La battaglia legale tra Psystar e Apple pare già volgere al peggio
per il piccolo produttore della Florida che ha sfidato la Mela mettendo in commercio
sistemi con Mac OS X preinstallato. Il giudice William Alsup ha infatti negato
l'autorizzazione a procedere ritenendo priva di fondamento la posizione di Psystar,
secondo la quale Apple opererebbe in una condizione di monopolio.
Ricordiamo che l'azione legale di Psystar è stata costruita proprio
partendo da questo assunto per poter mettere mano alle leggi antitrust accusando
Apple di adottare pratiche di mercato anticompetitive.
Secondo il giudice, l'appartenenza di due prodotti ad uno stesso mercato dipende
dalla facilità che i consumatori hanno di passare dall'uno all'altro:
se tali prodotti sono visti come dei sostituti reciproci e se il pubblico ha
la possibilità di adottare -a parità di risultato- uno piuttosto
che l'altro a seconda delle rispettive variazioni di prezzo, allora tali prodotti
fanno parte di uno stesso mercato. Secondo Aslup, se un utente non è
soddisfatto di ciò che Apple propone, ha la possibilità di rivolgersi
verso le soluzioni di altre aziende: ciò non descriverebbe quindi una
situazione di monopolio e Psystar non è stata ritenuta in grado di
produrre documentazione sufficientemente esauriente da provare che la proposta
commerciale di Apple sia tale da non avere alternative sul mercato.
Non solo: Psystar avrebbe indicato nella propria documentazione come le campagne
pubblicitarie di Apple sottolineerebbero la natura monopolista dell'azienda.
In realtà, secondo il giudice, il riferimento alle campagne pubblicitarie
rappresenta una contraddizione nei confronti dell'accusa principale. Una campagna
pubblicitaria, infatti, rappresenta per la sua stessa essenza la volontà
di richiamare potenziali clienti da altri concorrenti.
Cosa accade ora? Psystar ha tempo fino all'8 dicembre prossimo per presentare
un nuovo faldone di documenti che meglio suffraghino la propria posizione. In
caso contrario, se dovesse decidere di ritirare le proprie armi o non fosse
in grado di produrre una documentazione sufficientemente convincente, sarà
invece riconosciuta ad Apple l'autorizzazione a procedere nei confronti della
piccola azienda della Florida che si vedrà presentare un conto decisamente
salato: sospensione delle attività, un'ingiunzione permanente contro
la vendita dei prodotti, ritiro dal mercato di tutte le unità e che tutti
gli eventuali profitti vengano corrisposti triplicati come risarcimento danni.
Per tutti gli interessati ad approfondire
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La vedo brutta x psystar...