Intel Business Summit: CPU Core vPro e Windows 10 al servizio dello smart working

Intel Business Summit: CPU Core vPro e Windows 10 al servizio dello smart working

Intel Business Summit, evento organizzato da Intel in collaborazione con Microsoft, ha premesso di fare il punto sulle più recenti novità presentate dalle due aziende e della rete di partner per soddisfare le esigenze di produttività e sicurezza dell'utenza aziendale.

di pubblicata il , alle 17:24 nel canale Sistemi
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Smart Working e workplace transformation sono stati due concetti ricorrenti nel corso dell'Intel Business Summit, evento dedicato all'utenza aziendale organizzato da Intel in collaborazione con Microsoft e tenutosi a Milano il 15 marzo scorso. I nuovi processori Core vPro di sesta generazione basati su architettura SkyLake, lanciati ufficialmente nel corso della presentazione, testimoniano l'attenzione dedicata dalla casa di Santa Clara nei confronti dell'esigenze delle aziende che puntano a migliorare la produttività con strumenti adatti allo svolgimento di attività lavorative in mobilità.

[HWUVIDEO="2026"]Intel Business Summit: CPU Core vPro[/HWUVIDEO]

Si presentano al pubblico offrendo un potenza, sicurezza e versatilità di utilizzo, obiettivi raggiunti lavorando a stretto contatto con Microsoft che, grazie al sistema operativo Windows 10 Pro e Windows 10 Enterprise, offre una piattaforma flessibile, in grado di assecondare qualsiasi tipologia di form factor, come dimostrano i dispositivi presenti nell'area dimostrativa realizzati dai principali partner di Intel e Microsoft, nomi comprendenti i principali player del mercato PC come Acer, Asus, Dell, Fujitsu, HP, Lenovo, Panasonic, Samsung e Toshiba, per arrivare ad aziende italiane come Next, SiComputer e Yashi.

Intel Core vPro di sesta generazione: binomio di potenza e sicurezza

Il primo vantaggio dei processori Intel Core vPro di sesta generazione si apprezza sotto il profilo delle performance e della durata della batteria. Rispetto ad un notebook di 5 anni fa, le prestazioni migliorano sino a 2.5 volte, la batteria dura il triplo ed i tempi di avvio sono quattro volte più ridotti. Un boost prestazionale che interessa anche il comparto PC Desktop con un aumento di prestazioni quantificato nell'ordine del 40% rispetto alla quarta generazione di CPU Intel. La nuova architettura SkyLake permette, inoltre, di tagliare traguardi importanti in ambito notebook con l'arrivo dei primi modelli mainstream quad-core e rendendo possibile, per la prima volta, l'integrazione di CPU Xeon. 

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Il secondo pilastro su cui poggiano i nuovi processori Intel tocca un argomento imprescindibile per l'utenza aziendale, ovvero quello della sicurezza. La trasformazione del modo di lavorare, sempre più proiettato verso la mobilità e lo svolgimento di attività lavorative lontano dalla tradizionale scrivania dell'ufficio fa emergere nuove priorità sotto il profilo della sicurezza. La classica password e le soluzioni software iniziano a mostrare i propri limiti e, per intensificare la protezione, Intel trasferisce a livello hardware gli strumenti per il controllo dell'identità di chi accede al sistema, potendo contare, al tempo stesso, sull'importante contributo offerto da Microsoft che, con Windows 10, introduce nativamente feature di sicurezza che supportano l'accesso mediante riconoscimento di parametri biometrici, si pensi a Windows Hello.

Intel Authenticate, nello specifico, offre il supporto hardware all'autenticazione multifattoriale, basata sull'inserimento di un PIN, sull'accoppiamento con un dispositivo Bluetooth o sulla scansione di dati biometrici che avviene molto più rapidamente rispetto al passato.

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Una soluzione che offre una protezione dei dati memorizzati nel sistema e che può lavorare in tandem con gli SSD Intel serie Pro che supportano le funzionalità crittografiche e la cancellazione in remoto dei dati. Intel Authenticate è compatibile naturalmente con Windows 10, ma anche con Windows 7 e Windows 8. 

Sale riunioni più smart con Intel Unite

Intel Business Summit ha rappresentato un importante punto di incontro per comprendere come, grazie alle nuove tecnologie, l'ambiente di lavoro può cambiare e sta cambiando. Esemplare è l'esempio offerto da Intel Unite, una soluzione che migliora la produttività aziendale mettendo a disposizione uno strumento collaborativo progettato per le sale riunioni, che integra Skype for Business ed offre la possibilità di condividere documenti e gestire contenuti audio video tra tutti i partecipanti al meeting, coinvolgendo, in tal modo, anche coloro che sono connessi in remoto e che possono interagire in tempo reale con gli altri membri del gruppo di lavoro. 

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Intel Unite permette di accedere ad uno spazio di lavoro condiviso mediante l'inserimento di un pin, supporta sino a quattro sessioni in contemporanea, offre il supporto multischermo e non si pone come una soluzione "chiusa": può interconnettere macchine basate sul sistema operativo Windows e Mac OS X, è espandibile e modulare grazie alla capacità di interfacciarsi con altre soluzioni di collaborazione e le infrastrutture aziendali preesistenti. In termini sostanziali, grazie ad Intel Unite è possibile lavorare in mobilità come se si ci trovasse fisicamente in azienda. 

Nell'ottica della trasformazione dell'ambiente di lavoro appaiono importanti anche gli strumenti per la visualizzazione dei contenuti sui monitor e display esterni e la connessioni a docking station (di tipo cablato e wireless). Intel continua ad offrire soluzioni diversificate con la tecnologia Intel Pro WiDi in grado di gestire la trasmissione dei contenuti presenti nel PC su un monitor esterno in modalità wireless e il collegamento a dock wireless resa possibile grazie ad Intel WiGig. Grazie all'arrivo dei nuovi processori Intel Core vPro di sesta generazione, inoltre, anche il collegamento cablato a docking station esterne è stato potenziato sfruttando la connettività Thunderbolt 3 Type-C che assicura un trasferimento dei dati più rapido: sino a 40Gbps. 

Intel Core di sesta generazione, Windows 10 e la rete dei partner

Intel e Microsoft non operano certamente in maniera isolata con lo scopo di promuovere lo smart working e la workplace transformation, ma si avvalgono dell'importante contributo dei principali brand del mercato PC che hanno scelto di supportare i processori Intel Core di sesta generazione e la nuova major release del sistema operativo desktop di Microsoft.

I dati forniti nell'ambito dell'evento tratteggiano i contorni di un ecosistema indubbiamente solido con più di 200 PC aziendali basati sul CPU Intel Core di sesta generazione, oltre 100 dotati di CPU Intel vPro. Significativo anche il dato del numero di Ultrabook equipaggiati con Intel Core di sesta generazione, più di 30 modelli, adatti a soddisfare le esigenze di un'utenza aziendale che guarda con sempre maggiore interesse le opportunità di crescita offerte da un lavoro svolto in mobilità 

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I dispositivi presenti all'Intel Business Summit dimostrano come, grazie alla stretta simbiosi tra i più recenti processori Intel Core e il sistema operativo Windows 10 sia possibile proporre alle aziende una gamma di modelli decisamente diversificata non solo per prezzo e dotazione hardware, ma anche per tipologia di prodotto. Se caratteristiche come la connettività 4G LTE integrata è quasi un minimo comun denominatore di tutti i prodotti votati alla mobilità e rivolti all'utenza aziendale presenti all'evento, il form factor spazia dal classico 2-in-1 stile Surface Pro 4, ai dispositivi convertibili, per arrivare gli ultrabook ultrasottili. 

La risposta delle aziende, studio IDC Italia

Le innovazioni e i passi avanti compiuti dalla tecnologia richiedono tempo per essere metabolizzati dall'ecosistema aziendale. Importante comprendere i trend del mercato per modellare l'offerta in base alle effettive esigenze della clientela. In occasione dell'Intel Business Summit, grazie all'interessante studio di IDC Italia, è stato possibile fare il punto sui trend del processo di trasformazione digitale, sui risvolti che essa produce in ambito aziendale e sull'accoglienza riservata ai processori Intel Core vPro e a Windows 10 dal mondo business. Si tratta di uno studio commissionato da Intel e Microsoft ad IDC Italia e condotto in due fasi -  la prima nel periodo settembre e ottobre 2015 e la seconda a febbraio 2016 - su un campione di 300 imprese che gestiscono un parco client (notebook e desktop) non inferiore alle 200 macchine.

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Il primo dato su cui riflettere riguarda gli effetti del processo di trasformazione digitale ed il conseguente riflesso sullo svolgimento dell'attività di impresa. Cloud, Big data & Analitycs, Social Business e Mobility sono i quattro elementi che formano la cosiddetta "terza piattaforma" sulla quale si innestano i cosiddetti Innovation accelerators, elementi con i quali le aziende sono chiamati a confrontarsi, consapevoli del fatto che ciascuno di essi avrà un effetto diretto sullo svoltimento dell'attività d'impresa offrendo possibilità per espanderla. Big Data & Analytics e Cloud, secondo lo studio di IDC, sono gli elementi che avranno il maggior impatto sul business, circostanza che fa comprendere perché, parallelamente, cresce la sensibilità e la preoccupazione dell'utenza aziendale nei confronti del tema della sicurezza informatica.

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L'ambiente di lavoro si virtualizza, le risorse aziendali risiedono nella "nuvola", i dipendenti accedono in mobilità ad esse, migliorando da un lato la produttività, ma esponendo l'azienda al rischio della sottrazione o dell'accesso non autorizzato a risorse di vitale importanza per l'attività di impresa. Strutturare una strategia per il mobility diventa, come si può comprendere, indispensabile per un'azienda al passo con i tempi. Un risultato che non si riduce alla fornitura di dispositivi per il lavoro in mobilità, ma che richiede l'adozione di strumenti in grado di gestire il fenomeno riducendo i rischi connessi. 

Partendo da questi presupposti si innestano i nuovi strumenti hardware e software proposti da Intel e Microsoft che individuano nelle aziende che hanno già adottato una strategia di mobilità i principali interlocutori. Un numero di imprese consistente, stando ai dati emersi dallo studio condotto da IDC (il 44% delle 300 imprese intervistate), destinato a crescere visto che il 34% delle aziende, pur non avendo una strategia già attiva la sta implementando. Interessante esaminare, in primo luogo, in che modo le aziende prevedono che la Universal Windows Platform di Windows 10 unitamente ai processori Intel Core vPro inciderà sulla strategia e sulla gestione del mobility : il 38% delle aziende ritiene che il connubio semplificherà la gestione del device, il 37% che produrrà effetti positivi sull'esperienza utente, mentre sempre il 37% ritiene che migliorerà la produttività e la collaborazione. 

Incoraggiante il dato relativo alla propensione delle aziende al passaggio a Windows 10, il 50% delle aziende intervistate si è espressa favorevolmente per l'adozione di Windows 10oltre il 38% ritiene poi indispensabile l'aggiornamento continuo e costante dell'infrastruttura IT per soddisfare l'esigenza della tutela dei dati sensibili. IDC stima che entro il 2017 un'azienda su tre utilizzerà sistemi di accesso al sistema basati sul riconoscimento di dati biometrici per autenticare dipendenti e clienti; Intel e Microsoft già ora offrono l'hardware ed il software necessario a perseguire tale scopo.

IDC

Altro dato meritevole di menzione emerso dallo studio riguarda la ma sempre maggiore conoscenza sviluppata negli ultimi dalle aziende in merito alle funzionalità di Windows 10 e della tecnologia utilizzata dai processori Intel Core vPro; conoscenza che incide direttamente sulla propensione ad anticipare l'aggiornamento del sistema operativo (70% delle aziende che non lo hanno ancora adottato) e il rinnovamento del parco macchine (20%). 

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4 Commenti
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rockroll17 Marzo 2016, 22:01 #1

Chi paga IDC per farle dire queste cose?

Quindi il patto d'acciaio Wintel si perpetuerebbe andando incontro ad un futuro che più roseo non si può? - Parola di IDC (Italia).

Da quando attività impegnative serie e progetti di portata aziendale strategica vengono portati avanti da gente che non siede ad una scrivania tradizionale concentrandosi a pensare e realizzare soluzioni col supporto di adeguati mezzi disponibili in immediato ed in loco, ma farfalleggia in giro tra alberghi e ristoranti di lusso adeguato al rango, viaggi aerei e auto di rappresentanza in noleggio, riunioni fuffa autocelbrative di presunte eccellenze aziendali, contatti "manutentivi" con clienti da tempo fidelizzati e/o con esponenti di aziende del giro, che poi sfociavano in epiche mangiate nei locali più in, ... e tanto per concludere pazze serate/nottate, pianificate con colleghi o meglio in proprio, come ve le potete ben immaginare... ???
Per qualche tempo ho fatto parte anche io di questo mondo di rappresentanza privo di veri contenuti, e so bene come vanno certe cose (passando da 75 ad 87 KG, poi fortunatamente ho cessato la consulenza): l'unica contropartita a questa bella vita era la richiesta dell'azienda di "connettersi" dall'albergo (oggi magari da device mobile) per pochi minuti per dare resoconto della fuffa giornaliera!
cdimauro17 Marzo 2016, 22:21 #2
Non esiste alcun patto d'acciaio: Intel è uno dei maggior contributori di Linux & open source.

Quanto alla "fuffa", nello specifico quale sarebbe?
rockroll17 Marzo 2016, 23:30 #3
Originariamente inviato da: cdimauro
Non esiste alcun patto d'acciaio: Intel è uno dei maggior contributori di Linux & open source.

Quanto alla "fuffa", nello specifico quale sarebbe?


Se per questo anche M$ pare stia aprendo le porte all'ex "nemico" open (avrà i suoi interessi a farlo?).

Il patto d'acciaio non lo dico io o solo io, lo dicono i numeri: e comunque questo articolo non ti sembra che lo confermi?

Quanto alla fuffa, potrebbe essere stato il mio un caso particolare che ho forse esagerato nel descrivere, in effetti in consulenze precedenti mi recavo presso clienti per risolvere problemi dei prodotti che comercializzavamo, e spesso lavoravo davvero, a parte casi in cui me la cavavo in poco tempo magari in seguito a semplici sviste del cliente, ma la bella vita di cui parlavo era comunque inclusa nel prezzo.
Quanto alla fuffa, scusa se il termine è un tantino esagerato, erano molti i casi in cui mi recavo all'estero, solo o con colleghi, per stages di parecchi giorni per esaminare prodotti che i fornitori ci proponevano e che noi avremmo commercializzato ed assistito: era la sagra dell'inutile, i nostri partners, personaggi provenienti dall'atro capo del mondo, autocelbravano i loro magnifici prodotti, che avrebbe potuto sintetizzarsi in un'oretta di presentazione ed in poche pagine di documenti Word. Ne seguivano serate da mille.ed.una.notte offerte dai fornitori stessi per ingraziarsi la diffusione del prodotto... - Oppure riunioni altrettanto celebrative aperte a potenziali clienti organizzate in megalberghi spesso esteri durante le quali veniva propinata la stessa "fuffa" che i fornitori ci avevano impartito; in questo caso eravamo noi ad offrire serate frizzanti ai clienti più papabili... - e potrei farti altri esempi, in primis le megariunioni annuali interne autocelebrative dei nostri magnifici progressi aziendali alle quali partecipavano tutti i 600 dipendenti di cui 200 provenienti da filiali estere, della durata di vari giorni ed ovviamente organizzate nelle più grande e ricettive strutture alberghiere italiche e non...
Mi chiederai, ma che azienda era mai per permettersi tutto questo? ti dirò che era tutto un enorme giro commerciale più che tecnico, e finchè clienti da tempo fidelizzati strapagavano prodotti che per me valevano meno di un decimo del prezzo proposto...

Figurati in questi casi quanto utile poteva essere "lavorare" in mobilità con strumenti favolosi come quelli propagandati in quest'articolo, magari con tanto di accesso al cloud di cui proprio nessuno ha mai sentito l'esigenza.

Perchè parlo di prodotti fuffa? perchè, su un'idea di base sostanzialmente valida, erano pompati fino all'inverosimile, e se fosse stato per me li avrei buttati nel cesso e sostituiti con qualcosa di fatto da me o meglio da noi che badasse al sodo e facesse veramente e semplicemente solo quel che doveva fare secondo l'idea di base.

A proposito, qunto righe di codice pensi che occorrano per creare l'equivalente di M$Word ottimizzato che vada bene nel 99% dei casi? Quelle che ci ha infilato dentro M$ o un pochino di meno?
cdimauro18 Marzo 2016, 05:54 #4
Originariamente inviato da: rockroll
Se per questo anche M$ pare stia aprendo le porte all'ex "nemico" open (avrà i suoi interessi a farlo?).

E' ovvio che sia così. Esattamente come tante altre aziende che contribuiscono a Linux.
Il patto d'acciaio non lo dico io o solo io, lo dicono i numeri: e comunque questo articolo non ti sembra che lo confermi?

Ancora una volta no. E' normale che se vuoi realizzare un progetto come quello in questione hai bisogno di lavorare "a stretto contatto con Microsoft": Windows è un prodotto di quest'ultima.

Idem quando c'è da lavorare per MacOS X: lavora a stretto contatto con Apple.

Mentre per Linux è lei che si dà da fare direttamente.
[...]
Perchè parlo di prodotti fuffa? perchè, su un'idea di base sostanzialmente valida, erano pompati fino all'inverosimile, e se fosse stato per me li avrei buttati nel cesso e sostituiti con qualcosa di fatto da me o meglio da noi che badasse al sodo e facesse veramente e semplicemente solo quel che doveva fare secondo l'idea di base.

OK, ma nello specifico dove starebbe la fuffa?
A proposito, qunto righe di codice pensi che occorrano per creare l'equivalente di M$Word ottimizzato che vada bene nel 99% dei casi? Quelle che ci ha infilato dentro M$ o un pochino di meno?

Non ho accesso ai sorgenti di Office, per cui è una risposta che non posso dare.

Ma posso dire che mantenere codice inutile, specialmente in progetti di questa dimensione, è un costo non indifferente per un'azienda.

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