Le ambizioni dell'Europa sui semiconduttori vanno in frantumi dopo gli annunci di Intel
La decisione di Intel di sospendere gli investimenti produttivi in Europa per circa 2 anni è un duro colpo per le ambizioni del Vecchio Continente nell'ambito dei semiconduttori.
di Manolo De Agostini pubblicata il 18 Settembre 2024, alle 10:21 nel canale ProcessoriIntel
Nelle scorse ore, Intel ha annunciato di aver sospeso i progetti produttivi in Europa, il polo produttivo di chip a Magdeburgo (Germania) e l'impianto di assembly & test in Polonia. Una sospensione, non una cancellazione dei progetti, questo va chiarito, che mette in standby l'espansione di Intel nel Vecchio Continente per almeno due anni. Una decisione necessaria per rimettere in sesto i conti e che prende atto delle attuali condizioni di mercato.
Indubbiamente, si tratta di un duro colpo per le ambizioni dell'Unione europea nell'ambito della produzione di semiconduttori. L'obietto dell'UE con il CHIPS Act (un pacchetto di azioni da 43 miliardi di euro) è quello di tornare al 20% della produzione mondiale di semiconduttori entro il 2030, e una parte importante di tale strategia era basata su Intel, che avrebbe portato in Europa capacità produttiva all'avanguardia a 1,5 nanometri.

"Senza Intel a Magdeburgo, l'Europa è priva del suo progetto di punta", ha dichiarato Frank Bösenberg, amministratore delegato del gruppo industriale tedesco Silicon Saxony. "Né una quota di mercato europea del 20% né l'auspicata sovranità tecnologica attraverso la produzione di semiconduttori al di sotto dei 10 nanometri sembrano realisticamente raggiungibili entro il 2030".
Non solo, la decisione congela migliaia di potenziali posti di lavoro. Per la due Fab in Germania si pronosticavano 7000 posti di lavoro per la costruzione, 3.000 posti di lavoro a tempo indeterminato e ad alta specializzazione in Intel, e decine di migliaia di ulteriori posti di lavoro fra fornitori e partner. In Polonia, invece, vanno in ghiacciaia circa 2.000 posti di lavoro diretti di Intel e diverse migliaia di posti di lavoro aggiuntivi, oltre al possibile indotto.
E poi c'è il nodo dei sussidi. Intel si era accordata per ottenere da Berlino 10 miliardi di euro, ma ancora mancava l'ok dell'UE e quindi quei soldi non sono formalmente usciti dalle casse tedesche, mentre l'UE ha dato luce verde alla Polonia per sostenere l'investimento con 1,9 miliardi di euro. Anche in questo caso, però, Intel non aveva ancora ricevuto nulla.
Il destino di quei miliardi, ora, è oggetto di dibattito e abbiamo il sentore che Intel dovrà risedersi al tavolo con i governi qualora decidesse di portare a termine i progetti. In Germania, il cancelliere Olaf Scholz ha fatto intendere che il denaro potrebbe finire in altri progetti legati al mondo dei chip.
"La decisione di rinviare il progetto in Germania di due anni include anche l'intenzione di mantenerlo", ha dichiarato Scholz da un viaggio ad Astana. "È importante per noi cogliere l'opportunità, in questo settore molto volatile dell'industria dei semiconduttori, di contribuire a garantire un'ulteriore espansione delle già profonde capacità in Germania", ha dichiarato.
Quei fondi però potrebbero fare molto comodo alla Germania, la quale deve affrontare un deficit di finanziamento di almeno 12 miliardi di euro nel suo progetto di bilancio per il 2025. Il Ministro delle Finanze Christian Lindner ha dichiarato che tutti i fondi non necessari a Intel devono essere riservati alla riduzione delle "questioni finanziarie aperte" nel bilancio federale. "Qualsiasi altra cosa non sarebbe una politica responsabile", ha dichiarato in un post su X.
I fondi per i sussidi governativi ai semiconduttori non fanno parte del bilancio ordinario, ma si trovano in un fondo speciale chiamato Fondo per il clima e la trasformazione, gestito dal ministero dell'Economia di Habeck. La scelta di Intel è "una decisione puramente commerciale", ha dichiarato Habeck, parlando a margine di un forum dedicato alle startup a Berlino, aggiungendo che la Germania manterrà la sua strategia di incoraggiare la produzione di semiconduttori in Europa.
Nessun intoppo per ora per quanto riguarda la Fab tedesca di TSMC, per la quale il mese scorso si è tenuta una cerimonia inaugurale per battezzare l'inizio dei lavori. Quella Fab, però, realizzerà chip con processi produttivi "maturi", più datati e non certo innovativi come quelli che avrebbe garantito Intel.
Dalla Polonia, invece, arrivano le parole del ministro degli Affari digitali Krzysztof Gawkowski, il quale su X ha riportato la notizia e commentato: "Questa esperienza ci consente di implementare in modo efficiente progetti simili e lavoreremo su questo in futuro". L'ex primo ministro Mateusz Morawiecki, oltre ad aver lanciato una frecciata all'attuale esecutivo, reo di essersi vantato dell'investimento di Intel, si è limitato a commentare: "peccato per la Polonia".










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50 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoquesto lo dici tu che non sei del mestiere, ben diverso dalla realtà pero
era questo l'investimento strategicoe anche bello sostanzioso
tempismo perfetto
La fabbrichetta che fa le stampanti per il silicio è olandese.
Sabbia ne abbiamo in abbondanza.
Fondiamo una nostra azienda di chippi!
La fabbrichetta che fa le stampanti per il silicio è olandese.
Sabbia ne abbiamo in abbondanza.
Fondiamo una nostra azienda di chippi!
fattibile teoricamente ma praticametne ti servirebbero tanti di quei soldi che faresti prima a comprare intel per capisci e ora è pure in saldo, e nonlvolevo scherzare era solo per farti capire che quel tipo di tecnologia è realizzabile da poche aziede al mondo, si contano su una mano
Eh lo so. Se parti in ritardo tanto vale lasciar perdere.
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