a potenziali utilizzi sia nella riqualificazione energetica sia in nuove costruzioni.

L'iniziativa si inserisce nella più ampia strategia industriale di BeDimensional, che punta a costruire una filiera europea dedicata ai materiali bidimensionali. Secondo il CEO Vittorio Pellegrini, la tecnologia mostra ormai un livello di maturità sufficiente per l'avvio di un percorso di adozione su larga scala, supportato da un ambizioso piano di crescita produttiva: l'azienda prevede di aumentare la capacità dagli attuali 3 a oltre 30 tonnellate annue entro il 2028. Obiettivo dichiarato è contribuire all'autonomia tecnologica europea nei settori in cui grafene e cristalli 2D possono portare benefici significativi, come automotive, energia, aerospazio ed edilizia.
All'evento hanno partecipato rappresentanti istituzionali e partner industriali, che hanno potuto osservare la tecnologia in funzione e analizzare i dati tecnici relativi alle performance. Tra questi anche Alessio Piana, Consigliere delegato allo Sviluppo economico della Regione Liguria, che ha sottolineato l'importanza del progetto per il tessuto produttivo locale e per il ruolo della regione nell'innovazione dei materiali avanzati.

Vittorio Pellegrini, CEO di BeDimensional
Fondata nel 2016 come spin-off dei Graphene Labs dell'Istituto Italiano di Tecnologia, BeDimensional ha consolidato negli anni la propria presenza nel panorama europeo grazie allo sviluppo e alla produzione di grafene e nitruro di boro esagonale a pochi strati atomici. Le sue tecnologie sono già impiegate in campi eterogenei, dai sistemi per lo stoccaggio dell'energia ai tessuti smart, passando per vernici e materiali compositi.
Il recente finanziamento da 20 milioni di euro ottenuto dalla Banca Europea per gli Investimenti e l'inaugurazione del nuovo impianto BEFAB confermano la volontà dell'azienda di accelerare l'industrializzazione dei cristalli bidimensionali. La presentazione della vernice riscaldante rappresenta dunque una delle prime applicazioni concrete di una strategia che punta a rendere il grafene una componente chiave nelle tecnologie energetiche del prossimo decennio.










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15 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoGli italiani sono diventati tutti esperti di raglio...
Arriviamo ad almeno un COP di 1
C'è il link all'articolo precedente proprio all'inizio di questo.
Più che altro, sembra banale, ma mi chiedo come funzioni nel periodo estivo. La pompa di calore e il termosifone posso spegnerli, ma i pannelli mica li posso togliere (o coprire) durante i mesi caldi.
Probabilmente qualche impresa edile o qualche imprenditore è stato pagato per chiederne l'installazione solo a scopo pubblicitario, per poter dire che la si sta usando.
Più che altro, sembra banale, ma mi chiedo come funzioni nel periodo estivo. La pompa di calore e il termosifone posso spegnerli, ma i pannelli mica li posso togliere (o coprire) durante i mesi caldi.
dall'articolo precedente sembra che vada a corrente e che possa raggiungere i 110°
cioè il muro ricoperto da questa vernice dovrebbe diventare così caldo?
e in cosa si differenzia da altri pannelli radianti ad energia elettrica?
Forse non avete capito, ma non è che generi energia dal nulla, ma converte la corrente elettrica in calore tramite effetto joule in altre parole il muro diventa a tutti gli effetti una resistenza elettrica, quindi basta spegnere la corrente e il muro non scalda più...
Per il resto vedremo, io dal basso della mia ignoranza ho seri dubbi sulla convenienza di questa soluzione e anzi detto schiettamente non mi stupirei se un domani l'azienda sparisse assieme ai soldi dei finanziatori.
Per scaldare l'ambiente la vedo più lunga e dispendiosa: prima bisogna lottare con l'inerzia termica del muro che comincerà ad assorbire per contatto il calore della vernice...
Vedo un suo possibile utilizzo solo al posto delle scaldiglie per apparati elettro meccanici, dove ad esempio oggi viene messa una resistenza elettrica per non far scendere al di sotto di certe temperature oli o grassi
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