Come e perché passare a Solid State Drive: test verità

Come e perché passare a Solid State Drive: test verità

Che un Solid State Drive vada molto più forte di un hard disk lo sappiamo, ma cambia davvero la nostra esperienza d'uso quotidiana? Eccoun report con pochi benchmark e alcune prove sul campo, il tutto condito da riflessioni sull'uso "a istinto".

di pubblicato il nel canale Storage
 

Postazione 2: il confronto

La seconda postazione presa in esame aveva in dote Microsoft Windows 7, con una buona dose di applicativi al seguito. Nonostante tutto eravamo di fronte a un sistema meno affollato di software rispetto al postazione 1, con molti meno GB ad occupare l'hard disk. Ecco alcuni risultati, che vanno valutati anche prendendo in considerazione che il Solid State Drive utilizzato operava in modalità SATA3, ovvero con limite teorico di 300MB al secondo.

Nonostante questa limitazione la differenza è riscontrabile già all'avvio, dove sono necessari solo 22 secondi (con SSD) per giungere sul desktop. Dopo circa 5 ulteriori secondi il sistema era completamente caricato, compreso di MSN e file txt creato apposta e messo in esecuzione automatica.

Ben riversi i tempi riscontrati con HDD: passano circa 46 secondi per arrivare al desktop, e occorre attendere ulteriori 16 secondi per ultimare il caricamento. Il tempo totale di caricamento è quindi più che doppio rispetto a quanto osservato con SSD.

L'avvio di Photoshop 7 (molto ma molto più "leggero" di Photoshop CS6 preso in esame con l'altra postazione) è quasi istantaneo con SSD, mentre sono 8 i secondi necessari all'avvio con hard disk tradizionale di serie, per quanto di buone prestazioni.

L'apertura di un file di InDesign di circa 60MB e decisamente complesso, con immagini, testo e multi pagina, ha richiesto solo 3 secondi con SSD montato, contro i ben 16 necessari al sistema originale. Anche in questo caso la frammentazione dei dati gioca un ruolo chiave, dovendo inDesign reperire elementi sparsi su disco come ad esempio le immagini. Un SSD annulla praticamente i tempi di accesso rispetto a un disco meccanico, motivo per cui si osservano notevoli balzi prestazionali.

Anche lo stand by avviene in maniera molto più rapida con il Solid State Drive, poiché il sistema operativo esegue molte operazioni, al fine di non attendere troppo quando si riattiverà il sistema stesso.

 
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