SpaceX ha lanciato la missione rideshare Transporter-8 con 72 satelliti
SpaceX Transporter-8 è l'ultima missione lanciata dalla società di Elon Musk che ha messo in orbita contemporaneamente 72 satelliti di diverse società. Si è anche trattato del 200° recupero di un primo stadio di un Falcon 9.
di Mattia Speroni pubblicata il 13 Giugno 2023, alle 16:24 nel canale Scienza e tecnologiaSpaceX
Dal debutto del lanciatore medio Falcon 9 (e nella versione pesante Falcon Heavy) l'industria aerospaziale ha visto un cambiamento epocale grazie alla possibilità di recupero del primo stadio aumentando la cadenza di lancio ben oltre le aspettative della concorrenza. SpaceX ha avuto così la possibilità di accaparrarsi molti contratti sia da parte di agenzie che di società private mettendo in crisi altre realtà grazie ai prezzi competitivi.
Un esempio sono le missioni rideshare dove con un unico vettore possono essere messi in orbita diversi satelliti di diverse società che possono così contare su prezzi per raggiungere l'orbita ridotti non dovendo prevedere una missione sviluppata ad hoc. In queste ore è stata lanciata la missione Transporter-8 che, come intuibile dal nome, è l'ottava di questa serie permettendo di mettere in orbita 72 satelliti di diverse dimensioni. Proprio questo genere di missioni sono quelle che possono mettere più in difficoltà la concorrenza formata da startup o società che utilizzano lanciatori leggeri, adatti al lancio di piccoli satelliti come Cubesat o nanosat.
Rocket reusability enables increased reliability and launch cadence pic.twitter.com/ijzlhfeXWo
— SpaceX (@SpaceX) June 12, 2023
SpaceX Transporter-8: la missione ha messo in orbita 72 satelliti
Nonostante i 72 satelliti, non si tratta comunque della missione con il maggior numero di satelliti lanciati con un singolo lancio. Questo record va a Transporter-1 che ha permesso di mettere in orbita con un singolo lancio ben 143 satelliti. La partenza del Falcon 9 (codice B1071-9, che indica il nono lancio) è avvenuta alle 23:35 di ieri, ora italiana, dal pad Space Launch Complex 4E della Vandenberg Space Force Base in California. In precedenza questo stesso primo stadio era stato impiegato per le missioni NROL-87, NROL-85, SARah-1, SWOT e quattro missioni Starlink.

Come in altri casi il primo stadio è rientrato alcuni minuti dopo atterrando sulla piazzola Landing Zone 4 (non è stata dunque utilizzata la droneship). Questo lancio ha rappresentato un momento particolare per SpaceX. Si è trattato infatti del 200° recupero del primo stadio con una sequenza di 126 recuperi ininterrotta. Si tratta anche della 40° missione del 2023, con la società che punta ad arrivare a 100.

Il secondo stadio, non recuperabile, ha iniziato a rilasciare i satelliti in un'orbita eliosincrona (SSO) a 525 km di quota circa un'ora dopo il lancio. Ancora una volta il razzo spaziale Falcon 9 si è dimostrato un vero e proprio prodigio della tecnica e della tecnologia. A bordo erano presenti produttori come Spire (con tre Cubesat pensati per il monitoraggio meteo), Iceye (quattro satelliti per rilevazioni radar), Satellogic (quattro satelliti per immagini iperspettrali), Varda Space e altri ancora con satelliti dedicati anche all'IoT. I satelliti erano agganciati a sistemi di ancoraggio che permettono il rilascio di più unità singolarmente permettendo di gestire al meglio l'orbita in base alle esigenze del cliente.











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