Dropbox, Google Drive o SkyDrive utility e comode ottimizzazioni
Per utilizzare Dropbox, Google Drive o SkyDrive sono disponibili alcune applicazioni desktop che ne semplificano l'utilizzo, e con altri piccoli tweaking del sistema operativo si può raggiungere un miglior livello di ottimizzazione
di Fabio Boneschi pubblicato il 25 Giugno 2012 nel canale ProgrammiMappare come risorsa un volume in cloud
Nelle ultime settimane l'attenzione nei confronti del cloud storage anche per l'utenza consumer è molto elevata: con l'annuncio di Google Drive da parte del colosso di Mountain View l'interesse per l'argomento è decisamente cresciuto, e anche i concorrenti hanno in alcuni casi messo in atto nuove strategie. Microsoft ad esempio ha reso disponibile un'applicazione SkyDrive per desktop, mentre Dropbox oltre a piccole novità legate all'upload di immagini continua a promuovere i propri servizi con accordi siglati coi principali produttori di smartphone.
Tutte queste soluzioni, e all'elenco precedente se ne potrebbero aggiungere altre, si basano sulla possibilità di accesso al servizio utilizzando un comune browser, anche se la disponibilità di applicazioni dedicate può rivelarsi utile per sfruttare al meglio le potenzialità dei differenti servizi. Installando l'applicazione desktop di Google Drive viene creata una cartella dedicata al servizio visualizzabile tra i contenuti preferiti, e la stessa cartella è raggiungibile anche da risorse del computer in percorsi ben noti all'interno della cartella utente.
Qualche tempo fa abbiamo dedicato spazio a Gladinet Cloud Desktop, soluzione utile per gestire vari servizi in cloud e un approfondimento dedicato è disponibile qui. Oltre a questo software segnaliamo il ben noto SD Explorer che permette una miglior gestione di SkyDrive sul desktop, anche se con la presentazione dell'applicazione ufficiale questo strumento perde di importanza. Oltre ai vantaggi offerti dall'utilizzo delle app ci sono una serie di opzioni configurabili senza la necessità di installare software aggiuntivo sul PC, e questo modo di operare è sicuramente raccomandabile rispetto al proliferare di piccoli tool di dubbia utilità.
Poter mappare le risorse in cloud di Google Drive o altro servizio come risorse di rete è un'opzione interessante e comoda: di fatto la cartella corrispondente al servizio verrà vista come un'unità di storage a se stante, con la possibilità di essere raggiunta in modo più semplice e comodo in varie situazioni.

Utilizzando il prompt dei comandi è possibile accedere alle funzionalità di subst, ma per un utilizzo più comodo consigliamo Visual Subst che aggiunge Subst un'intuitiva interfaccia grafica. Per mappare con una lettera il proprio Google Drive è sufficiente scegliere la lettera, selezionare il percorso relativo alla cartella in locale di Google Drive (o altro servizio cloud) e premere il pulsante verde.
Nel box superiore comparirà un riferimento al nuovo virtual drive creato e in risorse del computer sarà accessibile il nuovo volume di storage. Le indicazioni in merito allo spazio a disposizione offerte da Risorse del Computer non sono veritiere, infatti non si riferiscono al servizio in cloud ma alle caratteristiche della partizione in cui la cartella di Google Drive è stata creata.







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