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Pagina 1 - Introduzione Come anticipato in varie occasioni, quest'oggi Intel svela le caratteristiche tecniche e prestazionali della propria nuova cpu top di gamma, modello Core i7 980X. Si tratta della prima cpu per sistemi desktop ad essere dotata di architettura a 6 core, tutti integrati all'interno dello stesso die e quindi non ottenuti attraverso un design Multi Chip Module (MCP). Specifichiamo come l'embargo odierno riguardi le analisi prestazionali su questi processori, nonché lo studio della loro architettura; il debutto ufficiale è rimandato ancora di qualche giorno, entro la fine del mese di Marzo. Per questo motivo non è ufficialmente ancora possibile acquistare questi processori sul mercato, benché molti rivenditori li abbiano già inseriti a listino.
Alla base di questo nuovo processore top di gamma il Socket 1366 LGA, utilizzato da Intel anche per le altre cpu Core i7 serie 900 presenti in commercio. Esteriormente quindi nulla cambia rispetto ad una delle cpu della famiglia Nehalem, benché come vedremo nel corso dell'articolo siano significative le novità architetturali implementate da Intel con questo prodotto.
Un rapido sguardo al pannello di CPU-Z ci permette di riassumere le caratteristiche tecniche di questo nuovo processore: architettura a 6 core, con tecnologia HyperThreading che porta a 12 il numero di thread paralleli che possono venir gestiti al massimo. Processo produttivo a 32 nanometri, grazie al quale sono stati integrati 12 Mbytes di cache L3 oltre alle nuove istruzioni AES introdotte per la prima volta da Intel con le cpu dual core della famiglia Westmere presentate a Gennaio 2010. La tabella seguente riassume le caratteristiche tecniche delle varie versioni di processore Intel Core i7 e Core i5, basate su architettura ad almeno 4 core, che sono stati immessi sul mercato a partire dal mese di Novembre 2008:
Il nuovo processore Core i7 980X si posiziona quale soluzione al top della gamma, complice in questo anche il costo complessivo pari, stando al listino ufficiale Intel, a 999 dollari tasse escluse. Le specifiche tecniche di questo processore sono identiche a quelle del modello Core i7 975X: frequenza di clock di 3,33 GHz, massima frequenza in Turbo Boost che raggiunge i 3,6 GHz e link QPI da 6,4 Gigatransfer al secondo. A differenziare i due processori tra di loro il numero di core, incrementati del 50% nel nuovo processore, oltre al quantitativo di cache L3, anche in questo caso cresciuta del 50%. Al momento attuale Intel propone a listino le cpu Core i7 920, Core i7 930, Core i7 950, Core i7 960, Core i7 975 e ovviamente l'ultimo arrivato Core i7 980X. I prezzi ufficiali per i modelli attualmente a listino sono riassunti di seguito:
La tabella seguente riassume invece le caratteristiche tecniche delle cpu Intel delle serie Core i5-600 e Core i3-500, basate su architettura nota con il nome in codice di Clarksfield:
Per queste cpu il socket di connessione è quello 1156 LGA; la tecnologia produttiva adottata è quella a 32 nanometri, mentre sullo stesso package del processore troviamo una GPU, costruita con processo a 45 nanometri, che necessita di una scheda madre basata su chipset Intel H55, H57 oppure Q57 per poter venir sfruttata. Queste cpu integrano 2 core e sono tutte capaci di processare 4 threads per volta grazie alla presenza della tecnologia HyperThreading; il quantitativo di cache L3 scende a 4 Mbytes rispetto agli 8 Mbytes delle altre cpu Core i7 serie 900 che integrano 4 core, mantenendo quindi un rapporto tra 2 Mbytes di cache L3 per ogni core. Anche la tecnologia Turbo Boost rimane presente, fatta eccezione per le due soluzioni Core i3. Pagina 2 - Per la prima volta a 6 core
Il processore Intel Core i7 980X è il primo, destinato all'utilizzo in sistemi desktop, a integrare al proprio interno ben 6 core, ciascuno dei quali è abbinato a tecnologia HyperThreading per un totale di 12 threads che possono venir processati in parallelo dal sistema operativo. L'utilizzo di tecnologia produttiva a 32 nanometri ha implicato l'integrazione di tutte le novità architetturali integrate da Intel nei processori della serie Westmere, le prime soluzioni costruite con questo processo produttivo ad essere state presentate sul mercato. Vediamo in dettaglio come il passaggio a tecnologia a 32 nanometri abbia influenzato l'architettura della cpu Core i7 980X rispetto alle altre soluzioni Core i7 serie 900:
Confrontando i die dei processori Gulftown (Core i7 serie 900 a 32 nanometri e 6 core) e Bloomfield (Core i7 serie 900 a 45 nanometri e 4 core) notiamo notevoli similitudini: per entrambi, complice la stessa piattaforma alla base, troviamo controller memoria integrato e cache L3 unificata tra i core. Entrambe le due famiglie di processori integrano al proprio interno due link QPI, mentre sono sprovviste di controller PCI Express che Intel ha scelto di integrare solo nei processori della famiglia Lynnfield per schede madri Socket 1156 LGA. Queste differenze architetturali sono legate al tipo di piattaforma chipset abbinata ai processori. Per le soluzioni Core i7 serie 900, sia a 4 come a 6 core, la scelta è unica, rappresentata dal chipset Intel X58 con architettura a due bridge. Per le piattaforme Socket 1156 LGA a 4 core, processori Core i7 serie 800 e Core i5 serie 700, l'abbinamento è con i chipset Intel della serie P55: in questo caso l'architettura è a singolo chip, con la scheda video che è collegata direttamente al processore attraverso controller PCI Express in esso integrato. Pagina 3 - Un nuovo dissipatore Intel in bundle In dotazione con il processore Core i7 980X Intel fornisce un nuovo sistema di raffreddamento, indicato con il nome di DBX-B Thermal Solution. Per questo dissipatore Intel dichiara una migliore capacità di dissipazione termica, bilanciata da una certa attenzione alla silenziosità di funzionamento, rispetto a quanto ottenibile con le precedenti soluzioni fornite in bundle o indicate da Intel quali ideali per l'abbinamento alle proprie cpu Socket 1366 LGA, soprattutto nell'ottica delle esigenze di un utente appassionato.
La struttura ricorda quella di vari modelli di dissipatore di calore presenti sul mercato, destinati al pubblico enthusiast: una base di rame, a contatto con il processore, è collegata al radiatore attraverso 4 heatpipes. Una ventola soffia aria attraverso le alette del dissipatore, mentre il meccanismo di fissaggio alla scheda madre prevede una placca da montare posteriormente al socket. Rumorosità inferiore ai 20 dBA con velocità di rotazione di 800 giri al minuto, con picco massimo inferiore a 35 dBA a 1.800 giri al minuto nel momento in cui il processore opera a pieno carico: questi i valori dichiarati da Intel per la nuova soluzione di raffreddamento.
Con questo sistema di raffreddamento Intel ha voluto anche venire incontro alle esigenze dei propri clienti OEM: il dissipatore è certificato per resistere, una volta montato nel sistema, a cadute accidentali sino a 1 metro circa d'altezza, assicurando sia il mantenimento della posizione sul processore sia il suo corretto funzionamento. Una funzionalità di questo tipo è assicurata principalmente dal sistema di fissaggio scelto: la placca posizionata nella parte posteriore assicura infatti una maggiore solidità complessiva rispetto ad un design con perni plastici che attraversano il PCB della scheda madre, fissandosi ad esso attraverso alcuni gancetti.
Nella parte superiore del radiatore è presente uno switch, che imposta le due differenti modalità di funzionamento della ventola: la prima, indicata con la lettera Q, indica la configurazione Quiet, con la quale viene privilegiata la silenziosità di funzionamento. La seconda, con lettera P, abilita la modalità Performance, con la quale viene ricercata la massima dissipazione termica possibile incrementando la rumorosità di funzionamento.
La base a contatto con il processore è in rame, finemente lappata così da assicurare la migliore dissipazione termica. Si notano le 4 heatpipes, annegate all'interno della base ma non a diretto contatto con la parte superiore del processore, oltre ai 4 perni di contatto con la scheda madre. A differenza di quanto implementato con le precedenti soluzioni di raffreddamento fornite in bundle con i propri processori, Intel ha optato per un sistema con placca posteriore di ritenzione, montata sulla parte posteriore della scheda madre, alla quale si ancorano i 4 punti di fissaggio attraverso viti zigrinate che possono essere gestite sia a mano libera sia con un cacciavite. Per verificare il comportamento del nuovo dissipatore di calore proposto da Intel abbiamo eseguito un test per metterlo a diretto confronto con soluzioni di raffreddamento di terze parti recentemente analizzate nei laboratori di Hardware Upgrade. Abbiamo pertanto impiegato la medesima piattaforma e metodologia di test utilizzata per la recensione del sistema CoolIT ECO A.L.C., nella quale abbiamo eseguito test di controllo su una serie di dissipatori heat-pipe di fascia alta. In questo caso le condizioni ambientali sono state di 20 gradi con umidità compresa tra il 39% ed il 44%, che possiamo considerare di fatto identiche a quelle registrate nel corso dei test precedenti, dai quali abbiamo tratto i valori necessari per il confronto con la soluzione Intel DBX-B Thermal Solution.
Vediamo che il nuovo dissipatore DBX-B Thermal Solution è in grado di far registrare buone temperature d'esercizio già in condizioni di idle, a conferma di come un'impostazione di tipo heat-pipe sia più performante rispetto ad una impostazione tradizionale come può essere quella del ben noto dissipatore Intel Boxed. Con processore in condizioni di pieno carico di lavoro e ventola impostata sulla modalità "Quiet", il dissipatore è in grado di far segnare una temperatura inferiore di circa 10 gradi rispetto alla precedente versione boxed, che di fatto lo fa posizionare a metà strada tra quest'ultima e i dissipatori di fascia alta attualmente in commercio. Lo scenario muta in maniera sensibile attivando la modalità "Performance" dove, al prezzo di una maggiore rumorosità di esercizio, abbiamo un comportamento che, seppur senza eguagliarle, si avvicina ancor di più alle soluzioni di fascia alta, discostandosi da queste in media di 4 gradi.
Sul fronte della rumorosità d'esercizio vediamo che in condizioni di operatività secondo l'impostazione "Quiet mode" il nuovo dissipatore Intel DBX-B Thermal solution fa segnare valori confrontabili con quelli registrati nel corso dell'analisi di dissipatori di terze parti, confermando così una contenuta rumorosità. Differente scenario quando si attiva la modalità "Performance mode": in questo caso abbiamo un notevole incremento della rumorosità di esercizio che arriva a confrontarsi con quella prodotta dal dissipatore Intel tradizionale, seppur con il guadagno, in termini di efficienza di raffreddamento, che abbiamo evidenziato in precedenza. Pagina 4 - Turbo Boost con 6 core
Anche con la cpu Core i7 980X Intel ha implementato la tecnologia Turbo Boost, grazie alla quale è possibile incrementare dinamicamente la frequenza di clock della cpu in funzione del carico di lavoro istantaneo, della temperatura del processore e della richiesta di corrente fatta da quest'ultimo alla scheda madre. Se il funzionamento del processore rientra all'interno di precisi parametri definiti da Intel in fase progettuale, la tecnologia entra in funzione incrementando secondo intervalli predefiniti la frequenza di clock dei vari core.
Lo scenario di riferimento indicato da Intel prevede un aumento della frequenza di clock sino a 266 MHz, corrispondenti a due moltiplicatori di frequenza, nel momento in cui solo uno dei core a disposizione viene sfruttato dall'applicazione. In questo specifico scenario d'uso la frequenza di clock passa dai 3,33 GHz di default sino a 3,6 GHz. Nel momento in cui sono sue o più i core che vengono sfruttati in parallelo, la tecnologia Turbo Boost nel incrementa la frequenza di clock di un massimo di 133 MHz, corrispondente ad un moltiplicatore di frequenza: la risultante è quindi quella di avere una cpu che opera almeno sempre a 3,46 GHz di clock effettivo, a condizione che le specifiche termiche e di alimentazione siano rispettate così che la tecnologia Turbo Boost possa venir abilitata.
Una volta installato il processore Core i7 980X nella scheda madre Intel DX58SO Extreme Series, aggiornando il bios all'ultima versione beta disponibile con piena compatibilità con la nuova cpu, abbiamo verificato le impostazioni della tecnologia Turbo Boost da bios. Il moltiplicatore di frequenza di default è pari a 25x, al quale corrisponde una frequenza di clock di 3,33 GHz; la tecnologia Turbo Boost è configurata in modo tale che con un processore occupato il moltiplicatore massimo sia pari a 27x, valore che scende a 26x utilizzando in contemporanea 2, 3 oppure 4 core. Passando a 5 e 6 core al 100% d'uso la tecnologia diminuisce il moltiplicatore di frequenza sino al valore di default di 25x, per una frequenza di clock che quindi rimane a 3,33 GHz. Alla luce delle informazioni fornite da Intel abbiamo optato per configurare questi parametri in modo tale che il moltiplicatore con 5 e 6 core occupati sia quello 26x, con una frequenza corrispondente pari a 3,46 GHz; solo con 1 core impegnato al 100% la frequenza di clock massima raggiunge i 3,6 GHz, con moltiplicatore pari a 27x. Nel corso dei test non abbiamo riscontrato problemi di sorta con questo tipo di configurazione.
La schermata dell'utility CPU-Z conferma come in idle il processore imposti automaticamente la propria frequenza di clock massima a 3,6 GHz, selezionando il moltiplicatore di frequenza 27x. Pagina 5 - Uno sguardo ai consumi I dati forniti in questa pagina si riferiscono al consumo complessivo a monte dell'alimentatore da parte dei sistemi utilizzati nei test, rilevati utilizzando lo strumento Watts Up PRO: i valori in Watt forniti sono quindi dell'interno sistema e non del solo processore. Di seguito i componenti adottati per le configurazioni Socket LGA 1366, Socket 1156 LGA, Socket 775 e Socket AM3:
A differenza della configurazione utilizzata nell'analisi prestazionale cambia la scheda video, in favore di una soluzione ATI Radeon HD 5450, così da contenere il consumo complessivo del sistema in idle diminuendo l'incidenza della scheda video. Nelle rilevazioni in idle sono state abilitate tutte le modalità di risparmio energetico specifiche di ogni processore. Abbiamo inserito solo rilevazioni effettuate con processori presenti in redazione, evitando di valutare il consumo di processori simulati adottandone altri intervenendo su moltiplicatore di frequenza e bus; questa tecnica conduce a risultati corretti per quanto riguarda la componente prestazionale mentre può essere errata nella valutazione del consumo sia in idle come a pieno carico. La tabella seguente riassume i processori utilizzati, con indicazione delle tensioni di alimentazione rilevate dall'utility CPU-Z per ciascuno di essi sia in idle con modalità di risparmio energetico attivata sia a pieno carico.
Si noti come vi siano tensioni differenti tra i vari processori, con valori che possono essere più elevati in cpu dalla frequenza di clock più bassa di altre pur a parità di architettura; da questo le differenze nei consumi minimi e massimi riportate nelle due tabelle seguenti.
Non sorprende vedere il processore Intel Core i7 980X registrare i valori di consumo più elevati tra le cpu inserite in questo confronto. Quello che stupisce è considerare come, a parità di piattaforma, i valori della cpu Core i7 980X siano solo di pochi Watt superiori a quanto registrato dalla cpu Core i7 975, che dispone di 2 core in meno. Merito di questo risultato è della tecnologia produttiva a 32 nanometri, che non solo riduce la superficie complessiva del die ma permette di ottenere un ulteriore contenimento dei consumi anche in processori così potenti.
Abbiamo posto a confronto i 3 processori Intel Core i7 serie 900 misurandone anche il consumo istantaneo durante l'esecuzione del benchmark Cinebench 11.5; si noti come dopo un momento di idle di circa 10 secondi il consumo, all'avvio del benchmark, salga immediatamente al valore di picco per poi riscendere nuovamente al valore minimo nel momento in cui il benchmark viene completato. Il processore Core i7 980X è quello che registra il valore di picco più elevato, ma completa il benchmark in un arco di tempo ben più ridotto delle altre due cpu. Questo tipo di analisi aiuta a capire come sia non tanto il consumo massimo, quanto il bilanciamento tra consumo di picco e velocità nell'esecuzione di un'applicazione, a rappresentare al meglio l'efficienza di un processore. Le qualità della cpu Core i7 980X emergono in questo senso quanto più l'applicazione utilizzata è in grado di sfruttare i 12 threads in parallelo che possono essere eseguiti dal processore, eventualità che si verifica più facilmente con applicazioni di taglio professionale come è Cinebench 11.5. Pagina 6 - Configurazione di test Nel corso dei test abbiamo cercato di raccogliere differenti tipologie di applicazioni, così da simulare i principali scenari di utilizzo di un processore moderno dotato di architettura multicore. Molte applicazioni non permettono di sfruttare contemporaneamente e al 100% tutti i core a disposizione del sistema: solo in limitati scenari di utilizzo è possibile beneficare della presenza di più di 4 core, o della possibilità per un processore di gestire più di 4 threads in parallelo a prescindere dal numero dei core. Nell'analisi dei risultati bisognerà quindi tenere in debita considerazione la tipologia di applicazione che è stata eseguita e la sua scalabilità al crescere del numero dei threads che lo specifico processore in dotazione può gestire contemporaneamente. Questi i componenti utilizzati nei test:
Processori:
Queste le applicazioni utilizzate nei test:
Pagina 7 - 4 vs 6 core a 3,33 GHz Approfittando della medesima frequenza di clock, pari a 3,33 GHz di default, abbiamo posto a confronto i processori Core i7 975 e Core i7 980X così da evidenziare in che misura il passaggio da 4 a 6 core possa avere ripercussioni dirette sulle prestazioni velocistiche con le applicazioni che sono state inserite nell'analisi. Ovviamente ci attendiamo ottima scalabilità complessiva, sino a sfiorare il 50% massimo teorico ottenibile con l'incremento nel numero dei core, con quelle applicazioni fortemente multithreaded mentre con altre, come i giochi 3D, le aspettative sono di marginali aumenti delle prestazioni. Il grafico riporta la variazione percentuale delle prestazioni con ciascuno dei test inseriti nell'analisi, a partire dal valore ottenuto con il processore Core i7 975. A prescindere dall'unità di misura dello specifico test, che sia un punteggio o un tempo di esecuzione in secondi, la percentuale indicata indica se positiva il miglioramento prestazionale, se negativa il decremento prestazionale passando al processore Core i7 980X.
A fronte di un incremento medio dell'11,8% evidenziamo due grosse tipologie di risultati: da un lato quelli ottenuti con software di rendering e in parte dalle applicazioni multimediali, in grado di sfruttare i core addizionali messi a disposizione dalla cpu Core i7 980X sino a sfiorare, in alcuni casi, l'incremento massimo teorico del 50%. Con altre applicazioni, come con tutti i giochi 3D ad esempio, le variazioni sono marginali e limitare a pochi punti percentuali, chiaro segnale di come per questi programmi sia impossibile sfruttare i core addizionali a disposizione. Con Unreal Tournament 3 abbiamo addirittura registrato una contrazione del frames, comportamento che riteniamo sia dipeso da un bug software. Pagina 8 - Rendering e calcolo La prima tipologia di applicazioni in analisi è quella legata al rendering e al puro calcolo scientifico; sono questi gli ambiti nei quali la presenza di un numero maggiore di core permette di ottenere un buon incremento prestazionale, grazie alla predisposizione di queste applicazioni a sfruttare la presenza di più core.
3ds Max 2009 è un classico della nostra suite di test; abbiamo misurato il tempo di rendering della scena Dragon_character_rig.max alla risoluzione di 1920x1080 pixel, rilevando il tempo in secondi necessario per il rendering del primo frame della sequenza.
Il rendering con blender è stato eseguito utilizzando la scena flyingsquirrelblend, selezionando le impostazioni di default.
Altro software standard da anni nella nostra suite di analisi, Cinebench simula il comportamento del proprio sistema nell'esecuzione di rendering, riprendendo in questo l'engine alla base del software commerciale Cinema 4D. Nello specifico abbiamo utilizzato la versione 11.5 del benchmark, recentemente resa disponibile per il download pubblico.
Euler 3D è un tool utilizzato per analisi di fluidodinamica, dotato di una modalità di benchmarking integrata liberamente utilizzabile che sfrutta tutti i core e thread a disposizione del processore. Per ulteriori informazioni su questo test si rimanda alla pagina ufficiale, accessibile a questo indirizzo.
A chiudere il pacchetto dei software di rendering e calcolo scientifico troviamo Povray, popolare tool per il rendering liberamente scaricabile; la versione 3.7 è dotata di supporto a configurazioni multiGPU benché sia ancora in fase beta dopo molti anni. Il commento ai risultati è unico per tutti questi test: l'incremento del 50% nel numero dei core messi a disposizione dal processore Intel Core i7 980X rispetto alla soluzione Core i7 975, a parità di frequenza di clock, permette sempre di ottenere risultati migliori, con margini variabili a seconda di quanto l'applicazione riesca a beneficiare della presenza di così tanti threads che possono essere gestiti contemporaneamente. Pagina 9 - Compressione
Winrar include una modalità di benchmarking automatizzata, che misura la capacità del proprio sistema di eseguire compressioni di files fornendo un output in Kbytes al secondo. La cpu Core i7 980X registra il miglior risultato, distanziando di misura la cpu Core i7 975 a parità di frequenza di clock lasciando chiaramente intendere come per questo software sia difficile poter sfruttare tutti e 12 i threads messi a disposizione dalla cpu.
Risultato opposto quello registrato con 7-Zip: in questo caso l'applicazione riesce a sfruttare al meglio tutti e 12 i threads processabili dalla cpu Core i7 980X con risultati che sono ben oltre il 40% più elevati di quelli della cpu Core i7 975. La conseguenza è quindi quella di aver misurato valori di scalabilità quasi piena: il massimo incremento prestazionale teoricamente ottenibile è infatti pari al 50%, considerando la stessa frequenza di clock alla quale operano le due cpu e l'incremento nel numero di core passando al modello Core i7 980X. Pagina 10 - Multimedia
Con applicazioni di stampo multimediale si ripete, quantomeno in parte, quanto già osservato in precedenza con programmi di rendering e di calcolo scientifico: in alcuni casi il processore Core i7 980X riesce a far registrare sensibili incrementi prestazionali rispetto alla soluzione Core i7 975 di pari frequenza di clock, mentre in altri il vantaggio è più risicato. Windows Live Movie Maker rappresenta la tipica applicazione che non scala al crescere del numero dei core, in quanto il tipo di elaborazione compiuta non viene gestito sfruttando non più di 4 core per volta, spesso non per il 100% delle loro potenzialità; con ProShow Gold, viceversa, il tempo di creazione di un filmato ad alta definizione a partire da 29 immagini mostra come questo programma scali molto bene al crescere del numero dei core, oltre che della frequenza di clock a parità di architettura. Pagina 11 - Giochi I test con giochi sono stati eseguiti utilizzando una scheda video ATI Radeon HD 5870: le specifiche tecniche prevedono clock della GPU di 850 MHz, 1.600 stream processors con frequenza di 850 MHz e 1 Gbyte di memoria video GDDR5 alla frequenza effettiva di 4.800 MHz. Le misurazioni sono state eseguite alle risoluzioni video di 1280x1024 pixel e 1600x1200 pixel, così da valutare scenari di utilizzo che siano maggiormente dipendenti dalla potenza di elaborazione della CPU.
Crysis è un titolo fortemente dipendente dalla potenza elaborativa della scheda video e molto meno da quello della CPU utilizzata, soprattutto abilitando anti aliasing 4x; la risultante è quindi un generale livellamento prestazionale tra i processori inseriti a confronto, con differenze complessivamente molto contenute.
Discreta scalabilità dei frames con Fat Cry 2, titolo che è cpu limited solo utilizzando processori dual core come le soluzioni Phenom II X2 oltre che con quelle quad core di fascia più economica. Incrementando la potenza di calcolo i frames tendono a livellarsi, con un discreto divario al crescere della risoluzione video chiaro segnale di come i risultati siano più dipendenti dalla scheda video che dalla CPU.
Comportamento molto simile a quello registrato con Far Cry 2 anche quello che emerge dai risultati di HAWX; i processori registrano frames molto vicini tra di loro, con le sole soluzioni AMD entry level leggermente distanziate ma comunque capaci di garantire adeguata fluidità delle scene. Pagina 12 - Giochi - parte 2
A dispetto delle impostazioni video utilizzate, Half Life 2 Episode 2 è titolo che storicamente ha sempre evidenziato una buona scalabilità dei frames al crescere della potenza di calcolo del processore. Questo andamento è confermato dalla nostra analisi, con risultati che tendono progressivamente a livellarsi ma che premiano sempre le cpu dal clock più elevato.
Molto valida la scalabilità delle prestazioni evidenziata dal test con Unreal Tournament 3: anche in questo caso al crescere della potenza elaborativa della CPU utilizzata si ottengono frames più elevati ad entrambe le risoluzioni di test.
Il benchmark integrato nel titolo World in Conflict mostra frames complessivamente allineati tra i processori in prova, con un certo divario registrato solo dalle cpu Phenom II X2 e da quelle Athlon II X4; queste ultime in particolare sembrano essere penalizzate dall'assenza di cache di terzo livello, presente invece in tutti gli altri processori in analisi. Il commento di sintesi che può essere fatto alla luce dell'analisi delle prestazioni con giochi 3D è che i due core supplementari della cpu Intel Core i7 980X siano di fatto superflui in questo scenario di utilizzo. Intel ha segnalato come siano previsti al debutto alcuni titoli capaci di sfruttare i 12 threads della cpu Core i7 980X, ma per l'utente appassionato è sempre preferibile investire qualcosa in più nella scheda video piuttosto che in un processore top di gamma, se lo scenario d'uso di riferimento è quello con videogiochi. Con questo non vogliamo affermare che il ruolo del processore sia marginale, in quanto questi risultati affermano casomai il contrario, ma che sia da ricercare l'ideale bilanciamento tra prestazioni e costo d'acquisto, riservando una buona quota del budget a disposizione alla scelta della scheda video. Pagina 13 - Overclock Portare a frequenze di clock superiori a quelle di default un processore costruito con tecnologia produttiva a 32 nanometri può sembrare operazione semplice agli occhi di un utente appassionato; tecnologie produttive sempre più sofisticate lasciano spazio, almeno in teoria, a incrementi nelle frequenze di clock che sono sempre maggiori di quelli ottenibili con processori di precedente generazione. In questo senso Intel ha ben abituato gli utenti più appassionati: le soluzioni della famiglia Core 2 sono state caratterizzate da ottime potenzialità di overclock, e lo stesso deve essere detto anche per le cpu Core i7 e Core i5 presentate nel corso degli ultimi 16 mesi.
Lo screenshot qui riportato indica, per il nostro sample di processore Core i7 980X, una frequenza di clock effettiva pari a 4 GHz ma è bene non farsi trarre in inganno da schermate di questo tipo. Per ottenere questa frequenza abbiamo incrementato i moltiplicatori massimi selezionabili via tecnologia Turbo Boost, facendo in modo che per tutte le possibili configurazioni il moltiplicatore di frequenza massimo fosse pari a 30x. Con una frequenza di base clock di 133 MHz questa impostazione porta come risultato ai 4 GHz dello screenshot. La frequenza di clock di 4 GHz è in realtà in parte ingannevole: se in idle questo valore è infatti raggiunto, mettendo sotto stress tutti e 6 i core a disposizione si verifica una diminuzione della frequenza massima che varia senza soluzione di continuità da 4 GHz sino a 3,6 GHz, posizionandosi più frequentemente nell'estremo inferiore di questo intervallo. Quello che accade è presto spiegato: a 4 GHz di clock il processore sottopone il sistema ad un carico di lavoro così elevato da far intervenire direttamente i sistemi di protezione interna della cpu, che riducono il moltiplicatore sino a raggiungere una frequenza di clock che, in quello specifico istante, sia considerata di sicurezza per il funzionamento stabile del sistema. La conseguenza diretta è quindi quella di avere a disposizione un processore che opera effettivamente ad una frequenza inferiore ai 4 GHz raggiunti in idle, con un valore effettivo a pieno carico che non può essere neppure chiaramente e univocamente identificato. Nel caso del sample di processore in nostro possesso abbiamo rilevato prestazioni velocistiche, con Cinebench 11.5, più elevate con impostazione del moltiplicatore di frequenza a 29x, corrispondente ad una frequenza di clock di 3,86 GHz, rispetto che con moltiplicatore 30x, chiaro segnale che la prima impostazione non sia così spinta da far intervenire il throttle della frequenza di clock su valori più conservativi. Ovviamente l'impostazione con clock massimo di 4 GHz ha portato a risultati inferiori a quella con clock di 3,86 GHz, ma in ogni caso superiori a quanto ottenibile con impostazioni di default. In sintesi, quindi, stando alla nostra analisi il processore Core i7 980X offre interessanti margini d'incremento della frequenza di clock a condizione tuttavia di non eccedere; non bisogna infatti dimenticare che in questa cpu è integrato il 50% di core in più delle altre soluzioni Core i7 della famiglia 900, e che in ogni caso un overclock deve essere verificato come stabile e non soggetto a thermal throttle con tutti i core a disposizione occupati al 100% delle loro potenzialità. Pagina 14 - Considerazioni Proposto a 999 dollari di listino ufficiale, il processore Intel Core i7 980X può vantare una serie di caratteristiche pressoché uniche:
Al pari delle altre cpu della serie Extreme Edition analizzate in precedenza, anche il modello Core i7 980X si pone sin dal debutto quale metro di riferimento per tutte le altre soluzioni presenti sul mercato. Con applicazioni single threaded o che non sfruttano più di qualche core contemporaneamente le prestazioni di questa cpu sono quanto di meglio sia possibile ottenere, complice in questo sia la frequenza di clock sia l'architettura alla base. Passando a software che riescono a sfruttare al meglio i 12 threads che possono venir processati contemporaneamente grazie alla tecnologia HyperThreading, si ottiene il meglio dal processore Core i7 980X, con risultati che possono incrementare, con le migliori condizioni possibili, sino al 50% rispetto a quanto ottenibile con la cpu Core i7 975.
Il vero limite di questo processore è dato dal software a disposizione; in ambiente desktop è onestamente difficile poter trovare applicazioni che riescano a sfruttare al meglio una cpu a 6 core capace di processare 12 threads in parallelo. Oltre a questo bisogna aggiungere il costo d'acquisto, pari a 999 dollari tasse escluse per il listino ufficiale Intel, cifra decisamente non alla portata della maggior parte degli utenti appassionati. Non abbiamo inserito in questo articolo il nostro abituale Moneybench, ben sapendo che questo processore non si sarebbe ben posizionato: il livello prestazionale elevatissimo che permette di raggiungere non è comunque tale da bilanciare il costo d'acquisto. Fatta eccezione per i pochi che se ne potranno permettere l'acquisto, il processore Intel Core i7 980X deve essere visto come concretizzazione dell'attuale capacità tecnologica di Intel. Non sappiamo al momento attuale se e quando Intel deciderà di presentare altre cpu della serie Core i7 900 dotate di architettura a 6 core, ma sarà solo con versioni dal clock più contenuto e dal costo maggiormente accessibile che vi potrà essere una diffusione, benché su una percentuale ridotta degli utenti, di processori a 6 core. Entro la fine del mese di Aprile è attesa una risposta diretta da parte di AMD, nella forma dei primi processori Phenom II X6 con architettura a 6 core; in questo caso i prezzi saranno sicuramente inferiori a 999 dollari. |
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