Come e perché passare a Solid State Drive: test verità

Come e perché passare a Solid State Drive: test verità

Che un Solid State Drive vada molto più forte di un hard disk lo sappiamo, ma cambia davvero la nostra esperienza d'uso quotidiana? Eccoun report con pochi benchmark e alcune prove sul campo, il tutto condito da riflessioni sull'uso "a istinto".

di pubblicato il nel canale Storage
 

CrystalDiskMark prima e dopo

A margine delle misurazioni effettuate abbiamo comunque condotto alcuni test utilizzando CrystalDiskMark. Ecco come si caratterizza la postazione 1:


Postazione 1, HDD

Il disco rigido originariamente ospitato nel Dell Inspiron 15R Special Edition ha messo in mostra risultati in linea con gli hard disk di questa tipologia, con valori di transfer rate sequenziale di circa 90-95MB al secondo in lettura. Decisamente ridimensionati i valori prendendo in esame i dati random, tallone d'Achille di praticamente tutti i dischi meccanici.


Postazione 1, SSD

Lo scenario cambia, e di molto, con il Solid State Drive: oltre ai valori di transfer rate sequenziale, si notino le enormi differenze per quanto riguarda il transfer rate random 4K, che nel caso precedente non arrivavano ad 1MB al secondo.


Postazione 2, HDD

Meno performante in generale e con qualche anno in più sulle spalle rispetto a quello della postazione 1, il disco meccanico dell'Acer Aspire oggetto della prova si è assestato su valori prossimi ai 70-73MB al secondo in lettura sequenziale, facendo comunque registrare valori drasticamente inferiori per quanto riguarda lo scambio di pacchetti random 4K.


Postazione 2, SSD

Pur limitato nel transfer rate massimo per la mancanza del supporto SATA6Gbps, il Solid State Drive montato sulla postazione 2 garantisce prestazioni molto buone, soprattutto nello scenario 4K, che possono fare la differenza in scenari di raccolta dati random non sequenziali.

 
^