Huawei P Smart Z, primo contatto: fotocamera pop-up, niente notch, prezzo basso

Huawei P Smart Z, primo contatto: fotocamera pop-up, niente notch, prezzo basso

Abbiamo provato il nuovo Huawei P Smart Z, smartphone di fascia bassa senza notch. Ecco le nostre impressioni sullo smartphone, al netto di quello che sta succedendo in seno alla trade war

di pubblicata il , alle 08:41 nel canale Telefonia
Huawei
 

L'anno di Huawei - parte consumer - è stato decisamente scoppiettante sia in positivo, sia in negativo: dopo il rilascio di di Huawei P30 Pro, Huawei P30 e Huawei P30 Lite la compagnia ha organizzato il debutto dei nuovi P Smart 2019 e di P Smart Z. Nel frattempo ha catalizzato diversi risultati importanti in termini di volumi di mercato, ha superato Apple in alcune nazioni, e ha iniziato a minacciare in maniera decisa anche la capolista: Samsung. Il tutto fino alla battuta d'arresto, al ban voluto dall'organizzazione Trump che certamente cambierà il futuro di Huawei, sia lato consumer, sia lato enterprise. È in questo periodo incerto che scriviamo la recensione di Huawei P Smart Z, cercando di essere come al solito il più imparziali possibile e di raccontare com'è l'esperienza d'uso del terminale oggi. È chiaro, però, che ad oggi rimane l'enorme punto interrogativo di quello che sarà Huawei fra qualche mese, e quello che sarà il supporto software di P Smart Z (che in teoria non dovrebbe cambiare).

Huawei P Smart Z si configura come uno smartphone interessante ed esclusivo con l'ambizione di portare il full-screen, quello vero senza notch, fori o altri compromessi estetici e funzionali, nella fascia medio-bassa. È chiaro che per farlo deve giungere a diversi compromessi, ma sono compromessi che vediamo in tutti i dispositivi della stessa fascia di prezzo: ad esempio l'estetica non è "premium" come quella di un flagship dal costo di quattro o cinque volte superiore, l'autonomia e la fotocamera su livelli decisamente diversi, e le prestazioni sono buone ma non paragonabili a quelle, ad esempio, offerte da Kirin 980. P Smart Z ci ha sorpreso per quanto riguarda il meccanismo pop-up per far apparire la fotocamera frontale, forse un po' lento, ma ben funzionante e all'apparenza decisamente robusto e pronto per la prova del tempo. Ma andiamo con ordine.

Lato hardware troviamo soluzioni ormai tipiche nella fascia di mercato intermedia da parte del produttore cinese: il processore è il buon Kirin 710F octa-core da 2,2GHz per i quattro Cortex-A74 e da 1,7GHz per i quattro A53, e viene supportato da un comparto memorie di 4 GB di RAM e 64 GB in un'unica versione. È prevista la possibilità di espansione con microSD da un massimo di 1 TB e il tutto viene alimentato da una batteria da ben 4.000 mAh. Caratteristica abbastanza gradita in questa fascia di prezzo - e non sempre scontata - è la presenza di un connettore USB Type-C reversibile per la ricarica, con l'adattatore in dotazione da soli 10W. Non è supportata, quindi, la cosiddetta ricarica rapida.

Per quanto riguarda le fotocamere posteriori abbiamo un doppio modulo non troppo ricercato in termini tecnologici: 16 MP è il sensore adottato per la fotocamera principale, abbinato a un obiettivo f/1.8 e con supporto all'auto-focus con rilevamento di fase, mentre la fotocamera secondaria è da 2 MP con obiettivo f/2.4 e serve solamente a raccogliere i dati sulla profondità dei "pixel". Sulla parte frontale abbiamo un sistema motorizzato che fa emergere dal frame metallico (e con un po' di calma) un inserto superiore in cui è contenuta la fotocamera anteriore: quest'ultima sfrutta un sensore anch'esso da 16 MP, ma l'obiettivo ha un'apertura f/2.0. Entrambe le fotocamere, sia quella posteriore sia quella frontale, possono registrare video in Full HD a un frame rate massimo di 30 fps.

Android è installato nella versione 9.0 Pie al primo avvio, ovviamente con personalizzazione EMUI 9. Non abbiamo dimenticato il display, chiaramente, fiore all'occhiello dello smartphone non tanto in termini qualitativi quanto per il design completamente privo di fori o notch, e con un piccolo frame presente e non invadente lungo la parte inferiore. Abbiamo in questo caso un IPS LTPS con diagonale di 6,59" e risoluzione di 2340x1080 pixel (quindi derivata dalla Full HD e con rapporto di 19.5:9). P Smart Z può essere definito un "padellone": le dimensioni non sono di certo compatte e il peso di 197 grammi è abbastanza al limite anche se parzialmente giustificabile dalla presenza del sistema motorizzato della fotocamera frontale pop-up.

Indice dell'articolo

Differenze fra Huawei P Smart+ 2019 e Huawei P Smart 2019

Huawei P Smart Z
OS (al lancio)
Android 9 Pie con EMUI 9
Processore
HiSilicon Kirin 710F a 12-nm
4 x Cortex-A73 @ 2,2 GHz
4 x Cortex-A53 @ 1,7 GHz
Memorie
4 GB di RAM
64 GB
Espansione via microSD
Display
6,59" IPS
2340x1080 px
Fotocamere

Retro (Tripla):
Normale: 16MP f/1.8 PDAF
Depth: 2 MP f/2.4

Flash LED
Video Full HD @ 30 fps

Fronte:
16 MP f/2.0

Extra

4G LTE Cat. 12 (600 Mbps)
Wi-Fi ac 2.4-5GHz
Bluetooth 5.0
NFC
Dual SIM (Nano)
Sensore d'impronte posteriore

Porte
USB Type-C
Porta audio 3.5mm
Batteria
4.000 mAh
Ricarica 10W
Dimensioni
163,5 x 77,3 x 8,8 mm
Peso
197 grammi

Huawei P Smart Z, prezzi e dotazione

Huawei P Smart Z si posiziona immediatamente più in alto rispetto ai due Huawei P Smart 2019, la cui variante Plus con tre fotocamere viene proposta a 259€. Per quanto riguarda la variante "Z" con display full-screen senza notch abbiamo un prezzo di listino di 279€, con l'offerta attuale che comprende una microSD in regalo dal taglio di 16 GB. Tre i colori disponibili: nero, blu e verde, che vengono chiamati scenograficamente Midnight Black, Sapphire Blue, Emerald Green.

La dotazione è abbastanza tipica per dispositivi di questa fascia di mercato: oltre allo smartphone nella scatola troviamo un adattatore per la ricarica da 10 Whr (2A / 5V), un cavo USB Type-A/Type-C, un paio di cuffie auricolari di qualità abbastanza scarsa e una clip per l'estrazione del vano SIM (ne sono supportate due, con secondo slot condiviso con la microSD). Abbiamo anche una custodia morbida in silicone nella dotazione originale, che non nasconde l'estetica del dispositivo ma che non può che aumentare il suo peso.

Software ed esperienza d'uso

L'esperienza d'uso del modello Z della famiglia P Smart è praticamente identica a quella degli altri due modelli della famiglia del 2019, con qualche piccolo pro (e contro) dovuto al display di dimensioni superiori e all'assenza della notch. Per il resto in termini di hardware e software non ci sono grandi differenze. Il design qui prevede una sorta di linea di demarcazione nella parte posteriore. Le due parti riflettono la luce in maniera diversa e in alcune circostanze sarà più chiara la parte superiore, in altre quella inferiore.


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Materiali e precisione nella costruzione sono a livelli abbastanza elevata, come ci ha ormai abituato Huawei negli ultimi anni, anche se certamente non si arriva ai livelli dei top di gamma dell'azienda o della concorrenza. Nonostante l'uso del vetro per la parte posteriore, inoltre P Smart Z non è uno smartphone che tende a scivolare in maniera imprevedibile anche se nutriamo qualche dubbio sulla resistenza ai graffi della finitura utilizzata. La cover in dotazione c'è, quindi meglio premunirsi (a patto di accettare un peso superiore ai 200 grammi in tasca e durante l'uso). Come abbiamo già scritto lo slot per la seconda SIM è condiviso con la scheda di memoria.

Lato software abbiamo Android 9 Pie con la EMUI 9, personalizzazione grafica che o la si ama o la si odia. Una pletora le funzionalità presenti, mentre sul piano grafico non ci sono differenze evidenti rispetto ai top di gamma della compagnia. Su P Smart Z le prestazioni sono però molto più altalenanti: lo smartphone è fluido quando il carico computazionale non è elevatissimo, ma tende a rallentare un po' quando si effettuano operazioni più onerose. Sono presenti diverse personalizzazioni e ottimizzazioni riguardo efficienza energetica e altre funzionalità essenziali del terminale.

Analisi tecnica

Huawei P Smart Z fa uso della piattaforma Kirin 710F, un ottimo processore di fascia media soprattutto per quanto riguarda l'efficienza energetica. È lo stesso processore che trovavamo l'anno scorso con P Smart Plus e che all'epoca ci aveva entusiasmato: grazie all'uso del processo produttivo a 12-nm ha consentito di aumentare considerevolmente le prestazioni rispetto al Kirin 659 senza aumentare i consumi. Il SoC utilizza otto core: quattro sono Cortex-A73 dalla frequenza massima di 2.2 GHz, e i restanti quattro sono dei Cortex-A53 a 1.7 GHz. Il primo cluster viene utilizzato per le attività più pesanti, il secondo invece per il massimo risparmio energetico. Come abbiamo già descritto

Come su P30 Lite su P Smart Z il Kirin 710 viene abbinato a 4 GB di RAM, un quantitativo che possiamo soddisfacente per le richieste della versione Pie di Android. È chiaro che si tratta di un hardware di fascia media: ottimale per le esigenze di tutti i giorni, ma che può stare un po' stretto per chi si potrebbe definire un power-user.

Benchmark

Di seguito riportiamo i benchmark che abbiamo eseguito con il terminale.

Display

Huawei P Smart Z utilizza un LCD IPS realizzato con tecnologia LTPS, dotato di diagonale da 6,59", quindi decisamente ampio, e con supporto alla risoluzione nativa 2340x1080 pixel. Non ci sono notch o fori, per un'eseprienza full-screen che non possiamo che definire coinvolgente e senza interruzioni. La densità di pixel è di 391 PPI, il rapporto prospettico di 19.5:9. La qualità del pannello è abbastanza buona, anche se naturalmente non può essere confrontata con quella dei pannelli dei top di gamma. Abbiamo comunque una luminosità massima di 434 cd/m² con un rapporto di contrasto di 850:1. Con valori di questo tipo la leggibilità degli elementi riprodotti sullo schermo non è mai compromessa: sotto la luce del sole foto e video appaiono naturalmente meno contrastati, ma non si è mai impossibilitati ad usare lo smartphone.

Come avviene su altri dispositivi che fanno uso della EMUI Huawei P Smart Z viene venduto con due impostazioni predefinite: Intensa, con una gamma cromatica molto ampia; e Normale, che invece segue le direttive dello standard sRGB. La prima - Intensa - viene fornita con una calibrazione di fabbrica decisamente migliorabile: il punto di bianco ha una dominante blu marcata, mentre il rosso è leggermente sotto tono. Il triangolo di gamut, inoltre, non riesce a coprire il triangolo di riferimento DCI-P3, anche se è comunque sufficientemente ampio per offrire una riproduzione dei colori sufficientemente satura per risultare gradevole alla vista.


P Smart Z - Modalità Intensa


P Smart Z - Modalità Normale

È invece decisamente più precisa la calibrazione della modalità Normale, che invece fa riferimento al meno ampio, in termini di saturazione, standard sRGB. Quest'ultimo è coperto nella sua interezza (anzi è un po' più esteso) e la precisione dei colori è ottimale anche per un uso che va un po' oltre quello consumer. Il punto di bianco è inoltre abbastanza corretto. In entrambe le modalità il gamma è impostato a 2.1, quindi in soldoni la riproduzione delle zone d'ombra sarà un po' meno marcata rispetto al riferimento, con le immagini che in effetti, soprattutto rispetto a un OLED, sembrano un po' più spente.


P Smart Z - Modalità Intensa


P Smart Z - Modalità Normale

Autonomia

Per il nuovo modello della famiglia P Smart Huawei ha scelto una batteria da 4.000 mAh con supporto alla ricarica rapida, ma solo da 10W. Huawei P Smart Z non è compatibile con la ricarica wireless.

Huawei P Smart Z

  • Batteria: 4.000 mAh
  • Ricarica: 10W


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L'autonomia di Huawei P Smart Z è standard, nonostante l'uso di una grande batteria. Il display è di dimensioni importanti e probabilmente non è neanche efficiente come i modelli integrati sui top di gamma. Con il nostro test, effettuato con una luminosità di 200 cd/m² ed eseguendo uno script automatizzato che simula la navigazione sul web, abbiamo totalizzato circa. È uno smartphone che permette di coprire senza problemi anche una giornata e mezza, anche se conviene caricarlo ogni sera prima di andare a dormire.

Fotocamera

Per quanto riguarda la fotocamera Huawei P Smart Z fa uso di un doppio modulo al posteriore: il sensore principale è da 16 MP, è abbinato ad un modulo di profondità da 2 MP con apertura f/2.4 e supporta la messa a fuoco a rilevamento di fase (PDAF). Può registrare in Full HD a 30 fps. La fotocamera frontale è invece da 16 MP con obiettivo f/2.0 e supporto alla risoluzione Full HD a 30 fps per i video. Si caratterizza, come abbiamo già scritto, perché è totalmente nascosta alla vista quando non serve. Quando serve, invece, si attiva un motore meccanico per far uscire dalla scocca il piccolo inserto in cui è presente. Un sistema che ci sembra robusto e pronto alla prova del tempo, ma che avremmo preferito essere un po' più veloce e reattivo quando richiamato dall'interfaccia software.


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Huawei P Smart Z, caratteristiche della fotocamera

  • Standard
    • Sensore da 16 MP
    • Obiettivo grandangolare con apertura f/1.8
    • Messa a fuoco PDAF
  • Depth
    • Sensore da 2 MP
    • Obiettivo con apertura f/2.4
  • Video Full HD @ 30 fps

Fotocamera anteriore

  • Standard (Pop-up motorizzata)
    • Sensore da 16 MP
    • Obiettivo con apertura f/2.0

Esempi di scatto Huawei P Smart Z

Clicca sulle anteprime per vedere le foto originali

La qualità delle foto è soddisfacente in quasi tutti i frangenti, soprattutto quando c'è tanta luce o attivando il flash. Il bilanciamento dei colori sembra corretto e la capacità di catturare i dettagli fini è abbastanza buona soprattutto in considerazione del prezzo di mercato. In condizioni di scarsa luce o intermedie il sensore mostra qualche piccola incertezza, con la nostra foto del magazzino in cui risulta evidente la mancanza di dettaglio nelle scritte. Le foto rimangono comunque ben bilanciate sul piano cromatico e con una gamma dinamica soddisfacente. Molto buoni, invece, i selfie, per niente impastati (come ad esempio avviene su altre fotocamere) e con un ottimo livello di dettaglio anche in spazi chiusi.

Considerazioni

Huawei P Smart Z non è uno smartphone che innova in maniera esagerata nella sua fascia di mercato, soprattutto se si esclude l'assenza di notch. Va acquistato soprattutto per quello: è uno dei pochi modelli economici che include un display all-screen, tutto a vantaggio della parte estetica che, sebbene non paragonabile direttamente a quella di un top di gamma, fa la sua figura. Merito anche dei colori sgargianti e delle finiture realizzate in maniera certosina come ormai Huawei ci ha abituato nelle ultime generazioni. Lato hardware nessuna sorpresa: siamo ai livelli dei due P Smart 2019 e di P30 Lite, ad eccezione del display più ampio che naturalmente da una parte offre un'esperienza superiore di visualizzazione, dall'altra parte contribuisce alle dimensioni importanti del device.

Con un peso di 196 grammi, infatti, P Smart Z è ascrivibile nella categoria dei "padelloni" ed è pensato per la gente che predilige questa tipologia di prodotto. Al prezzo a cui è offerto può rappresentare una buona soluzione, dimenticandosi al solito della presenza di Huawei (e di Redmi Note 7), soprattutto per chi non ha mai molto digerito la notch. Ad aiutare nella scelta è il modulo NFC, la batteria da 4.000 mAh, che garantisce una buona autonomia e un ottimo tempo di idle, e la fotocamera posteriore che offre una qualità più che soddisfacente, anche se non ha né zoom, né ultra-grandangolo.

Quello di P Smart Z è però un acquisto da mettere in stand-by in questo momento, soprattutto considerando quello che sta passando Huawei all'interno della "trade war" fra Cina e USA. Al momento in cui scriviamo questo pezzo sono passati pochi giorni dalla decisione dell'amministrazione Trump, e non sono ancora chiari quelli che saranno gli sviluppi dell'intera vicenda. In ogni caso è meglio attendere, sperando che il produttore cinese riesca a trovare un accordo per affinare le restrizioni e favorire le reali esigenze degli utenti finali. Sulla carta, però, acquistando oggi Huawei P Smart Z si dovrebbero ricevere gli aggiornamenti fino alla fine del ciclo di vita del prodotto.

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4 Commenti
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megthebest28 Maggio 2019, 09:11 #1
Un prodotto nato per tappare tutti i buchi (anche nel senso dei vari notch, gotch o hole) ma che alla fine è il solito Kirin 710 medio gamma come tutti gli altri.
Ne saranno felicissimi gli avventori del bancone, sai come gli luccicheranno gli occhi a vedere così tanto Huawei davanti ai loro occhi tanto da avere l'imbarazzo della scelta.
chaosblade28 Maggio 2019, 10:13 #2
Il notch l’ho purtroppo, inizialmente pensavo fosse un angolo in più dello schermo ma quando ho iniziato a vedere video tagliati dal notch è diventato insopportabile. Basterebbe che il sistema operativo lo escludesse dal ridimensionamento orizzontale ma ciò non è stato ancora fatto e quindi il mio prossimo smartphone sarà come quello mostrato in questo articolo
nickmot28 Maggio 2019, 10:14 #3
Originariamente inviato da: megthebest
Un prodotto nato per tappare tutti i buchi (anche nel senso dei vari notch, gotch o hole) ma che alla fine è il solito Kirin 710 medio gamma come tutti gli altri.
Ne saranno felicissimi gli avventori del bancone, sai come gli luccicheranno gli occhi a vedere così tanto Huawei davanti ai loro occhi tanto da avere l'imbarazzo della scelta.


Per Samsung questa tattica ha funzionato benissimo!
E trovo che i prezzi Huawei siano un po' più giusti in base alla fascia di mercato.

Poi ok, valanghe di modelli con supporto scarso o assente fanno girare le scatole, ma non ci vedo nulla di male in un medio gamma a prezzo da mediogamma.
Ragerino28 Maggio 2019, 11:12 #4
Questo serve per tappare il buco sotto al P30 lite? Quest'ultimo ha un prezzo troppo alto secondo me, considerando che deve compatere con il A50, che si trova a quasi 100€ in meno.

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