Nuove informazioni sui piani della Cina per l'esplorazione di Venere e di Nettuno
Negli scorsi giorni si è scritto dell'esplorazione del Sistema Solare da parte della Cina. Secondo nuove informazioni per Venere è previsto il possibile recupero di campioni di atmosfera mentre la missione per Nettuno sarà molto complessa.
di Mattia Speroni pubblicata il 01 Aprile 2025, alle 20:42 nel canale Scienza e tecnologiaCNSA
La Cina sta puntando sull'esplorazione del Sistema Solare grazie a piani decisamente ambiziosi che riguardano diversi obiettivi come asteroidi, Luna, Venere, Marte, Giove e Nettuno. Attraverso agenzie statali come la CNSA, nei prossimi anni vedremo lanciare diverse missioni che coinvolgeranno inizialmente degli asteroidi (Tianwen-2, da maggio 2025) per poi passare alla Luna, con lo sbarco di un equipaggio umano entro il 2030 e ancora più avanti altri pianeti.
Nel 2033 la Cina potrebbe lanciare una missione complessa diretta verso Venere. Questa cercherà vita microbica nelle nubi del pianeta ma anche comprendere l'evoluzione, capire come mai le nuvole che avvolgono Venere assorbano gli ultravioletti e quali cicli sono coinvolti nella modellazione dell'atmosfera e della superficie.
Cina: le missioni verso Venere e Nettuno
La missione prevederà l'arrivo in orbita intorno al pianeta con la raccolta e l'analisi dell'atmosfera superiore in-situ con la possibilità dell'utilizzo di uno spazioplano-drone. Ci sarà poi un orbiter con capsula che permetterà di far rientrare dei campioni dell'atmosfera di Venere. Se il piano riuscirà sarà una delle missioni più importanti del prossimo futuro e consentirà di acquisire nuovi dati sul pianeta e scoprire se effettivamente la vita possa essere presente (o sostenibile).

Un'altra missione che potrebbe risultare interessante riguarda l'esplorazione di Nettuno e della sua luna Tritone. In particolare verranno sfruttate orbite a bassa energia e automatismi per il mantenimento dell'orbita intorno al gigante gassoso con la capacità di comunicar da 30 AU. Il lancio potrebbe avvenire già nel 2033, ma sembra più probabile che la Cina possa scegliere la finestra del 2039.


Grazie alla struttura della sonda si potrà analizzare da vicino l'atmosfera di Nettuno e osservare da vicino Tritone. La massa complessiva dovrà essere di massimo 2,1 tonnellate con un ciclo della missione della durata di 15 anni. Il corpo principale della sonda cinese avrà due RTG (generatore termoelettrico a radioisotopi) per fornire fino a 300 W ciascuno.
Inizialmente la produzione dei due RTG sarà pari a 600 W per poi scendere a 380 W con una massa che sarà uguale o inferiore a 140 kg con una durata di oltre 20 anni. L'antenna in banda Ka avrà la capacità di trasmettere dati a 32 kbps (o superiore fino a 30 AU) così da inviare immagini, dati scientifici e ingegneristici.


Per l'analisi dell'atmosfera superiore di Nettuno ci sarà un modulo aggiuntivo che si separerà dal corpo principale. Questo sistema prevederà un paracadute per rallentare la discesa, uno scudo termico per poi aprire un aerostato che consentirà di far rimanere la strumentazione in orbita per un periodo relativamente lungo. Attualmente non ci son agenzie spaziali che prevedono di sviluppare in tempi brevi missioni di questo tipo, in particolare verso Urano e Nettuno. La Cina e la CNSA potrebbero rappresentare quindi una svolta per la comunità scientifica globale (e il loro tasso di successo è elevato se si considerano le ultime missioni).










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1 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoAd esempio il limite di 2,1 tonellate è legato alla capacità di lancio dei loro vettori che pone un limite massimo a quanta roba "possono mandare su".
Il doppio RTG è un requisito "base" per la ridondanza a livello energetico in missioni così lunghe (non lo dicono, ma la missione DEVE essere portata a termine anche con un solo RTG funzionante).
Ad esempio, le sonde Voyager I e II (lanciate negli anni '70, quasi 50 anni fa) avevano tre RTG ognuna ed una "tripletta" erogava un totale di 470We al momento del lancio (nel 2023 la loro potenza è degradata a 225We).
A proposito di questo, sulle Voyager la "tripletta" di RTG (che costituiva un unico elemento cilindrico) era su un albero metallico sul lato opposto agli strumenti e ben lontano dal corpo centrale.
Nel disegno che hanno presentato invece i due RTG li hanno "affiancati" al corpo centrale, spero sia una "libertà artistica" del disegnatore perchè di solito è meglio tenerli il più distante possibile come minimo dagli strumenti.
Anche su sonde più recenti tipo la Cassini-Huygens e la Galileo gli RTG sono ben distanziati dagli strumenti; e pure la New Horizons (che adotta un design più compatto) ha comunque il "pacchetto RTG" tutto da un lato ed una schermatura più pesante per proteggere gli strumenti sul lato opposto.
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