Il detrito spaziale ritrovato in Kenya potrebbe essere del lancio Ariane 5 V184, le indagini proseguono
Negli scorsi giorni avevamo riportato di un detrito spaziale ritrovato in Kenya la cui origine è ancora sconosciuta. Una delle ipotesi più plausibili (ma non certa) è che si tratti di un oggetto del lancio Ariane 5 V184 avvenuto nel 2008.
di Mattia Speroni pubblicata il 06 Gennaio 2025, alle 18:35 nel canale Scienza e tecnologiaArianeGroupArianespace
Negli scorsi giorni avevamo riportato come un detrito spaziale fosse stato ritrovato in Kenya e che l'agenzia spaziale keniota KSA stesse conducendo delle indagini per risalire alla sua provenienza. Fortunatamente non sono state riportate vittime, feriti o danni ma si tratta sempre di una situazione potenzialmente pericolosa e che merita di essere chiarita. Attualmente non c'è ancora una risposta certa, ma le ipotesi più probabili sembrerebbero due.

La prima è che l'anello metallico di 2,5 metri di diametro e del peso di circa mezza tonnellata possa non essere effettivamente un detrito spaziale ma un componente di qualche macchinario industriale che sarebbe stato ritrovato in maniera fortuita dopo l'abbandono. Se invece si trattasse effettivamente di un detrito spaziale, la sua origine potrebbe essere legata a un lancio europeo avvenuto alcuni anni fa.
A riportare le sue conclusioni in un articolo è l'astronomo Jonathan McDowell, una fonte di assoluto rigore quando si tratta di lanci spaziali, navicelle e operazioni che avvengono nello Spazio. Quando la notizia fu diffusa inizialmente, sembrava non poterci essere un possibile lancio collegabile al detrito spaziale ritrovato in Kenya ma, successivamente, almeno un candidato sembra essere possibile, per quanto non certo.
L'astronomo ha rivisto le informazioni rilasciate dalla Space Force statunitense (USSF) indicando come "possibile" che il detrito spaziale sia legato al lancio europeo Ariane 5 V184 avvenuto dallo spazioporto europeo nella Guyana francese il 7 luglio 2008. A bordo erano presenti il satellite per le comunicazioni ProtoStar I e il satellite per le comunicazioni Badr-6.

L'anello metallico potrebbe essere relativo all'adattatore del carico utile chiamato Sylda 5. Quest'ultimo ha una forma cilindrica con un diametro che varia da 1 metro fino a circa 2,6 metri. Il rientro di questo oggetto sarebbe stato indicato dalla Space Force il 30 dicembre 2024 tra le 21:38 e le 23:38 (ora italiana) e quindi successivo a quanto riferito dall'agenzia spaziale keniota.
Bisogna però considerare che l'USSF indica le informazioni con un certo margine di incertezza e che orbite altamente ellittiche rendono ulteriormente difficoltose le analisi. Come sottolineato da McDowell, Sylda 5 sarebbe stato in un'orbita a bassa inclinazione (circa 2°) risultando in un tracciamento più complicato. Nel rapporto della KSA viene citata inoltre una massa di 500 kg, che potrebbe essere invece più ridotta stando alle immagini disponibili (mentre Sylda 5 ha una massa complessiva di 440 kg).
Altri detriti spaziali, come quelli legati al lancio di un razzo spaziale Atlas IIAS nel 2004, della missione ISRO SpaDeX o di alcuni satelliti Starlink non sarebbero collegabili a causa di dimensioni, orbite e strutture completamente diverse rispetto all'oggetto a forma di anello riportato dalle immagini scattate in Kenya. Attualmente solo la KSA, che ha sotto custodia il detrito spaziale (presunto) potrà rispondere con certezza sulla provenienza dell'anello metallico.










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2 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoQuanto alle fantomatiche esplosioni, posta la foto che hai fatto, di certo non era una cometa che dura pochi secondi (
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