Nasce l'alternativa a Worldcoin: Humanity Protocol lancia una rete da 1,1 miliardi di dollari per dare un'identità Web3 senza scanner dell'iride

Nasce l'alternativa a Worldcoin: Humanity Protocol lancia una rete da 1,1 miliardi di dollari per dare un'identità Web3 senza scanner dell'iride

Il progetto rivale di Worldcoin, Humanity Protocol, entra ufficialmente in scena con il lancio di una blockchain (mainnet) che punta a gestire oltre un miliardo di dollari in identità digitali. Tra privacy, ZK-proof e ambizioni globali, si prepara lo scontro diretto con Sam Altman, già in difficoltà dopo lo stop da varie autorità nel mondo

di pubblicata il , alle 14:05 nel canale Web
 

Humanity Protocol ha annunciato il debutto ufficiale del proprio mainnet, valutato oltre 1,1 miliardi di dollari, e progettato per trasformare la gestione dell'identità digitale nel passaggio dal Web2 al Web3. Il progetto nasce come diretto rivale di Worldcoin, iniziativa che fa capo a Sam Altman, recentemente al centro di controversie internazionali. Alcuni governi, infatti, hanno sospeso le attività di Worldcoin per timori legati alla raccolta dati biometrici tramite scansione dell'iride.

Humanity Protocol adotta un approccio completamente differente: l'identificazione si basa sulla biometria palmare, più precisamente sulle linee della mano. Il sistema sfrutta la tecnologia Proof of Humanity supportata da ZK (Zero Knowledge) Proofs che consente la verifica dell'identità senza esporre i dati sensibili dell'utente. Questo meccanismo garantisce livelli più elevati di privacy, requisito oggi cruciale per qualsiasi piattaforma che ambisca a scalare su larga scala.

Humanity Protocol

Secondo gli sviluppatori, oltre 500.000 utenti avrebbero già effettuato la pre-registrazione. Il protocollo gira sulla blockchain , progettata per la privacy nativa e basata su crittografia avanzata. Questa tecnologia rende l'identità non solo verificabile, ma anche compatibile con applicazioni decentralizzate in ambiti come DeFi, gaming e governance.

Il team alla guida di Humanity Protocol ha fissato un obiettivo ambizioso: creare un sistema d'identità globale e interoperabile che sia utilizzabile tanto per servizi finanziari quanto per attività quotidiane nel Web3, senza sacrificare la sicurezza individuale.

Il confronto con Worldcoin è inevitabile. Mentre Altman punta su un hardware proprietario per la scansione oculare e distribuisce token WLD in cambio dei dati biometrici, Humanity Protocol preferisce una soluzione software-based che minimizza i rischi di sorveglianza e abusi. Alla luce delle recenti restrizioni normative, come quelle imposte dall'Indonesia, il tempismo del lancio non passa inosservato.

Il progetto punta ora a rafforzare la propria base utenti e ad attrarre sviluppatori e aziende interessate a integrare l'identità Web3 nelle proprie soluzioni, una prerogativa che potenzialmente può acquisire un ruolo centrale nelle risorse digitali del futuro. Con il supporto di una tecnologia scalabile e conforme alle esigenze di privacy, Humanity Protocol si propone come una delle piattaforme da monitorare più da vicino nei prossimi mesi. Altre informazioni si trovano sul sito ufficiale.

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