Come e perché passare a Solid State Drive: test verità
Che un Solid State Drive vada molto più forte di un hard disk lo sappiamo, ma cambia davvero la nostra esperienza d'uso quotidiana? Eccoun report con pochi benchmark e alcune prove sul campo, il tutto condito da riflessioni sull'uso "a istinto".
di Alessandro Bordin pubblicato il 04 Novembre 2013 nel canale StorageConsiderazioni sul test - Postazione 2 (più datata)
Abbiamo deciso di condurre qualche test anche su una postazione non recentissima (senza nemmeno il supporto al SATA 6Gbps), con una dotazione hardware inferiore. Questa tipologia di PC è forse quella che può trarre più vantaggi dall'utilizzo di un SSD, che sulla carta potrebbe regalare una seconda giovinezza e allungare di molto la vita alla postazione stessa. Considerando inoltre l'andamento attuale del mercato dei PC, appare chiaro che molti utenti, a livello mondiale, abbiano preferito tenere il "vecchio" PC ancora per qualche tempo.
Un SSD in questo caso potrebbe essere veramente la soluzione a molti problemi: il primo di tipo prestazionale, poiché sulla carta metterebbe "le ali" ad un sistema datato, il secondo di natura economica, poiché con una cifra inferiore ai 200 Euro si può oggi portare a casa un SSD da 240/256GB, che potrà poi essere utilizzato anche in seguito su altri sistemi.
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Acer Aspire 5738P |
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| CPU | Intel Core 2 Duo P8700 "Penryn" |
| Memoria | 2 x 2GB |
| Display | 1366x768 pixel , touch |
| GPU | Integrata + AMD Radeon HD4570M |
| Hard disk | Hitachi TravelStar 5K500 500GB |
| Sistema operativo | Windows 7 Professional |
| Compatibilità SATA 6Gbps | No |
In questo caso la dotazione software era differente, nonché più datata: oltre al già citato sistema Windows 7 Professional troviamo applicativi Adobe (Photoshop 7, Illustrator 10, InDesign 2, Image Ready 7). Fra i software installati abbiamo trovato anche PC Mark 05, che abbiamo utilizzato per il confronto prima-dopo.
L'unità di archiviazione utilizzata di serie è a marchio Hitachi, modello TravelStar 5K500 con capienza di 500GB. Da segnalare, in questo caso, che la piattaforma hardware non era compatibile con l'interfaccia SATA 6Gbps, motivo per cui l'utilizzo di un SSD prevede prestazioni limitate ai 300MB al secondo teorici, che sono poi nella pratica 30-40MB al secondo in meno. Per il test abbiamo utilizzato una unità SanDisk Extreme II da 240GB.

Anche in questo caso abbiamo eseguito delle prove con cronometro alla mano, misurando i tempi di avvio, apertura applicazioni, standby e altro ancora. Come vedremo in seguito, abbiamo provato ad aprire file complessi di Adobe InDesign, con impaginazioni comprendenti mappe e immagini, oltre che ad aver usato il PC "per un po'", ricavando impressioni istintive.







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