Macromedia rilascia Flash Player 7 per Linux
Meglio tardi che mai... con circa 6 mesi di ritardo sulla versione per Windows, Macromedia rilascia Flash Player 7 per Linux
di Fabio Boneschi pubblicata il 01 Giugno 2004, alle 09:27 nel canale ProgrammiWindowsMicrosoft








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83 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoSto parlando dei pacchetti, dei permessi, del file system della console.
Chiunque utonto che vede un pc e vede la console pensa al dos e ad un ritorno al passato (mi è successo con amici econ mio padre tra l'altro).
Vedendo scrivere da console i comandi pensa "ma che sta scrivendo questo x installare un programma".
Mio padre ancora non ha capito come sono le cartelle dov'è c e dove è il cdrom...Credo che il problema maggiore di linux sia la scarsa alfabetizzazione informatica...io usavo windows e adesso dopo 4distro uso debian ed ho provato i tgz gli rpm di fedora e di mandrake...Ma io sto studiando ing informatica e so cosa si intende x risparmiare risorse(immaginate la mia faccia nel vedere i requisiti di longhorn) a molta gente interessa fare quello che deve fare senza perdere tempo e se ne sbatte se lo può fare con un pc meno potente o se lo può fare risparmiando un giga di hd. Non lo sa e non gli interessa...Non conosco nessuno a parte i miei colleghi che ha linux a casa siamo solo gli "addetti ai lavori" che lo utilizziamo le pubbliche amministrazioni x motivi economici e le aziende x efficienza dei server e motivi economici...Qualcuno ci definisce dei pazzi...e se ne infischia se col suo vecchio p133 con 64 MB di ram si può vedere i divx mettendo il cd di una distro live
"Credo che l'ostacolo più rilevante alla costruzione di un ambiente desktop semplice, usabile e coerente per Linux sia l'inaccettabile livello di frammentazione dei progetti che costituiscono la galassia del Free Software."
Marco Pesenti Gritti, membro della GNOME Foundation e maintainer del browser Epiphany.
To', qualcuno che la pensa esattamente come. Con la differenza che fa parte della comunità Linux, e che non è un utente qualunque...
x juggler3: "Non dire gatto se non ce l'hai nel sacco".
Chiunque utonto che vede un pc e vede la console pensa al dos e ad un ritorno al passato (mi è successo con amici econ mio padre tra l'altro).
Una rilevantissima fetta degli utenti XP non ha mai visto il DOS e non sa nemmeno cos'e`, non scordiamoci di quella piccolissima porzione di utenza che ha iniziato ad usare il PC (meglio: windows) dopo il 1996/97...
"Credo che l'ostacolo più rilevante alla costruzione di un ambiente desktop semplice, usabile e coerente per Linux sia l'inaccettabile livello di frammentazione dei progetti che costituiscono la galassia del Free Software."
Marco Pesenti Gritti, membro della GNOME Foundation e maintainer del browser Epiphany.
Da un punto di vista tecnico-pragmatico (anche se non saprei bene come definirlo) ha ovviamente ragione, la frammentazione non aiuta in questo senso.
Il punto irrisolto, pero`, rimane: quindi? Quali proposte?
D'altro canto io credo che nell'esporre il mio pensiero non abbia chiaramente indicato lo scopo, ossia LA DIFFUSIONE ALL'UTENTE INESPERTO del sistema operativo Linux.
Linux è modulare, assolutamente giusto, nessuno deve toccare la modularità. Ma perchè non creare delle basi sulle quali questa modularità possa svilupparsi in modo da non confondere l'utente e rendergli la vita facile?
Secondo me non si crea uno standard perchè ognuno vorrebbe che fosse "il suo" standard a prevalere. Non dovremmo fare la guerra in comunità, anzi...
"Credo che l'ostacolo più rilevante alla costruzione di un ambiente desktop semplice, usabile e coerente per Linux sia l'inaccettabile livello di frammentazione dei progetti che costituiscono la galassia del Free Software."
Marco Pesenti Gritti, membro della GNOME Foundation e maintainer del browser Epiphany.
"Credo che l'ostacolo più rilevante alla costruzione di un ambiente desktop semplice, usabile e coerente per Linux sia l'inaccettabile livello di frammentazione dei progetti che costituiscono la galassia del Free Software."
Marco Pesenti Gritti, membro della GNOME Foundation e maintainer del browser Epiphany.
Detta dal mantainer dell'ennesimo browser in circolazione, mi risulta difficile prenderla come verità assoluta
Se qualcuno conosce Marco Pesenti Gritti gli faccia cortesemente presente da parte mia che a me gnome e gtk NON PIACCIONO, e che mi arrogo il diritto di usare altri frammentari toolkit nelle mie applicazioni
I rami secchi muoiono da soli tramite selezione naturale, come in natura.
Il caso di AmigaOS l'avrò citato n volte: API ben consolidate, a cui si appoggiano tutte le altre GUI che sono state create (una su tutti: la stupenda Magic User Interface, MUI).
Nessuno ti obbliga a usare Gnome, ma certamente una piattaforma comune (API e linee guida di programmazione) per una GUI e gli applicativi su di essa basati sarebbe una Buona Cosa. [u]Aggiungiamoci pure il divieto di forking[/u], e la soluzione è servita.
Beh, allora si deve riscrivere da zero (!!!) ancora un'altro desktop environment, perche` ne GNOME, ne KDE ne alcun altro DE attualmente in circolazione lo permettono: sono GPL
In caso di un clamoroso quanto improbabile cambio di licenza in questo senso quasi sicuramente si avrebbe un fork stile XFree86/Xorg (e ci starebbe proprio tutto!) e risaremmo punto a capo...
Personalmente, continuo a trovare eccessiva questa preoccupazione per i fork.
Aggiungiamoci pure il divieto di forking
killall -TERM gpl ?
killall -BAN cdimauro
Il caso di AmigaOS l'avrò citato n volte: API ben consolidate, a cui si appoggiano tutte le altre GUI che sono state create (una su tutti: la stupenda Magic User Interface, MUI).
...e le API delle Xlib, su cui si appoggiano tutti i window manager e toolkit grafici in circolazione, e che solo le stesse da svariati anni, non sono la stessa cosa?
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