Neuralink accelera: produzione di massa degli impianti cerebrali prevista per il 2026
Neuralink punta ad avviare la produzione ad alto volume dei suoi impianti cerebrali entro il 2026, insieme a interventi chirurgici completamente automatizzati. Dopo l'avvio dei trial umani nel 2024, 12 pazienti con paralisi utilizzano già la tecnologia
di Francesco Messina pubblicata il 02 Gennaio 2026, alle 12:25 nel canale WebNeuralink
Neuralink, la società di interfacce cervello-computer fondata da Elon Musk, si prepara a una svolta decisiva. Secondo quanto dichiarato dallo stesso Musk in un post pubblicato sulla piattaforma X, l'azienda prevede di avviare una produzione ad alto volume dei suoi impianti cerebrali entro il 2026, accompagnata da una transizione verso procedure chirurgiche completamente automatizzate.
L'obiettivo di Neuralink è sviluppare dispositivi in grado di collegare direttamente il cervello umano ai computer, offrendo nuove possibilità terapeutiche a persone affette da gravi disabilità neurologiche. In particolare, l'impianto è pensato per aiutare pazienti con lesioni del midollo spinale o paralisi severe, consentendo loro di interagire con dispositivi digitali utilizzando esclusivamente il pensiero.
I primi risultati sono già promettenti. Il primo paziente umano impiantato con il chip Neuralink è riuscito a giocare ai videogiochi, navigare su internet, pubblicare contenuti sui social media e muovere il cursore di un computer portatile, dimostrando il potenziale concreto della tecnologia. Nel settembre scorso, l'azienda ha dichiarato che 12 persone nel mondo, tutte affette da gravi forme di paralisi, hanno ricevuto l'impianto e lo utilizzano per controllare strumenti digitali e fisici.

Il percorso di Neuralink per arrivare alla produzione di massa
Il percorso verso questi traguardi non è stato privo di ostacoli. Nel 2022, la Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti aveva inizialmente respinto la richiesta di Neuralink di avviare sperimentazioni cliniche sull'uomo, citando preoccupazioni legate alla sicurezza. Dopo aver affrontato e risolto tali criticità, l'azienda ha finalmente dato il via ai trial umani nel 2024, aprendo la strada allo sviluppo clinico della tecnologia.
Un altro elemento chiave della strategia futura è l'automazione completa degli interventi chirurgici. Neuralink mira a ridurre al minimo il margine di errore umano attraverso l'uso di robot altamente specializzati, in grado di inserire l'impianto con precisione micrometrica. Questo approccio potrebbe rendere le procedure più rapide, sicure e scalabili, un fattore fondamentale per una diffusione su larga scala.
Dal punto di vista finanziario, Neuralink continua a rafforzarsi. Nel giugno scorso, l'azienda ha raccolto 650 milioni di dollari in un round di finanziamento, segnale di un forte interesse da parte degli investitori e di una crescente fiducia nel progetto.










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14 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoTu scherzi, ma ci hanno già fatto un episodio di black mirror
Yep, è il primo episodio della settima stagione, il titolo italiano è "Gente Comune".
Per quanto Neuralink possa essere usata in ambito clinico, per me è raccapricciante l'idea di avere un chip nel cervello.
Mi verrebbe da dire che ormai questa deriva è inevitabile. Si salvi chi può.
La realtà é che ci sono ancora molti problemi di fondo da risolvere.
E tanto basta
Già sappiamo
FSD nel 2014
Un uomo su Marte nel 2021
robotaxi per tutti nel 2023
robot optimus a 20000 $ nel 2024
Intelligenza artificiale creativa post LLM nel 2025
Giusto per ricordarne qualcuna
Salvo salti scientifico-tecnologici improvvisi e inattesi, ci vorranno ancora decenni.
Salvo salti scientifico-tecnologici improvvisi e inattesi, ci vorranno ancora decenni.
Anni 80? Ma dici date cosi a caso. Questi sono fa i primi esperimenti fatti sul uomo con un seguito.
Esperimenti di questo tipo sono cominciati non prima degli anni 2000 e in modo consistente solo negli ultimi anni.
Esperimenti di questo tipo sono cominciati non prima degli anni 2000 e in modo consistente solo negli ultimi anni.
La DBS (Deep Brain Stimulation, con impianto di elettrodi e di un "pacemaker cerebrale"
É da allora che si studia come risolvere i vari problemi che emergono nel tempo con l'impianto di elettrodi permanenti nel cervello.
Anzi, gli impianti cocleari, che insieme alla DBS sono da decenni l'unica applicazione clinica di queste tecnologie (peraltro, i secondi su una base ben più solida della prima) nascono fra fine anni '50 e primi anni '60.
In tutti questi decenni, che io sappia, l'unico dispositivo approvato (dalla FDA) per un limitatissimo uso clinico, e con risultati limitiati (soprattutto con grossi problemi nel tempo) è stato lo Utah Array, nei primi anni 2000.
Riporto quanto ho già scritto tempo fa al riguardo.
I due problemi fondamentali irrisolti, e di difficile soluzione sono gli stessi da decenni:
• questi sistemi sono puramente associativi (e peraltro associano in maniera assai grossolana): non capiamo nulla o quasi nulla di ciò che fa il cervello, del perché ecc... ciò in teoria pone meno problemi a obiettivi motori, ma ne pone di grandi per altre funzioni (percezione ad es.), e i primi senza le seconde sono assai limitati.
Per dirla con la nota battuta di un neuroscienziato sulla DBS, non sappiamo né perché né come funziona, ma se paragoniamo il funzionamento cerebrale normale alla perfetta esecuzione al piano di un pezzo di Mozart, è come se noi stessimo tirando martellate a casaccio sulla tastiera.
L'ordine di distanza è questo, e parliamo di una delle due sole applicazioni di una discreta efficacia (almeno in parte dei casi), testata da decenni.
• i materiali usati, sostanzialmente gli elettrodi, oltre a fare danni irreparabili quando sono inseriti (danni sostanzialmente casuali), provocano quasi sempre reazioni di rigetto/infiammatorie a medio-lungo termine, così che il sistema smette di funzionare e va sostituito (se possibile) con una nuova operazione neurochirurgica, nuovi danni ecc…
E' molto probabile che per fare dei sostanziali passi avanti dovremmo cambiare completamente materiali, e anche in questo caso la strada è molto lunga.
Se dovessi fare un previsione, vedo molto migliore la strada dei dispositivi non invasisi tipo caschetto. Felice di sbagliarmi, ovviamente.
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