In Francia si ragiona sul ban dei social network per i minori di 15 anni: a rischio anche alcune piattaforme videoludiche
La Francia sta valutando una legge che vieterebbe laccesso ai social media ai minori di 15 anni a partire dal 2026. Il provvedimento, ispirato al modello australiano, punta a tutelare i giovani e potrebbe influenzare anche luso degli smartphone a scuola e alcune piattaforme di gioco
di Francesco Messina pubblicata il 02 Gennaio 2026, alle 09:52 nel canale WebTikTokInstagram
La Francia potrebbe presto diventare uno dei Paesi più severi d'Europa in materia di utilizzo dei social media da parte dei minori. Secondo quanto riportato da diverse testate locali, il governo guidato dal presidente Emmanuel Macron starebbe preparando una legge per vietare l'accesso ai social network agli utenti sotto i 15 anni. La proposta dovrebbe essere presentata all'inizio del 2026, con una possibile entrata in vigore fissata per settembre dello stesso anno.
L'iniziativa si inserisce in un contesto globale di crescente preoccupazione per l'impatto dei social media sulla salute mentale e sul comportamento dei giovani. Macron ha più volte espresso posizioni critiche nei confronti delle piattaforme digitali, arrivando nel 2023 a collegare social media e videogiochi alla diffusione della violenza, in seguito ai disordini scoppiati in Francia dopo l'uccisione di un ragazzo di 17 anni da parte della polizia.
Il modello di riferimento sembra essere quello australiano, che nel 2024 ha approvato un divieto simile per gli under 16. La proposta francese, tuttavia, sarebbe ancora più restrittiva, abbassando la soglia a 15 anni e coinvolgendo piattaforme come TikTok, Instagram, Snapchat, Facebook e X. Va ricordato che la Francia già oggi richiede il consenso dei genitori per la creazione di account social da parte di utenti sotto i 15 anni, offrendo quindi una base legale su cui estendere il controllo.

I dettagli della possibile legge che avvierebbe il ban dei social in Francia per i minori di 15 anni
La legge potrebbe includere anche un ulteriore inasprimento delle regole sull'uso degli smartphone nelle scuole. Dal 2018, i telefoni sono vietati nelle scuole primarie e medie, ma il nuovo provvedimento potrebbe estendere il divieto anche alle scuole superiori, rafforzando l'idea di un ambiente educativo più protetto e meno dipendente dagli schermi. Resta però aperta la questione dell'applicazione pratica del divieto.
Non è ancora chiaro come il governo intenda verificare l'età degli utenti né quali sanzioni verrebbero imposte alle piattaforme che non rispettano le regole. Inoltre, emergono dubbi sull'impatto che la legge potrebbe avere sul mondo dei videogiochi, sempre più integrato con funzionalità social. Servizi come Xbox Live, PlayStation Network o Roblox potrebbero trovarsi in una zona grigia, soprattutto considerando che alcuni Paesi hanno già vietato Roblox per motivi legati alla sicurezza dei minori.
Nonostante ciò, il rapporto tra Macron e il settore videoludico non è del tutto conflittuale. Il presidente ha recentemente elogiato il videogioco francese Clair Obscur: Expedition 33, definendolo un esempio di creatività e audacia nazionale. Questo lascia sperare che eventuali restrizioni tengano conto del valore culturale dei videogiochi.










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31 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoIo sono d'accordo sul vietare i social network ai minori, aggiungo che probabilmente dovrebbero essere vietati pure agli adulti, visto che purtroppo molti sono ancora in uno stato di perenne infanzia.
Il problema è serio, e purtroppo non vedo facili soluzioni.
D'altra parte bisogna vigilare su tutti quei provvedimenti da Stato di stampo etico che vogliono imporre una morale collettiva alla popolazione a forza di divieti.
Anche gli Stati hanno abdicato ormai alla loro funzione, e legiferano su tutto, anche sul privato, specialmente dal covid in poi.
Direi che è un pò troppo semplicistico detto così. Prima non c'erano social e smartphone, di conseguenza era più facile vedere cosa facevano i figli. Con tecnologie così invadenti è complicato.
Non prendi lo smartphone al figlio? Ok, subito diventa un emarginato sociale, e poi lo vede lo stesso dagli amici. Non si vive dentro una campana di vetro, i ragazzi sono enormemente influenzati anche da chi ci sta intorno, non solo i genitori.
Nessuno nasce imparato nel fare il genitore, loro stessi imparano via via come comportarsi, e con tecnologie del genere è sempre più complicato.
Sicuramente ci sono genitori cazzoni che sarebbe meglio che non procreassero, ma succede in ogni epoca a prescindere dalle tecnologie, quindi non generalizzerei tutto così banalmente.
Il problema è che ormai la società intera non è più capace di offrire granché a un giovane.
Seriamente pensateci un attimo, io lo faccio per la mia bambina e mi vengono i brividi sulle prospettive:
- Vai a scuola e hai a che fare se va bene con professori che hanno un preparazione decente ma senza motivazione, in strutture che ancora se va bene non sono eccessivamente fatiscenti. In tutto ciò affronti dalla materna all'università un percorso dove più che in una preparazione speri di uscirne senza traumi.
- A livello umano poi gli offriamo una società fatta di paradossi continui dove sei per la parità ma per fare un esempio semplicistico vuoi la cena offerta. In tutto ciò si costruiscono relazioni sempre peggiori, malate in cui fin da piccolissimi tutto diventa eccessivamente serio. Invece di essere veri amici finiscono per essere tutti soli, isolati, sempre più tristi e cupi. E qua subentra un meccanismo ancora peggiore perché per scappare da tutto questo finisce che accettano il branco con tutto quello che comporta poi in comportamenti sbagliati ecc... ecc...
- Genitori? Il più delle volte talmente oberati da non avere più tempo per niente. Perennemente in burnout, perennemente rassegnati a un'esistenza che non era quella che speravano fatta di routine, fatta di doversi ma senza sogni, senza spazio per sorridere. Stanchi al punto di non fare nemmeno i genitori ma impegnati a sopravvivere e far sopravvivere e il resto si vedrà.
- Sti ragazzi poi arrivano alla terza media e si sentono dire che devono scegliere pensando bene che poi c'è da lavorare in un mondo in cui qualunque diploma scegli col piffero che hai una qualche assicurazione. Di fatto gli andiamo a dire di ammazzare i propri sogni e giocarsela sulle probabilità di trovare poi lavoro.
Mi fermo qua...
In tutto ciò il problema è il social? Secondo me se non apriamo gli occhi e non cerchiamo ma seriamente di costruire qualcosa di più umano e meno alienante nei prossimi anni avremo un'esplosione di gente depressa e di utilizzo di psicofarmaci perché francamente viene l'ansia a me che non ho problemi a pensare che mia figlia domani potrebbe dover affrontare tutto questo figuriamoci a un ragazzo, adolescente che dovrebbe essere spensierato e invece troppo presto si trova a fare i conti con una realtà che definire soffocante è poco.
Però si continua a pensare ai social, allo smartphone in classe e a puttanate del genere. Son proprio questi i problemi... si si.
Il problema è che ormai la società intera non è più capace di offrire granché a un giovane.
Seriamente pensateci un attimo, io lo faccio per la mia bambina e mi vengono i brividi sulle prospettive:
- Vai a scuola e hai a che fare se va bene con professori che hanno un preparazione decente ma senza motivazione, in strutture che ancora se va bene non sono eccessivamente fatiscenti. In tutto ciò affronti dalla materna all'università un percorso dove più che in una preparazione speri di uscirne senza traumi.
- A livello umano poi gli offriamo una società fatta di paradossi continui dove sei per la parità ma per fare un esempio semplicistico vuoi la cena offerta. In tutto ciò si costruiscono relazioni sempre peggiori, malate in cui fin da piccolissimi tutto diventa eccessivamente serio. Invece di essere veri amici finiscono per essere tutti soli, isolati, sempre più tristi e cupi. E qua subentra un meccanismo ancora peggiore perché per scappare da tutto questo finisce che accettano il branco con tutto quello che comporta poi in comportamenti sbagliati ecc... ecc...
- Genitori? Il più delle volte talmente oberati da non avere più tempo per niente. Perennemente in burnout, perennemente rassegnati a un'esistenza che non era quella che speravano fatta di routine, fatta di doversi ma senza sogni, senza spazio per sorridere. Stanchi al punto di non fare nemmeno i genitori ma impegnati a sopravvivere e far sopravvivere e il resto si vedrà.
- Sti ragazzi poi arrivano alla terza media e si sentono dire che devono scegliere pensando bene che poi c'è da lavorare in un mondo in cui qualunque diploma scegli col piffero che hai una qualche assicurazione. Di fatto gli andiamo a dire di ammazzare i propri sogni e giocarsela sulle probabilità di trovare poi lavoro.
Mi fermo qua...
In tutto ciò il problema è il social? Secondo me se non apriamo gli occhi e non cerchiamo ma seriamente di costruire qualcosa di più umano e meno alienante nei prossimi anni avremo un'esplosione di gente depressa e di utilizzo di psicofarmaci perché francamente viene l'ansia a me che non ho problemi a pensare che mia figlia domani potrebbe dover affrontare tutto questo figuriamoci a un ragazzo, adolescente che dovrebbe essere spensierato e invece troppo presto si trova a fare i conti con una realtà che definire soffocante è poco.
Però si continua a pensare ai social, allo smartphone in classe e a puttanate del genere. Son proprio questi i problemi... si si.
Approvo tutto quello che hai scritto, ma non sottovaluterei affatto l'influenza dei social e di tutto il "virtuale" perchè alla fine è anche a causa della poca interazione umana vera fra persone dove tutto è diventato virtuale che i comportamenti sono esasperati, in una realtà dove niente è reale si può eccedere in tutto senza conseguenze, mentre nel mondo reale qualsiasi azione ha conseguenze vere e tangibili, da qua arriva gran parte dei comportamenti eccessivi in ogni campo, da chi si fa il selfie su un burrone a chi accoltella il compagno di classe, c'è un evidente distaccamento da quella che è la realtà e molti educatori possono dare conferma di questa cosa, molti non riescono a distinguere chiaramente quello che è la realtà dove se uccidi qualcuno questo resta morto e non si rialza come accade nel mondo virtuale.
Ti racconto questa perché è tra quelle cose incredibili a metà tra il ridere e il piangere:
Un collega ha un figlio che ha 18/19 anni. Decidono di andare al mare con la fidanzatina 17enne.
Ora io già a scriverlo mi viene da ridere per la cosa surreale ma il papà (il mio collega) ha voluto far scrivere una liberatoria ai genitori di questa ragazza perché voleva la prova scritta che loro sanno che andavano una settimana al mare in casa da soli ecc... ecc...
Ora ti rendi conto dell'assurdità... Tra poco si arriverà al punto che per approcciare una ragazza devi prima mandarle la richiesta digitalmente pena essere considerato un molestatore.
Penso che il futuro per i ragazzi sia molto tetro. Mi capita di sentirmi sopraffatto io che sono ben oltre i 40 con un vissuto ante-social e ante-internet che comunque è stato leggero, giocoso e in compagnia. Tante volte mi chiedo come si sentirà la bambina quando avrà 40 anni e ammetto che un po' mi sento anche in colpa perché da genitore vorrei fare qualcosa di concreto per darle di meglio e ci provo eh... la porto alle feste, agli eventi ma mi rendo conto di essere fronte mare con un secchio e che tento di svuotarlo.
Il problema è che ormai la società intera non è più capace di offrire granché a un giovane.
Seriamente pensateci un attimo, io lo faccio per la mia bambina e mi vengono i brividi sulle prospettive:
- Vai a scuola e hai a che fare se va bene con professori che hanno un preparazione decente ma senza motivazione, in strutture che ancora se va bene non sono eccessivamente fatiscenti. In tutto ciò affronti dalla materna all'università un percorso dove più che in una preparazione speri di uscirne senza traumi.
- A livello umano poi gli offriamo una società fatta di paradossi continui dove sei per la parità ma per fare un esempio semplicistico vuoi la cena offerta. In tutto ciò si costruiscono relazioni sempre peggiori, malate in cui fin da piccolissimi tutto diventa eccessivamente serio. Invece di essere veri amici finiscono per essere tutti soli, isolati, sempre più tristi e cupi. E qua subentra un meccanismo ancora peggiore perché per scappare da tutto questo finisce che accettano il branco con tutto quello che comporta poi in comportamenti sbagliati ecc... ecc...
- Genitori? Il più delle volte talmente oberati da non avere più tempo per niente. Perennemente in burnout, perennemente rassegnati a un'esistenza che non era quella che speravano fatta di routine, fatta di doversi ma senza sogni, senza spazio per sorridere. Stanchi al punto di non fare nemmeno i genitori ma impegnati a sopravvivere e far sopravvivere e il resto si vedrà.
- Sti ragazzi poi arrivano alla terza media e si sentono dire che devono scegliere pensando bene che poi c'è da lavorare in un mondo in cui qualunque diploma scegli col piffero che hai una qualche assicurazione. Di fatto gli andiamo a dire di ammazzare i propri sogni e giocarsela sulle probabilità di trovare poi lavoro.
Mi fermo qua...
In tutto ciò il problema è il social? Secondo me se non apriamo gli occhi e non cerchiamo ma seriamente di costruire qualcosa di più umano e meno alienante nei prossimi anni avremo un'esplosione di gente depressa e di utilizzo di psicofarmaci perché francamente viene l'ansia a me che non ho problemi a pensare che mia figlia domani potrebbe dover affrontare tutto questo figuriamoci a un ragazzo, adolescente che dovrebbe essere spensierato e invece troppo presto si trova a fare i conti con una realtà che definire soffocante è poco.
Però si continua a pensare ai social, allo smartphone in classe e a puttanate del genere. Son proprio questi i problemi... si si.
Concordo quasi su tutto, però i social hanno cambiato i paradigmi relazionali e le aspettative, spostando l'attenzione sull'apparenza più che sulla sostanza con il risultato di una epidemia di superficialità che non ha precedenti.
Il "social" è un controsenso in termini: la socialità è fatta di incontri reali, non incontri virtuali.
In tal senso i social sono più una valvola di sfogo virtuale per una mancanza di relazioni vere nel mondo reale.
Ma questo mondo è stato costruito così anche da adulti che si comportano come bambini, che non riconoscono l'importanza di alcuni valori e che non hanno valori e quindi non ne possono trasmettere ai loro figli.
D'altra parte il caso della "famiglia nel bosco" è emblematico di che cosa è diventata la società moderna.
Qualsiasi comportamento fuori dalla norma è considerato intollerabile per Stato ed istituzioni che vogliono tutti ben incasellati.
Un collega ha un figlio che ha 18/19 anni. Decidono di andare al mare con la fidanzatina 17enne.
Ora io già a scriverlo mi viene da ridere per la cosa surreale ma il papà (il mio collega) ha voluto far scrivere una liberatoria ai genitori di questa ragazza perché voleva la prova scritta che loro sanno che andavano una settimana al mare in casa da soli ecc... ecc...
Ora ti rendi conto dell'assurdità... Tra poco si arriverà al punto che per approcciare una ragazza devi prima mandarle la richiesta digitalmente pena essere considerato un molestatore.
Penso che il futuro per i ragazzi sia molto tetro. Mi capita di sentirmi sopraffatto io che sono ben oltre i 40 con un vissuto ante-social e ante-internet che comunque è stato leggero, giocoso e in compagnia. Tante volte mi chiedo come si sentirà la bambina quando avrà 40 anni e ammetto che un po' mi sento anche in colpa perché da genitore vorrei fare qualcosa di concreto per darle di meglio e ci provo eh... la porto alle feste, agli eventi ma mi rendo conto di essere fronte mare con un secchio e che tento di svuotarlo.
Quando il diritto e la legge sostituiscono quelli che una volta erano valori, non accade nulla di buono.
È il classico scaricabarile di responsabilità. L'importante è che alla fine nessuno si prenda la responsabilità, o al massimo si incolpi la "società intera" per quello che accade.
Il problema è che ormai la società intera non è più capace di offrire granché a un giovane.
Seriamente pensateci un attimo, io lo faccio per la mia bambina e mi vengono i brividi sulle prospettive:
- Vai a scuola e hai a che fare se va bene con professori che hanno un preparazione decente ma senza motivazione, in strutture che ancora se va bene non sono eccessivamente fatiscenti. In tutto ciò affronti dalla materna all'università un percorso dove più che in una preparazione speri di uscirne senza traumi.
- A livello umano poi gli offriamo una società fatta di paradossi continui dove sei per la parità ma per fare un esempio semplicistico vuoi la cena offerta. In tutto ciò si costruiscono relazioni sempre peggiori, malate in cui fin da piccolissimi tutto diventa eccessivamente serio. Invece di essere veri amici finiscono per essere tutti soli, isolati, sempre più tristi e cupi. E qua subentra un meccanismo ancora peggiore perché per scappare da tutto questo finisce che accettano il branco con tutto quello che comporta poi in comportamenti sbagliati ecc... ecc...
- Genitori? Il più delle volte talmente oberati da non avere più tempo per niente. Perennemente in burnout, perennemente rassegnati a un'esistenza che non era quella che speravano fatta di routine, fatta di doversi ma senza sogni, senza spazio per sorridere. Stanchi al punto di non fare nemmeno i genitori ma impegnati a sopravvivere e far sopravvivere e il resto si vedrà.
- Sti ragazzi poi arrivano alla terza media e si sentono dire che devono scegliere pensando bene che poi c'è da lavorare in un mondo in cui qualunque diploma scegli col piffero che hai una qualche assicurazione. Di fatto gli andiamo a dire di ammazzare i propri sogni e giocarsela sulle probabilità di trovare poi lavoro.
Mi fermo qua...
In tutto ciò il problema è il social? Secondo me se non apriamo gli occhi e non cerchiamo ma seriamente di costruire qualcosa di più umano e meno alienante nei prossimi anni avremo un'esplosione di gente depressa e di utilizzo di psicofarmaci perché francamente viene l'ansia a me che non ho problemi a pensare che mia figlia domani potrebbe dover affrontare tutto questo figuriamoci a un ragazzo, adolescente che dovrebbe essere spensierato e invece troppo presto si trova a fare i conti con una realtà che definire soffocante è poco.
Però si continua a pensare ai social, allo smartphone in classe e a puttanate del genere. Son proprio questi i problemi... si si.
elamadona che grigio vecchio che vedi
ho una bimba di 10 anni ed un ragazzo di 18
vita di provincia eh (appennino emiliano)
ma questa rassegnazione e perenne esaurimento, per fortuna non è così preponderante...
pigiama party, parco, mille incontri, feste ecc
no dai, credo che abbiano entrambe una vita socialmente abbastanza sana (anche se sono figli di un nerd come me, con più pc che cristiani in casa, e li usano parecchio)
la cosa che noto molto invece , è che i genitori, quasi tutti, sembra abbiano i figli di cristallo
i no
i smettila
i limiti in generale, sono pochi e molto sfumati
non si pongono quasi mai come limite , salvo conclamate situazioni
sono amiconi per lo più
non è importante se lo siano solo in parte.
Se non si è in grado di filtrare i contenuti si elimina tutto quanto.
E il ragazzo non diventerà un emarginato se la regola verrà imposta a tutti per legge.
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