Il razzo spaziale SpaceX Falcon 9 torna a volare, chiarite le possibili cause del guasto
Il razzo SpaceX Falcon 9 tornerà a volare il 27 luglio, dopo che la società (in accordo con l'FAA) ha chiarito le possibili cause del guasto che hanno portato alla perdita di 20 satelliti Starlink per un problema al secondo stadio del vettore.
di Mattia Speroni pubblicata il 26 Luglio 2024, alle 02:26 nel canale Scienza e tecnologiaSpaceXStarlink
La società statunitense SpaceX è impegnata su diversi fronti per fornire agli Stati Uniti (e alle sue agenzie) e ai clienti privati un servizio di lancio affidabile e relativamente a "buon mercato". Mentre procedono i test per il futuro vettore spaziale completamente riutilizzabile, Starship, il razzo spaziale Falcon 9 torna a volare dopo lo "stop" dovuto a un problema verificatosi al secondo stadio qualche tempo fa.
Watch Falcon 9 launch 20 @Starlink satellites to orbit from California https://t.co/aXuY7ZXXrO
— SpaceX (@SpaceX) July 9, 2024
La missione Starlink Gruppo 9-3 ha visto la distruzione del motore Merlin 1D Vacuum del secondo stadio non permettendo ai satelliti per la connettività Internet ad alta velocità di raggiungere l'orbita prestabilita. Questo ha fatto in modo che le unità di questo lancio rientrassero prima del tempo nell'atmosfera, senza causare danni. La società di Elon Musk, insieme all'FAA (e sotto l'occhio vigile della NASA) ha quindi proceduto all'apertura di un'indagine per chiarire le cause del malfunzionamento così da poter tornare a volare.
Si è trattato di blocco dei lanci relativamente breve, considerando che in meno di due settimane SpaceX ha sottoposto all'FAA (Federal Aviation Administration) la documentazione utile per poter riprendere i lanci dei razzi spaziali Falcon 9 con una missione prevista per le 6:21 del 27 luglio, con decollo dal Launch Complex 39A (LC-39A) al Kennedy Space Center in Florida. Anche questa missione è pensata per portare in orbita 23 satelliti Starlink (permettendo così di non perdere satelliti di clienti paganti o mettendo a rischio equipaggi). Il primo stadio è al suo 17° volo e in precedenza ha lanciato le missioni CRS-24, Eutelsat HOTBIRD 13F, OneWeb 1, SES-18 e SES-19 e dodici missioni Starlink. Dopo la separazione degli stadi, il primo stadio atterrerà sul droneship Just Read the Instructions (JRTI).
Guasto per il secondo stadio del razzo spaziale Falcon 9: le motivazioni
Secondo quanto riportato nella pagina dedicata agli aggiornamenti della società, SpaceX ha scritto come la causa più probabile per l'incidente al secondo stadio del razzo spaziale Falcon 9 della missione Starlink Gruppo 9-3 sia una perdita di ossigeno liquido verificatasi durante la prima accensione del propulsore Merlin 1D Vacuum che si è concentrata nello strato isolante intorno al motore.

La causa della perdita sarebbe legata a una rottura in una zona dove si trova il collegamento a un sensore di pressione collegato alla sistema di alimentazione dell'ossigeno liquido. Questo collegamento si sarebbe crepato a causa della fatica causata dall'elevato carico dovuto alle vibrazioni del motore e all'allentamento del morsetto che normalmente tiene vincolata la linea.
La perdita non ha impedito al propulsore del secondo stadio di funzionare per tutta la durata della prima accensione, raggiungendo correttamente lo spegnimento (come programmato). Alla seconda riaccensione del motore Merlin 1D Vacuum del secondo stadio del Falcon 9 per circolarizzare l'orbita, i componenti si erano raffreddati più del previsto, in particolare la sezione riguardante la fornitura del propellente, non permettendo un'accensione corretta e una combustione controllata danneggiando irreparabilmente l'hardware associato.
Come sappiamo, i satelliti Starlink sono comunque stati rilasciati ma con un'orbita non corretta. Il secondo stadio danneggiato è stato invece reso inattivo non potendo più essere controllato a causa dei danni. SpaceX ha chiarito che, nonostante gli sforzi per permettere ad alcuni satelliti di incrementare la propria orbita, a causa dell'attrito dell'atmosfera non è stato possibile portare a termine le operazioni. Tutti i satelliti di questo lancio sono quindi andati persi.

Le azioni correttive di SpaceX prevedono inizialmente di rimuovere la linea del sensore dell'ossigeno, con la sua funzione che sarà coperta da altri sensori. Questa modifica è più rapida rispetto a una reingegnerizzazione e consentirà di tornare a operare in poco tempo. In futuro saranno utilizzati secondi stati modificati (già in fase di sviluppo nella struttura di McGregor) con diverse migliorie. Inoltre ci sarà una revisione completa dei sistemi interessati e attualmente in procinto di essere utilizzati così da scongiurare ulteriori problemi.
In una nota dell'FAA si legge che "dopo un esame approfondito, l'FAA ha stabilito che non erano coinvolti problemi di sicurezza pubblica nell'anomalia verificatasi durante il lancio dello SpaceX Starlink Gruppo 9-3 dell'11 luglio. Questa verifica della sicurezza pubblica significa che il veicolo Falcon 9 potrebbe tornare alle operazioni di volo mentre l'indagine complessiva rimane aperta, a condizione che tutti gli altri requisiti di licenza siano soddisfatti". SpaceX potrà quindi tornare a lanciare il suo (solitamente) affidabile Falcon 9 che, dopo l'inizio dell'effettiva operatività, ha visto ben pochi problemi considerando la cadenza di lancio decisamente più elevata rispetto alla concorrenza.










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