Google Chrome: dal 15 febbraio pronta a bloccare i banner pubblicitari. Ecco le novità

Google Chrome: dal 15 febbraio pronta a bloccare i banner pubblicitari. Ecco le novità

L'azienda di Mountain View è pronta a bloccare con un proprio ad-blocker integrato in Chrome, tutti quei siti web che posizioneranno pubblicità invadenti con pop-up a schermo intero o video auto riprodotti. Vediamo cosa cambierà.

di Bruno Mucciarelli pubblicata il , alle 19:21 nel canale Programmi
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Nella maggior parte degli attuali browser web presenti nei PC degli utenti vi è senza alcun dubbio installata un'estensione ad-blocker capace di impedire a banner pubblicitari invadenti di prendere letteralmente il possesso del proprio browser. Chiaramente questi strumenti sono visti positivamente da chi li utilizza ma è anche chiaro che non possono che risultare deleteri per tutti coloro invece che lavorano con il web e sul web perché spesso è proprio con la pubblicità di questi banner che riescono a "sopravvivere".

In questo caso Google ha deciso di cambiare le carte in tavola e di realizzare addirittura un ad-blocker nativo sul proprio browser web Chrome in modo tale da non dover più combattere con questi banner fastidiosi che molto spesso sono portatori anche di aspetti malevoli per gli utenti meno informati. In questo caso, come già preannunciato, Google attiverà il suo ad-blocker su Chrome dal prossimo 15 febbraio e bloccherà automaticamente le inserzioni pubblicitarie più invadenti per riuscire ad ottenere una navigazione più pultia e anche più tranquilla e piacevole.

Come funzionerà l'Ad-Block di Google Chrome?

Direttamente sul portale ufficiale, Google, spiega come il web sia essenzialmente aperto a tutti verso l'informazione e come i vari browser web, Chrome compreso, permettano di accedere a tutti i contenuti anche quelli pubblicitari. A livello formale quello che accadrà non sarà altro che eliminare o penalizzare quei siti che riproducono audio in modo automatico una volta aperta la pagina web o anche coloro che inseriscono banner pop-up a sorpresa o infine anche le pagine che impongono un conto alla rovescia prima di poter visualizzare la pagina e non la pubblicità. Tutti i siti che avranno lo stato di "failing" nell'Ad Experience Report e che dunque non rispetteranno le linee guida realizzate proprio da Better Ads Standars, vedranno rimossi i loro banner per più di 30 giorni.


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Chiaramente il lavoro dell'Ad-Block di Chrome non è il medesimo di quello che viene eseguito da qualsiasi altra estensione finora utilizzata su Chrome. Sì, perché quello creato da Google agirà in modo preciso e puntiglioso andando ad eliminare solo i banner "fuori legge" mentre manterrà la pubblicità che non risulta invasiva e che dunque non reca danno alla visualizzazione della pagina durante la navigazione.

A livello tecnico, quando un utente di Chrome accede a una pagina, il filtro degli annunci di Chrome controlla innanzitutto se quella pagina appartiene a un sito che non soddisfa gli standard degli annunci non invasivi. In tal caso, le richieste di rete sulla pagina, come quelle per JavaScript o le immagini, vengono confrontate con un elenco di pattern URL correlati agli annunci noti. Se esiste una corrispondenza, Chrome bloccherà la richiesta, impedendo la visualizzazione dell'annuncio sulla pagina. Questo insieme di modelli si basa sulle regole pubbliche del filtro EasyList e include modelli che corrispondono a molti fornitori di annunci, tra cui le piattaforme pubblicitarie di Google, AdSense e DoubleClick.

Come apparirà Chrome con l'Ad-Block attivato?

Chrome bloccherà automaticamente gli annunci sui siti che non rispettano gli standard Better Ads, utilizzando l'approccio sopra descritto. Nel momento in cui almeno una richiesta di rete viene bloccata, Chrome mostrerà all'utente un messaggio dove viene indicato che il blocco degli annunci si è verificato nonché un'opzione per disabilitare questa impostazione tramite il tasto "consenti annunci su questo sito".


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Per gli utenti desktop, la notifica arriverà sulla barra degli indirizzi e sarà simile al blocco popup esistente già di Chrome. Gli utenti Android vedranno il messaggio in una piccola barra degli strumenti nella parte inferiore dello schermo e potranno toccare "dettagli" per visualizzare ulteriori informazioni e ignorare le impostazioni predefinite.

Quali sono stati i risultati sulle versione in Beta?

Secondo Google il risultato di questa azione è che gli utenti di Chrome non vedranno annunci su siti che violano sistematicamente gli standard Better Ads a tutto vantaggio della migliore fruizione del browser e del web. L'obiettivo di Google non è filtrare tutti gli annunci ma migliorare l'esperienza per tutti gli utenti web. A partire dal 12 febbraio, il 42% dei siti che non soddisfacevano gli standard Better Ads hanno risolto i loro problemi e ora stanno ottenendo la libera navigazione senza la riduzione dell'ad-block. Questo è il risultato che si auspicava proprio Google. Ossia che i siti adottassero misure per correggere le esperienze di annunci invasivi e portassero tutti gli utenti del web ad un livello di navigazione migliore. 

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27 Commenti
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MiKeLezZ14 Febbraio 2018, 19:36 #1
FARE CLICK SU AGGIUNGI ESTENSIONE PER CHIUDERE QUESTA PAGINA...
emiliano8414 Febbraio 2018, 20:03 #2
E i banner sui quali google guadagna invece?
sterock7714 Febbraio 2018, 21:09 #3
Immagino che bloccherà anche i banner e le pubblicità de G stesso paganti per la visibilità
Beh un bel sistema per impossessarsi della quasi totalità del mercato pubblicitario sul web, Decide lui cosa far passare o no.
Mi sa chè qui c'è un lieve conflitto di interessi ma ormai ha una sudditanza che andrà bene a tutti e tutti pagheranno per non sparire.
calabar14 Febbraio 2018, 23:05 #4
Mi chiedo come si regolerà con quei siti che cercano di individuare gli adblocker.
L'ipotesi più probabile che mi viene in mente e che anche questi comportamenti vengano considerati irregolari e sanzionati.

Se l'utente medio avesse problemi con quei siti il rischio è che l'utente sia portato a disabilitare l'adblocker (dato che il sistema di Chrome ne offre facilmente la possibilità, riducendo l'efficacia.

Originariamente inviato da: emiliano84
E i banner sui quali google guadagna invece?

Bloccherà anche quelli, se usati a sproposito (ossia non seguendo le loro regole) o se parte di un sito con pubblicità invasiva.
Del resto è un piccolo prezzo da pagare per ottenere il risultato che si prefiggono, ossia evitare quei comportamenti che hanno portato ad un blocco totale delle pubblicità.

Originariamente inviato da: sterock77
Beh un bel sistema per impossessarsi della quasi totalità del mercato pubblicitario sul web, Decide lui cosa far passare o no.

Questo è il vero pericolo, che secondo me rischia anche di finire sotto indagine: sono in posizione dominante nel mercato delle pubblicità e hanno il browser più usato. Probabilmente avrebbero fatto meglio a delegare la gestione ad un'associazione no profit slegata da loro.
Rubberick15 Febbraio 2018, 00:06 #5
Il mercato è stato rovinato da quando le società che fanno circuiti banner hanno iniziato a non pagare + i costi CPM ovvero per inserzione..

Su un giornale cartaceo non c'e' la garanzia del click, uno se vuole mettere una pubblicità paga e stop quindi non vedo perchè non pagare i siti internet che mostrano tot impressions.

La vergogna da parte di molte società è conteggiare ZERO questo, nemmeno uno zero virgola qualcosa.. questo scoraggia moltissimo qualsiasi blog, testata o sito..

Poi il costo a click che doveva diventare un bonus, un qualcosa in più insomma, è stato abbassato moltissimo e fatto diventare la prima fascia utile per un pagamento..

Poi c'e' stata l'invenzione dei funnels dove uno viene pagato se il cliente entra clicca e compra il determinato prodotto.. e al sito viene regalato qualcosina.. ma spiccioli proprio quando intanto l'altro ha fatto una vendita..

Poi le soglie sempre più alte per ottenere un pagamento tipo 50, 100 euro che però prima di farli ci metti i secoli con quelle metriche di pagamento..

Poi sono usciti gli adblock perchè gli unici banner vendibili erano quelli grossi e schifosotti..

E per finire il mercato è stato rovinato da chi ti teneva in antipatia e ti faceva fare bombing di click per far bloccare gli account alla gente, ti chiudono il nominativo e ciao, le grandi ditte ovviamente una volta messo su il ban non hanno interesse a controllare la veridicità delle situazioni ed eventualmente sbannarti..

Insomma.. praticamente mi viene difficile pensare a qualcuno che con la pubblicità su internet ci rientra delle spese a meno di non essere siti veramente grossissimi o quelle poche aziende che si spartiscono il mercato.

Ad oggi poi ditemi voi, credo che il problema maggiore di alcuni sottolineo non tutti ma solo alcuni circuiti di banner non controllatissimi è che ci finiscan dentro malware.. a quel punto non solo ti sorbisci la pubblicità ma ti trovi anche le macchine incasinate.. no grazie..
woddy6815 Febbraio 2018, 01:21 #6
Originariamente inviato da: Redazione di Hardware Upgrade
Link alla notizia: https://www.hwupgrade.it/news/progr...vita_74206.html

L'azienda di Mountain View è pronta a bloccare con un proprio ad-blocker integrato in Chrome, tutti quei siti web che posizioneranno pubblicità invadenti con pop-up a schermo intero o video auto riprodotti. Vediamo cosa cambierà.

Click sul link per visualizzare la notizia.

Non mi sembra però molto difficile da capire, non verranno bloccate le pubblicità, ma sono stati creati degli standard per evitare le pubblicità invadenti, chiunque rispetti questi standard, che sono tra l'altro di buon senso, non vedrà rimosso niente.
Se invece pensiamo che sia meglio il Far West che danneggia gli utenti e gli inserzionisti oltre che hai siti che vivono di pubblicità, allora continuiamo con i vari adblock e ci ritroveremo un web pieno di schifezze.
Da fastidio che questa cosa la faccia Google e non microsoft o apple ?, va bene si ponga un controllo su come google utilizza questo strumento e se lo fa per privilegiare i propri inserzionisti allora sono d'accordo con le critiche, ma diamo almeno il beneficio del dubbio e vediamo come funziona prima di fare sparate a vanvera.
Sembra sempre che chiunque tenti di migliorare le cose, che sia Microsoft, Apple, Linux o Google non va mai bene.
El Tazar15 Febbraio 2018, 06:01 #7
Originariamente inviato da: woddy68
Non mi sembra però molto difficile da capire, non verranno bloccate le pubblicità, ma sono stati creati degli standard per evitare le pubblicità invadenti, chiunque rispetti questi standard, che sono tra l'altro di buon senso, non vedrà rimosso niente.
Se invece pensiamo che sia meglio il Far West che danneggia gli utenti e gli inserzionisti oltre che hai siti che vivono di pubblicità, allora continuiamo con i vari adblock e ci ritroveremo un web pieno di schifezze.
Da fastidio che questa cosa la faccia Google e non microsoft o apple ?, va bene si ponga un controllo su come google utilizza questo strumento e se lo fa per privilegiare i propri inserzionisti allora sono d'accordo con le critiche, ma diamo almeno il beneficio del dubbio e vediamo come funziona prima di fare sparate a vanvera.
Sembra sempre che chiunque tenti di migliorare le cose, che sia Microsoft, Apple, Linux o Google non va mai bene.


Perchè ci si vede sempre un complotto dietro.
Sono d'accordo con te
s-y15 Febbraio 2018, 07:03 #8
una 'regolamentazione' in direzione di una minore invadenza è ovviamente benvenuta, anzi necessaria.
il fatto che a fare il primo passo sia il principale attore del mercato non è necessariamente indice di conflitto di interesse (anche se oggettivamente la possibilità non è assolutamente escludibile)
Vertex15 Febbraio 2018, 09:16 #9
Quindi chi decide comunque di tenere un ad block attivo ottiene un doppio sistema di sicurezza?
ripe15 Febbraio 2018, 09:38 #10
Io non ci vedo nessun complotto onestamente. Per Google un mercato di pubblicità regolamentata e non invasiva è meglio della situazione attuale in cui chi non ha un ad blocker è impossibilitato a navigare decentemente e chi invece l'ha abilitato rimuove ogni spot andando a danneggiare anche quei siti seri che vivono di pubblicità onesta e non fastidiosa. Guardate che Internet non è sinonimo di tutto gratis: i server hanno un costo, così come le licenze, la banda, i collaboratori e via dicendo... per cui ben venga l'iniziativa di Google se serve a riportare un po' di controllo in questo settore.

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