SpaceX ha lanciato la missione Transporter-14 con a bordo anche i satelliti italiani IRIDE
Poco più di un giorno fa SpaceX ha lanciato con successo la missione in rideshare Transporter-14 con a bordo 70 carichi utili (compresa una capsula). Erano presenti anche sette satelliti italiani della costellazione IRIDE.
di Mattia Speroni pubblicata il 25 Giugno 2025, alle 22:25 nel canale Scienza e tecnologiaSpaceXASIESA
Alle 23:25 del 23 maggio (ora italiana) è stata lanciata una nuova missione in rideshare, si tratta di Transporter-14 di SpaceX. Questi lanci spaziali consentono di portare in orbita diversi satelliti appartenenti a differenti società, agenzie spaziali o università e centri di ricerca abbattendo i costi complessivi (e ovviamente facendo guadagnare chi fornisce il vettore). La precedente missione era stata lanciata a metà marzo e aveva a bordo anche satelliti italiani.

Anche nel caso di Transporter-14 erano presenti diversi satelliti e alcuni di essi erano italiani. Il lancio è avvenuto dallo Space Launch Complex 4E (SLC-4E) della Vandenberg Space Force Base in California. Come riportato da SpaceX, il primo stadio B1071 era già stato impiegato in passato per altri 25 voli (e con questo ha raggiunto i 26) per le missioni NROL-87, NROL-85, SARah-1, SWOT, Transporter-8, Transporter-9, NROL-146, Bandwagon-2, NROL-153, NROL-192 e 15 missioni Starlink. Il primo stadio è atterrato correttamente sulla droneship Of Course I Still Love You (OCISLY).
Watch Falcon 9 launch the Transporter-14 mission to orbit https://t.co/pl4oAZQaEI
— SpaceX (@SpaceX) June 21, 2025
Rispetto ad altre missioni in rideshare dove si sono superati i 100 satelliti presenti contemporaneamente, in questo caso erano presenti 70 carichi utili come Cubesat, Microsat, capsule di rientro e veicoli a trasferimento orbitale (OTV).
Tra i carichi utili più interessanti era presente una capsula chiamata Mission Possible realizzata dalla società europea The Exploration Company (TEC). Purtroppo la missione non è terminata come previsto e, stando alle informazioni rilasciate dalla compagnia, la capsula è riuscita a separarsi dal secondo stadio, rientrare e ristabilire la comunicazione ma successivamente è andata persa (e persi sono anche i carichi utili presenti a bordo). Le motivazioni sono ancora in fase di accertamento.

Per l'Italia erano presenti sette satelliti della costellazione istituzionale chiamata IRIDE. Questo programma è stato voluto dal Governo italiano con coordinamento da parte dell'ESA e il supporto di ASI mentre Argotec ha realizzato i satelliti. A differenza di altre costellazioni satellitari, questa avrà satelliti con strutture e capacità diverse con lo scopo di osservare eventi naturali, gli effetti dei cambiamenti climatici e la mappatura di infrastrutture critiche per la sicurezza. I sette satelliti IRIDE chiamati HEO (Hawk for Earth Observation) si sono uniti a Pathfinder, che invece era stato lanciato a gennaio a bordo di Transporter-12.
Teodoro Valente (presidente dell'ASI) ha dichiarato che "comincia a prendere forma in orbita la costellazione IRIDE. È un traguardo rilevante, di cui siamo molto fieri, per l’importanza strategica che il progetto ha su diversi fronti. In primo luogo, per lo stato di salute del nostro pianeta: le attività legate alla costellazione potranno contare su nuovi e potenti “occhi” dallo spazio, che ci aiuteranno a proteggere, studiare i cambiamenti climatici e difendere il delicato equilibrio del nostro ecosistema. È un risultato importante anche perché testimonia il livello di competenza e consolidamento raggiunto dalla nostra filiera, che ha saputo realizzare in tempi record un programma sfidante e complesso. Lo sforzo congiunto tra l'Agenzia Spaziale Italiana e l'Agenzia Spaziale Europea ha permesso di mettere a frutto e saper guidare gli investimenti del Governo italiano provenienti dai fondi del PNRR. Un ringraziamento va a tutti coloro, dall’industria e dalle Agenzie, che stanno offrendo il loro considerevole contributo per il raggiungimento dell’obiettivo finale. A questo lancio seguiranno a breve altri, che permetteranno di comporre, nelle tempistiche sfidanti previste dal PNRR, l’articolata costellazione di osservazione della Terra".

David Avino (CEO e fondatore di Argotec) ha dichiarato "è una grande soddisfazione assistere a distanza di pochi mesi a un nuovo lancio. Le incognite sono sempre molte, soprattutto se ci sono così tante variabili: produzione, timing, trasporto, test, lancio, tutto moltiplicato per sette, come i satelliti che sono partiti oggi. È un impegno che coinvolge la nostra squadra per offrire al nostro Paese strumenti di ultima generazione per monitorare il nostro Pianeta. Un traguardo reso possibile dal know-how e dal modello di produzione all-in-house dello SpacePark, elementi chiave dell’eccellenza e innovazione italiana che ci caratterizzano. Se anche un passo conta, oggi noi ne abbiamo fatti sette. Entro il 2026, Argotec è pronta a realizzarne fino a 25, tutti dotati di sensori ottici multispettrali in grado di acquisire immagini in diverse lunghezze d’onda, sia nel visibile e nel vicino infrarosso".










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