Adam Mosseri parla di IA su Instagram: l'autenticità dei contenuti umani è a rischio?
Adam Mosseri ha discusso il futuro di Instagram nellera dell'IA, affermando che l'autenticità diventerà sempre più difficile da distinguere. Tuttavia, le sue dichiarazioni sembrano giustificare l'aumento dei contenuti generati artificialmente
di Francesco Messina pubblicata il 02 Gennaio 2026, alle 11:35 nel canale TelefoniaCon l'inizio del 2026, Adam Mosseri, capo di Instagram, ha condiviso una lunga riflessione sul futuro dei contenuti nell'era dell'intelligenza artificiale, delineando le principali sfide che la piattaforma dovrà affrontare. In una serie di oltre 20 slide testuali pubblicate su Instagram, Mosseri ha sostenuto che "l'autenticità sta diventando infinitamente riproducibile" grazie agli strumenti IA sempre più avanzati.
Secondo Mosseri, oggi chiunque può replicare lo stile e il lavoro dei creator grazie all'intelligenza artificiale, e nel prossimo futuro i contenuti generati dall'IA diventeranno praticamente indistinguibili da quelli creati dagli esseri umani. A questo si aggiunge un cambiamento nel comportamento degli utenti: i contenuti personali vengono sempre meno condivisi nel feed pubblico e sempre più nei messaggi privati, mentre i creator cercano di contrastare i fake IA puntando su contenuti meno rifiniti e più "grezzi", considerati una prova di autenticità.
Il problema, però, è che anche questa estetica verrà presto imitata dall'IA, aumentando ulteriormente la confusione su ciò che è reale e ciò che non lo è. Mosseri ha ammesso che Instagram sta lavorando per etichettare i contenuti generati artificialmente, ma che presto sarà impossibile contrassegnarli tutti. Come risposta, la piattaforma intende dare maggiore visibilità ai creator originali e fornire più informazioni su chi si cela dietro ogni account.

Lo scetticismo degli utenti di Instagram
Questa posizione, tuttavia, è stata accolta con forte scetticismo. Meta sta investendo somme enormi nello sviluppo dell'intelligenza artificiale e ha tutto l'interesse a incentivare l'uso di questi strumenti, anche a costo di saturare Instagram di contenuti artificiali. Più contenuti significano più tempo trascorso sulla piattaforma e più opportunità di monetizzazione. In quest'ottica, le parole di Mosseri sembrano più una giustificazione dell'invasione dell'IA che una reale difesa dei creator.
Molte piattaforme stanno infatti valutando soluzioni anti-IA, perché l'eccesso di contenuti generati automaticamente sta minando la fiducia degli utenti. Quando non si è più certi che ciò che si vede sia reale, diminuisce anche la voglia di condividere. Questo rappresenta una contraddizione rispetto allo spirito originario dei social media.
Il punto centrale resta però invariato: l'IA può replicare stili, ma non può generare vere idee umane. I contenuti che funzionano davvero nascono da concetti forti, personalità autentiche e relazioni reali con il pubblico.










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