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Old 07-04-2006, 19:11   #1
jumpermax
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agenda giavazzi.

visto che è stato nominato in un altro thread ve lo ripropongo qua

Quote:
http://www.corriere.it/Primo_Piano/E...giavazzi.shtml


Come evitare i rischi di programmismo
Cinque impegni per i cento giorni
di
Francesco Giavazzi

Nella campagna elettorale del 2001 Silvio Berlusconi assunse molti impegni con gli elettori: meno tasse, strade, ponti, posti di lavoro e così via. Tutti li ricordiamo e prima di andare a votare ognuno di noi deciderà se e in che misura il suo governo ha mantenuto quelle promesse. Come hanno osservato sul Corriere Angelo Panebianco e Dario Di Vico, chiedere che chi mira a governare assuma qualche impegno preciso è importante per varie ragioni. I programmi elettorali pochi li leggono, e nessuno li ricorda: impegni puntuali rendono invece più facile agli elettori valutare coloro per i quali hanno votato. Ma legarsi le mani con qualche impegno preciso conviene anche a chi governerà perché lo rafforza nei confronti delle mille lobby che cercheranno di bloccare la sua azione.
Comincerò quindi ponendo cinque questioni specifiche: l'azione di un governo non potrà certo limitarsi a questi pochi punti, ma è un modo per cominciare.
1) Per migliorare la qualità delle nostre università, l'unico modo è metterle in concorrenza l'una con l'altra. Chi mette in cattedra delle «capre» solo perché amici del preside o del rettore deve sapere che rischia di restare senza studenti. Ma per arrivarci bisogna abolire il valore legale della laurea, come in Gran Bretagna, dove le università sono le migliori d'Europa. Il ministro Moratti si è sempre opposto. Chi ha il coraggio di impegnarsi a farlo?
2) Per introdurre un po' di concorrenza nelle professioni è necessario eliminare gli albi. Chi ha il coraggio di cominciare cancellando uno dei più inutili ma anche dei più difficili, l'albo dei giornalisti?
3) La concorrenza dipende dalle leggi, ma anche dalla qualità e dall'indipendenza delle persone nominate a presiedere le autorità, dall'Antitrust alla Banca d'Italia. Un anno fa l'Antitrust multò Telecom Italia per abuso di posizione dominante. Quella multa fu prontamente annullata dal Tribunale amministrativo del Lazio con una sentenza che entrò nel merito della sanzione anziché limitarsi a verificarne la correttezza formale come la legge vorrebbe. Trascorse qualche settimana e il presidente di quel Tribunale fu nominato a presiedere l'Autorità per le Comunicazioni. Romano Prodi ha illustrato un progetto coerente e condivisibile di riforma delle Autorità le quali, egli osserva correttamente, sono cadute preda dei grandi monopoli. Ma i tempi per realizzare quel progetto saranno lunghi. S'impegna intanto a iscrivere all'ordine del giorno del suo primo consiglio dei ministri un decreto di cinque righe che disponga la decadenza immediata dell'attuale Governatore della Banca d'Italia? A Berlusconi è ormai inutile chiederlo.
4) L'impegno a privatizzare è in tutti i programmi. Ma in questa legislatura, anziché privatizzare, si è ricostruita l'Iri, chiamando «privatizzazioni» il trasferimento delle azioni di Eni ed Enel dallo Stato alla Cassa Depositi e Prestiti, che è di proprietà dello Stato. Chi si impegna a disporre, nel primo consiglio dei ministri, lo scioglimento della Cassa, prevedendo che le azioni che essa possiede siano collocate in Borsa? Insisto sulle privatizzazioni perché chiunque vincerà le elezioni dovrà affrontare un'emergenza conti pubblici, sia per effetto dei più alti tassi di interesse, sia perché è probabile che già nel giugno prossimo la Commissione europea ci sanzioni per aver violato anche le regole del nuovo Patto di Stabilità.
Anni fa lo Stato regalò alla Puglia l'Acquedotto pugliese, il più grande d'Europa, chiedendo solo l'impegno a privatizzarlo. Né il governatore di centrodestra, Raffaele Fitto, né il suo successore di centrosinistra, Nichi Vendola, hanno venduto una sola azione, ma lo Stato, nonostante l'evidente violazione del contratto, fa finta di nulla. Chi si impegna a decurtare dai denari che lo Stato trasferisce alla Regione, non tutto insieme, basta un po' per anno, il valore dell'Acquedotto? 5) Per osservare un mercato del lavoro che funziona bene, dove i giovani trovano lavori veri, non il precariato, e c'è poca disoccupazione, non è necessario andare Oltreoceano e copiare l'«odioso liberismo americano». Basta studiare la Danimarca, il Paese che protegge chi perde il lavoro più di ogni altro al mondo, e ciononostante ha pochi disoccupati, dimostrazione che un mercato del lavoro efficiente non richiede necessariamente di essere brutali con chi non trova lavoro. La Danimarca c'è arrivata eliminando qualunque ostacolo ai licenziamenti, soprattutto togliendo di mezzo i giudici e il diritto di chi è licenziato ad appellarsi ad un tribunale. E così le imprese danesi, sapendo che sbagliare un'assunzione non è un dramma, assumono. Certo la Danimarca non è il paradiso: capita anche che qualche imprenditore cattivo licenzi un dipendente solo perché è iscritto al sindacato. Ma neppure questo è un dramma perché i sussidi di disoccupazione sono generosi e durano tre anni. Però si perdono immediatamente se l'Agenzia del lavoro trova un posto adeguato ed il disoccupato lo rifiuta. Chi si impegna ad adottare il modello danese?
26 novembre 2005
5 punti a costo zero... ad eccezione dell'ultimo. In un paese non dominato dalle lobby forse li farebbero...
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Old 07-04-2006, 19:29   #2
Masev
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Dove bisogna firmare per vedere realizzato questo programma?

Ma a meno di non farci prestare Saddam Hussein e la guardia repubblicana, altro che 100 giorni, nemmeno 100 anni basterebbero!
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Old 07-04-2006, 21:25   #3
telespalla
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Originariamente inviato da Masev
Dove bisogna firmare per vedere realizzato questo programma?

Ma a meno di non farci prestare Saddam Hussein e la guardia repubblicana, altro che 100 giorni, nemmeno 100 anni basterebbero!

purtroppo è cosi'.... troppo bello per essere vero
il programma di giavazzi...nell'unione ci saranno
i comunisti statalisti Ma in 5 anni
I LIBERALI DELLA CASA DELLA LIBERTA'
NON HANNO FATTO NULLA PER LIBERALIZZARE
LE LIBERTA' SONO DIMINUTE COME LE PRIVATIZZIONI
HANNO ATTUATO UNA POLITICA DEGNA DI PUTIN
O FIDEL CASTRO !
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Old 07-04-2006, 21:38   #4
telespalla
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OPPURE DELLO STATO DEL VATICANO
ALTRO ESEMPIO FULGIDO DI LIBERALISMO
ILLUMINATO AL PASSO CON TEMPI !
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Old 07-04-2006, 23:50   #5
A.L.M.
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Risposta ai 5 quesiti: nessuno.
Trovo i primi 4 punti molto sensati, il 5° così così. Questo perchè i costi di politiche di sostegno per disoccupati in Italia sarebbero molto, troppo alti (troppi abitanti). Comunque anche quella danese è flessibilità: già sul forum ho letto post di fuoco contro la + o - innocua legge Biagi, figuriamoci cosa accadrebbe se si cercasse di far passare la piena libertà di licenziare...
In ultimo, questa è l'Italia, e non la Danimarca, la nostra tendenza a barare ed il nostro basso senso civico rovinano sempre tutto.
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Old 08-04-2006, 01:43   #6
jumpermax
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Trovo i primi 4 punti molto sensati, il 5° così così. Questo perchè i costi di politiche di sostegno per disoccupati in Italia sarebbero molto, troppo alti (troppi abitanti). Comunque anche quella danese è flessibilità: già sul forum ho letto post di fuoco contro la + o - innocua legge Biagi, figuriamoci cosa accadrebbe se si cercasse di far passare la piena libertà di licenziare...
In ultimo, questa è l'Italia, e non la Danimarca, la nostra tendenza a barare ed il nostro basso senso civico rovinano sempre tutto.
su questo hai ragione. Però alla fine penso che al di la di tutto visto che i liberali sono sparsi trasversalmente su tutto lo schieramento su questi punti dovrebbero cercare di attrarre consensi. Nemmeno io sono troppo convinto sul quinto ma credo che tra tutti trovare un equo bilanciamento tra la libertà di un'azienda di potersi liberare di un dipendente e la tutela del medesimo. Qua il problema è che per ogni soluzione che si tenta si deve far fronte con la furberia degli italiani: oggi le aziende hanno i contratti a tempo determinato che non solo costano meno ma consentono di poter "rimediare agli errori".
Ergo se possono ti tengono precario a vita. Così il mondo del lavoro è spaccato tra chi il posto ce l'ha assicurato (con tanti furbi che poi si imboscano, tanto l'azienda se li deve tenere) e chi invece è costretto a galoppare se non vuol perdere il lavoro. Francamente non vedo soluzioni facili su questo punto, certo bisogna entrare nell'ottica che se si vuole armonizzare le due posizioni bisogna anche rivedere l'articolo 18.

PS: berlusconi stasera ha detto che da anni ha smesso di leggere Giavazzi. Ce ne siamo accorti. Non si stupisca se poi oggi i liberali guardano altrove... quando Giavazzi lo leggeva ci piaceva di più.
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Old 08-04-2006, 02:26   #7
Lorekon
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Risposta ai 5 quesiti: nessuno.
Trovo i primi 4 punti molto sensati, il 5° così così. Questo perchè i costi di politiche di sostegno per disoccupati in Italia sarebbero molto, troppo alti (troppi abitanti). Comunque anche quella danese è flessibilità: già sul forum ho letto post di fuoco contro la + o - innocua legge Biagi, figuriamoci cosa accadrebbe se si cercasse di far passare la piena libertà di licenziare...
In ultimo, questa è l'Italia, e non la Danimarca, la nostra tendenza a barare ed il nostro basso senso civico rovinano sempre tutto.
la "innocua" legge 30, detta legge Biagi, ha privato un'intera generazione di 25-35enni della possibilità di comprare, con le proprie forze, una abitazione, ma anche solo un'automobile, vista l'impossibilità di accedere al credito da parte di chi non ha un lavoro fisso.

Innocua si, forse per i 40-50enni e i pensionati, a loro che gli frega?
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"Le masse sono abbagliate più facilmente da una grande bugia che da una piccola". (Adolf Hitler)
"Se sei bello ti tirano le pietre, se sei brutto ti tirano le pietre. se sei al duomo ti tirano il duomo". (cit. un mio amico )
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Old 08-04-2006, 02:31   #8
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su questo hai ragione. Però alla fine penso che al di la di tutto visto che i liberali sono sparsi trasversalmente su tutto lo schieramento su questi punti dovrebbero cercare di attrarre consensi. Nemmeno io sono troppo convinto sul quinto ma credo che tra tutti trovare un equo bilanciamento tra la libertà di un'azienda di potersi liberare di un dipendente e la tutela del medesimo. Qua il problema è che per ogni soluzione che si tenta si deve far fronte con la furberia degli italiani: oggi le aziende hanno i contratti a tempo determinato che non solo costano meno ma consentono di poter "rimediare agli errori".
Ergo se possono ti tengono precario a vita. Così il mondo del lavoro è spaccato tra chi il posto ce l'ha assicurato (con tanti furbi che poi si imboscano, tanto l'azienda se li deve tenere) e chi invece è costretto a galoppare se non vuol perdere il lavoro. Francamente non vedo soluzioni facili su questo punto, certo bisogna entrare nell'ottica che se si vuole armonizzare le due posizioni bisogna anche rivedere l'articolo 18.

PS: berlusconi stasera ha detto che da anni ha smesso di leggere Giavazzi. Ce ne siamo accorti. Non si stupisca se poi oggi i liberali guardano altrove... quando Giavazzi lo leggeva ci piaceva di più.
l'articolo 18 riguarda il licenziamento senza giusta causa.
Non vedo perchè per armonizzare le due posizioni sia necessario giocare al ribasso, precarizzando tutti, invece che rendere meno agevole lo sfruttamento dei precari sul lungo periodo, p.es rendendo più oneroso (relativamente, cioè comunque meno di un dipendente fisso) il ricorso ai cosiddetti "contratti atipici".

Poi se ci sono i famosi "imboscati", se sono veramente tali, ciò rappresenta senza dubbio una giusta causa di licenziamento. Ma l'articolo 18 è una conquista fondamentale e una garanzia per tutti i lavoratori.
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Old 08-04-2006, 02:33   #9
Lorekon
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riguardo alle altre 4 proposte potrei anche condividerle benchè, essendo laureato, in piccola parte alcune mi danneggiano.
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Old 08-04-2006, 02:47   #10
jumpermax
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l'articolo 18 riguarda il licenziamento senza giusta causa.
Non vedo perchè per armonizzare le due posizioni sia necessario giocare al ribasso, precarizzando tutti, invece che rendere meno agevole lo sfruttamento dei precari sul lungo periodo, p.es rendendo più oneroso (relativamente, cioè comunque meno di un dipendente fisso) il ricorso ai cosiddetti "contratti atipici".

Poi se ci sono i famosi "imboscati", se sono veramente tali, ciò rappresenta senza dubbio una giusta causa di licenziamento. Ma l'articolo 18 è una conquista fondamentale e una garanzia per tutti i lavoratori.
Ah si? Vallo a dimostrare che un dipendente è un fancazzista se ti riesce. Intanto la carretta poi la devono tirare avanti quelli che invece sgobbano, e che magari lavorano pure sotto organico, perchè alla fine uno ci pensa 20 volte prima di mettersi in azienda qualcuno che poi si deve tenere a vita. Qua continuamo a ragionare per slogan. Conquista fondamentale? Il paese ne è pieno. E' pieno di gente che pensa ai propri privilegi e non è disposta a cederne nemmeno un pezzetto. Intanto si va in malora e nessuno ha il coraggio di fare le riforme o almeno di andare a vedere altrove come fanno. In danimarca dove l'articolo 18 non c'è hanno il 5,6% di disoccupati da noi sono l'8,2%. Lo vogliamo capire o no che certe cose non funzionano più?
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Old 08-04-2006, 09:37   #11
smeg47
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SEcondo Libero.. (mi pare)...Giavazzi sarebbe il candidato Ministro all'Economia di un eventuale governo prodi (.....scusate la poca chiarezza, ma ho letto ciò sbirciando il giornale del vicino in metropolitana )
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...ma non vi danno un po' di dispiacere..... quei corpi in terra senza più calore??
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Old 08-04-2006, 10:46   #12
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la "innocua" legge 30, detta legge Biagi, ha privato un'intera generazione di 25-35enni della possibilità di comprare, con le proprie forze, una abitazione, ma anche solo un'automobile, vista l'impossibilità di accedere al credito da parte di chi non ha un lavoro fisso.

Innocua si, forse per i 40-50enni e i pensionati, a loro che gli frega?
Mi spiace, ma ho 24 anni, sono laureato e sto cercando lavoro. Quindi forse sono ancora + interessato di altri a questa cosa. Per la paura di perdere il posto di chi lavora già si rende sempre + complesso l'assumere.
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Old 08-04-2006, 11:07   #13
jumpermax
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SEcondo Libero.. (mi pare)...Giavazzi sarebbe il candidato Ministro all'Economia di un eventuale governo prodi (.....scusate la poca chiarezza, ma ho letto ciò sbirciando il giornale del vicino in metropolitana )
maaaaaaagari..... non ci credo manco...
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Old 08-04-2006, 11:08   #14
Masev
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l'articolo 18 riguarda il licenziamento senza giusta causa.
Non vedo perchè per armonizzare le due posizioni sia necessario giocare al ribasso, precarizzando tutti, invece che rendere meno agevole lo sfruttamento dei precari sul lungo periodo, p.es rendendo più oneroso (relativamente, cioè comunque meno di un dipendente fisso) il ricorso ai cosiddetti "contratti atipici".

Poi se ci sono i famosi "imboscati", se sono veramente tali, ciò rappresenta senza dubbio una giusta causa di licenziamento. Ma l'articolo 18 è una conquista fondamentale e una garanzia per tutti i lavoratori.
Non è solo una questione di "imboscati". Ad un'azienda ad un certo punto puoi semplicemente non servire più, da qui la decisione del licenziamento. Il sistema attuale prevede o i contratti a tempo determinato o quello a tempo indeterminato. Però nel secondo caso non ha modo di mandarti via. Da qui la maggior convenienza ad assumere con i contratti a tempo determinato. Inoltre non si vede con che criterio l'art. 18 uniformi aziende piccole (come una di 16 dipendenti) con realtà molto più grandi, senza prevedere situazioni intermedie.
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Old 08-04-2006, 11:08   #15
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Originariamente inviato da smeg47
SEcondo Libero.. (mi pare)...Giavazzi sarebbe il candidato Ministro all'Economia di un eventuale governo prodi (.....scusate la poca chiarezza, ma ho letto ciò sbirciando il giornale del vicino in metropolitana )
Sarà un governo breve allora
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Old 08-04-2006, 11:11   #16
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Originariamente inviato da Masev
Non è solo una questione di "imboscati". Ad un'azienda ad un certo punto puoi semplicemente non servire più, da qui la decisione del licenziamento. Il sistema attuale prevede o i contratti a tempo determinato o quello a tempo indeterminato. Però nel secondo caso non ha modo di mandarti via. Da qui la maggior convenienza ad assumere con i contratti a tempo determinato. Inoltre non si vede con che criterio l'art. 18 uniformi aziende piccole (come una di 16 dipendenti) con realtà molto più grandi, senza prevedere situazioni intermedie.
tra poter licenziare dall'oggi al domani mettendo uno in mezzo alla strada, e doverti tenere un dipendente a vita ci saranno pure soluzioni intermedie che siano da un lato un disincentivo al licenziamento e anche un ammortizzatore per il lavoratore ma dall'altro consentano di poter variare il personale. Il problema è che questo è un paese di furbi, per ogni norma che introduci c'è sempre qualcuno che trova il modo di aggirarne l'intento ed usarla a suo vantaggio...
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Old 08-04-2006, 11:48   #17
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Sono aziende che saranno ben felici di prestarti del denaro, anche se non hai un reddito fisso o se sei stato protestato!

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Old 08-04-2006, 11:57   #18
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Ah si? Vallo a dimostrare che un dipendente è un fancazzista se ti riesce. Intanto la carretta poi la devono tirare avanti quelli che invece sgobbano, e che magari lavorano pure sotto organico, perchè alla fine uno ci pensa 20 volte prima di mettersi in azienda qualcuno che poi si deve tenere a vita. Qua continuamo a ragionare per slogan. Conquista fondamentale? Il paese ne è pieno. E' pieno di gente che pensa ai propri privilegi e non è disposta a cederne nemmeno un pezzetto. Intanto si va in malora e nessuno ha il coraggio di fare le riforme o almeno di andare a vedere altrove come fanno. In danimarca dove l'articolo 18 non c'è hanno il 5,6% di disoccupati da noi sono l'8,2%. Lo vogliamo capire o no che certe cose non funzionano più?

cheppalle jumper "si ragiona per slogan"... "lo vogliamo capire"... quando comincerai ad avere un minimo di rispetto per l'interlocutore?


lo statuto dei lavoratori E' una conquista fondamentale, lo penso io e milioni di altri lavoratori.
non è un privilegio, è una garanzia, peraltro lo è anche nei confronti del sistema bancario: senza art. 18 quanti avrebbero comprato casa?

Inoltre, nessuno vorrà mettere in dubbio che, tra tutti i settori non liberalizzati, quello del lavoro dipendente è CERTAMENTE l'anello più debole della catena.
PRIMA si sistemino albi professionali, ordini, mercati delle telecomunicazioni, energia, autostrade, trasporti, radiotelevisivo, chi più ne ha più ne metta.
POI, eventualmente, si può discutere se il mercato del lavoro è o non è troppo rigido.

Se le cose vanno male non è certo per colpa dell'art. 18, come dimostra il fatto che la LEgge 30 è del 2003, il pacchetto Treu del 1997 (un precario non gode dell'art 18 ovviamente), sono quasi 10 anni, e non mi pare che le cose siano migliorate, anzi direi che lo sfascio è iniziato proprio lì, colpendo duramente il ceto medio, deprimendo i consumi interni (però guardacaso le auto di lusso, le barche, si continuano a vendere... a qualcuno va male ma a qualcun altro benissimo)
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Old 08-04-2006, 11:59   #19
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Mi spiace, ma ho 24 anni, sono laureato e sto cercando lavoro. Quindi forse sono ancora + interessato di altri a questa cosa. Per la paura di perdere il posto di chi lavora già si rende sempre + complesso l'assumere.
se ti capiterà, e non te lo auguro, di fare qualche anno da cocopro, ne riparleremo. Non sono sicuro che sarai ancora così entusiasta della legge 30.
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Old 08-04-2006, 12:00   #20
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Non è solo una questione di "imboscati". Ad un'azienda ad un certo punto puoi semplicemente non servire più, da qui la decisione del licenziamento. Il sistema attuale prevede o i contratti a tempo determinato o quello a tempo indeterminato. Però nel secondo caso non ha modo di mandarti via. Da qui la maggior convenienza ad assumere con i contratti a tempo determinato. Inoltre non si vede con che criterio l'art. 18 uniformi aziende piccole (come una di 16 dipendenti) con realtà molto più grandi, senza prevedere situazioni intermedie.
questo è un'argomento che ha una sua logica, senz'altro è condivisibile.
Creare una situazioe intermedia non so, da 16 a 100 dipendenti, potrebbe avere un suo effetto positivo.

Certo però che è tutt'altra cosa abrogare l'art 18.
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"Se sei bello ti tirano le pietre, se sei brutto ti tirano le pietre. se sei al duomo ti tirano il duomo". (cit. un mio amico )
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