Addio caricabatterie? Redmi starebbe lavorando a una batteria ultrasottile da 8.500 mAh per smartphone

Addio caricabatterie? Redmi starebbe lavorando a una batteria ultrasottile da 8.500 mAh per smartphone

Redmi starebbe sviluppando uno smartphone con batteria da 8.500 mAh e spessore inferiore a 8,5 mm, grazie alla tecnologia al silicio-carbonio. Questa innovazione promette maggiore autonomia e, soprattutto, sicurezza da surriscaldamenti e cortocircuiti

di pubblicata il , alle 11:51 nel canale Telefonia
Redmi
 

Secondo quanto riportato da un leaker, Redmi starebbe preparando un nuovo smartphone dotato di una batteria da 8.500 mAh, superando di quasi 1.000 mAh il recente Redmi Turbo 4 Pro, che già offriva una capacità di 7.550 mAh. La caratteristica più sorprendente non è soltanto la dimensione della batteria, ma anche lo spessore contenuto del dispositivo, che dovrebbe rimanere sotto gli 8,5 mm.

Per fare un confronto, modelli con batterie più piccole, come il Galaxy S25 Ultra (5.000 mAh), misurano 8,2 mm di spessore. Il risultato sarebbe frutto di un’evoluzione nella tecnologia interna di Redmi, che sta perfezionando una batteria proprietaria basata su materiali al silicio-carbonio.

Questa soluzione, adottata sempre più di frequente in Cina, consente una maggiore densità energetica rispetto alle batterie tradizionali in grafite, che si fermano a circa 372 mAh/g. Il silicio può (teoricamente) raggiungere 4.200 mAh/g e garantisce anche migliori capacità di accumulo del litio, riducendo i rischi di surriscaldamento e cortocircuiti.

Grazie a queste innovazioni, nel mercato cinese sono già diffusi smartphone con batterie da 7.000 mAh o superiori, e secondo alcune indiscrezioni si potrebbe arrivare addirittura a 10.000 mAh già dal prossimo anno.

Naturalmente, per il momento si tratta di mere speculazioni che Redmi non ha neanche commentato. Tuttavia, è innegabile che allo stato attuale la Cina domini il settore delle batterie e non è da escludere che i produttori orientali introducano altre innovazioni in termini di autonomia nel settore mobile.

Sfortunatamente, queste non sono mai riuscite a imporsi come standard e rimangono circoscritte alle produzioni cinesi. Nulla vieta però che, così come nell'ambito dell'automotive, i produttori decidano di espandere l'accesso alla propria tecnologia anche alla concorrenza.

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