Chrome e il login automatico dei profili Google: un problema di privacy e fiducia

Chrome e il login automatico dei profili Google: un problema di privacy e fiducia

Google ha apportato modifiche sostanziali al modo in cui gestisce i profili in Chrome: effettuando il login sul Web si effettua ora automaticamente l'accesso anche in Chrome. Senza però alcun avviso

di pubblicata il , alle 17:01 nel canale Web
Google
 

Per quanto il pensiero positivista sostenesse altrimenti, non tutti i progressi sono positivi. Google ha apportato un cambiamento significativo al modo in cui Chrome tratta gli account, chiamandolo "progresso", ma tale cambiamento fa sì che ci siano potenziali problematiche non indifferenti. Finora, infatti, la distinzione tra login nei servizi di Google e login in Chrome era netta; da qualche giorno, invece, qualora si effettui l'accesso all'account Google online si va automaticamente a effettuare anche il login in Chrome. Senza, però, che questo venga notificato.

Google ha infatti notato che per alcuni utenti risultava problematico il fatto di aver effettuato l'accesso con il proprio account nel browser per trovarsi, invece, un account terzo nella navigazione. Esempio pratico: un collega o amico controlla le proprie email e rimane connesso il suo account, creando dunque uno scollamento tra l'account del browser e quello della navigazione.

Ora, invece, quando si effettua l'accesso ai servizi via Web, Chrome effettua automaticamente l'accesso con lo stesso account - rendendo quindi molto più complesso utilizzare il proprio account Google nella navigazione rimanendo però scollegati da Chrome. Non c'è però alcun tipo di avviso al riguardo, né alcuna richiesta di conferma: il login è automatico e non tiene in considerazione la volontà dell'utente.

Il problema potrebbe apparire minore, o senza conseguenze, ma così non è. I problemi sono due: da un lato c'è un problema di fiducia e rispetto dei patti; dall'altro c'è un problema meno filosofico e che riguarda più da vicino la privacy degli utenti, ovvero la sincronizzazione dei dati.

Il secondo è un problema che alcuni ritengono relativo: dopotutto, Google dissemina già Internet di cookie e di altri sistemi di rilevazione dell'attività in Rete. I dati che l'azienda raccoglie da Chrome sono però molto più precisi e dettagliati e, soprattutto, non c'è certezza riguardo quale sia il destino dei dati del browser. Tornando all'esempio pratico di prima, i dati contenuti nel browser quando l'utente terzo si collega vengono sincronizzati con il suo account? E cosa succede se ci sono dati sensibili nella cronologia (come ad esempio ricerche su malattie specifiche)? Google non sembra attualmente in grado di dare risposte specifiche a queste domande.

Google afferma che la sincronizzazione non viene attivata automaticamente al momento, ma è necessario attivarla manualmente: ciò è vero, ma l'attivazione richiede un solo click - che può anche essere fatto per sbaglio. Il quesito che ci si pone, però, è quanto Google intenda mantenere le cose in questo stato: il cambiamento verso la nuova modalità di login è stato repentino e senza alcun avvertimento per l'utente, così come senza alcun tipo di consenso. È possibile fidarsi del fatto che la sincronizzazione continuerà a rimanere disabilitata?

Da questa domanda nasce il primo problema: Google ha alterato in medias res un elemento fondamentale del suo approccio verso Chrome, dunque che garanzia c'è che questo non si ripeterà in futuro? È possibile confidare nel fatto che non verranno apportati ulteriori cambiamenti? Non c'è una soluzione certa a questi quesiti e ciascuno dovrà dare la propria risposta.

Google ha comunque comunicato che cambierà la propria privacy policy per modificare la distinzione tra "Chrome con profilo locale" e "Chrome con profilo Google". L'ideale sarebbe stato, tuttavia, che tale modifica avvenisse prima di rendere effettivo il cambiamento e avvisando gli utenti della novità.

Per rispondere alle numerose critiche emerse, con Chrome 70 verrà inoltre modificato il comportamento del browser, consentendo all'utente di decidere se mantenere il nuovo comportamento o se tornare alla distinzione tra login sul Web e login nel browser.

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17 Commenti
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Nui_Mg26 Settembre 2018, 17:25 #1
Da aggiungere comunque che tale comportamento è disabilitabile lato utente.
s0nnyd3marco26 Settembre 2018, 17:31 #2
Google e privacy...

Oramai sono anni che utilizzo solo Firefox (ed occasionalmente Edge). Prima o poi mi dovro' liberare anche da Gmail, unico loro servizio che uso ancora.
emiliano8426 Settembre 2018, 17:40 #3
Originariamente inviato da: s0nnyd3marco
Google e privacy...

Oramai sono anni che utilizzo solo Firefox (ed occasionalmente Edge). Prima o poi mi dovro' liberare anche da Gmail, unico loro servizio che uso ancora.


quando ti libererai anche di gmail sarai Benvenuto nel club, purtroppo è difficle togliere lo stereotipo anni 90 del "buon" google dalla maggior parte degli utenti... fortunatemente per me è stato più facile liberarmi di gmail, non avevo iniziato ad usarlo ancora a fondo quando il passaggio da Hotmail ad outlook è avvenuto, giusto in tempo, non ne ho sentito più il bisogno, poi outlook.com si è rivelato (IMHO) sempre avanti
jepessen26 Settembre 2018, 17:55 #4
Originariamente inviato da: s0nnyd3marco
Google e privacy...

Oramai sono anni che utilizzo solo Firefox (ed occasionalmente Edge). Prima o poi mi dovro' liberare anche da Gmail, unico loro servizio che uso ancora.


Per pochi euro all'anno ho su aruba un mio dominio con rispettiva posta e sito.. Credo che sia la cosa piu' adatta ad evitare di dare dati a terzi, salvo crearsi il proprio server di posta (che pero' non e' alla portata di tutti).
MorgaNet26 Settembre 2018, 18:07 #5
Io sarei proprio curioso di sapere quali mirabolanti segreti (la locazione dell'arca dell'alleanza? le prove della terra piatta?) avete da nascondere per evitare come la peste certi servizi. Io capisco benissimo che se uno si iscrive in mille siti con la propria mail poi si trova tonnellate di spam, oppure coi cookies ti ritrovi profilato negli ads, ma con un uso "normale" ed oculato di GMAIL (per esempio) cosa rischiamo? Io utente normale, non facente parte di kkk o di jiad o pedopornografo ecc... cosa rischio?
Io sono pro al rispetto della privacy, però a volte mi sembra di vedere quelli che si mettevano la pellicola d'alluminio sulla testa per evitare di essere spiati dai satelliti.....
mindless26 Settembre 2018, 18:51 #6
Originariamente inviato da: emiliano84
quando ti libererai anche di gmail sarai Benvenuto nel club, purtroppo è difficle togliere lo stereotipo anni 90 del "buon" google dalla maggior parte degli utenti... fortunatemente per me è stato più facile liberarmi di gmail, non avevo iniziato ad usarlo ancora a fondo quando il passaggio da Hotmail ad outlook è avvenuto, giusto in tempo, non ne ho sentito più il bisogno, poi outlook.com si è rivelato (IMHO) sempre avanti


Ho smesso di usare GoogleMaps sul cellulare (uso le mappe di Apple), Gmail e il calendario almeno sull'account personale, ho rimosso Chrome.

Qualche micro passo anch'io lo sto facendo!
I soliti sospetti26 Settembre 2018, 19:08 #7
Il problema è proprio che se non hai nulla da nascondere loro ti controllano lo stesso e usano i tuoi dati per fare profitto senza che tu ne sia al corrente e lo abbia accettato. Non usate Google e i suoi servizi ma non usate nemmeno quelli Microsoft o quelli Apple perché fanno tutti la stessa cosa. Ricordiamoci che liberta oggi si chiama privacy e senza questa non siamo liberi di scrivere o dire quello che pensiamo.
WarDuck26 Settembre 2018, 19:11 #8
Originariamente inviato da: MorgaNet
Io sarei proprio curioso di sapere quali mirabolanti segreti (la locazione dell'arca dell'alleanza? le prove della terra piatta?) avete da nascondere per evitare come la peste certi servizi. Io capisco benissimo che se uno si iscrive in mille siti con la propria mail poi si trova tonnellate di spam, oppure coi cookies ti ritrovi profilato negli ads, ma con un uso "normale" ed oculato di GMAIL (per esempio) cosa rischiamo? Io utente normale, non facente parte di kkk o di jiad o pedopornografo ecc... cosa rischio?
Io sono pro al rispetto della privacy, però a volte mi sembra di vedere quelli che si mettevano la pellicola d'alluminio sulla testa per evitare di essere spiati dai satelliti.....


E' la domanda ad essere mal posta. La domanda corretta è, perché Google e compagnia devono/vogliono farsi i fatti miei, e fino a che punto, come utilizzano quei dati, quanto ci guadagnano, ecc, ecc..?

Secondo me il loro guadagno supera di gran lunga i costi dei servizi che offrono, ma è una mia ipotesi.
WarDuck26 Settembre 2018, 19:12 #9
Originariamente inviato da: mindless
Ho smesso di usare GoogleMaps sul cellulare (uso le mappe di Apple), Gmail e il calendario almeno sull'account personale, ho rimosso Chrome.

Qualche micro passo anch'io lo sto facendo!


Suggerisci qualche valida alternativa per quelle applicazioni (Mappe, Calendario)?
david-126 Settembre 2018, 19:46 #10
Originariamente inviato da: MorgaNet
Io sarei proprio curioso di sapere quali mirabolanti segreti (la locazione dell'arca dell'alleanza? le prove della terra piatta?) avete da nascondere per evitare come la peste certi servizi. Io capisco benissimo che se uno si iscrive in mille siti con la propria mail poi si trova tonnellate di spam, oppure coi cookies ti ritrovi profilato negli ads, ma con un uso "normale" ed oculato di GMAIL (per esempio) cosa rischiamo? Io utente normale, non facente parte di kkk o di jiad o pedopornografo ecc... cosa rischio?
Io sono pro al rispetto della privacy, però a volte mi sembra di vedere quelli che si mettevano la pellicola d'alluminio sulla testa per evitare di essere spiati dai satelliti.....


concordo, io semplicemente me ne fotto.... ho servizi gratuiti più che ottimi, se poi fanno soldi usando i miei dati.... ma quali dati a proposito? Non ricevo spam, ho uBlock e quindi non ho fastidiosi ad, .... boh! Io vivo in pace

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