Come e perché passare a Solid State Drive: test verità

Come e perché passare a Solid State Drive: test verità

Che un Solid State Drive vada molto più forte di un hard disk lo sappiamo, ma cambia davvero la nostra esperienza d'uso quotidiana? Eccoun report con pochi benchmark e alcune prove sul campo, il tutto condito da riflessioni sull'uso "a istinto".

di pubblicato il nel canale Storage
 

Postazione 1: il confronto

Quanto segue riassume i dati raccolti prima e dopo la sostituzione del disco con una unità Solid State Drive, in riferimento alla postazione 1, quella più recente, che può in teoria avvantaggiarsi dei benefici migliori in quanto compatibile con SATA6Gbps, in grado di far lavorare il Solid State Drive senza limitazioni.

La misurazione del tempo di avvio è avvenuta tenendo conto di quattro momenti ben distinti, ovvero comparsa della schermata di login di Windows 8, apertura di un file vuoto .txt messo in esecuzione automatica, avvio di Skype e notifica di aggiornamento flash, che in questa postazione coincideva più o meno con il caricamento completo del sistema operativo e interruzione dell'attività dell'hard disk, dedotta dal led di funzionamento.

Le differenze in questo spaccato di "vita quotidiana" sono già notevoli: si noti ad esempio come già dopo 12 secondi si possa inserire la password, contro i 33 necessari quando sulla postazione c'era il disco rigido tradizionale.  Andando avanti con le osservazioni abbiamo notato tempi di caricamento di circa 1/3 rispetto a quelli osservati con HDD, rendendo utilizzabile il sistema (che non era volutamente spoglio) già dopo 42 secondi (contro gli oltre 2 minuti).

A sistema operativo caricato abbiamo poi misurato il tempo di avvio di un applicativo bello tosto, ovvero Photoshop nella versione CS6, arricchito di filtri aggiuntivi e brushes. Notevole la differenza, proporzionale a quanto osservato con i tempi di avvio. Con SSD il tempo necessario al completo avvio di Photoshop è stato di soli 8 secondi, contro i 24 necessari con il disco di serie.

Abbiamo inoltre condotto un test per certi versi anomalo, in quanto difficilmente si pensa che un Solid State Drive possa ridurre i tempi di copia da e verso un hard disk esterno. Se da una parte è vero che un hard disk esterno (meccanico) ha gli stessi limiti di un HDD di sistema, è anche vero che il disco di sistema può trovarsi nella situazione di essere molto frammentato (in termini di dispersione dati su disco), con la risultante di essere ben lontano dai tempi di lettura e scrittura misurati dai benchmark, andando a costituire un ulteriore collo di bottiglia.

Con SSD di sistema abbiamo impiegato circa la metà a copiare da hard disk esterno una cartella da 21,5GB e 1713 file (6:11 minuti contro 11:28 minuti), trovando quindi benefici anche in questa operazione.

L'avvio di Diablo III, misurato dopo il login, impiega circa la metà del tempo con SSD rispetto a quanto si osserva con HDD. Si tratta in ogni caso di conferme ad un balzo prestazionale in avanti davvero notevole, chiaramente percepibile in ogni ambito.

 
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