Introduzione

Ogni primavera, da molti anni a questa parte, Intel presenta una nuova famiglia di
piattaforme chipset per il segmento delle schede madri desktop; si tratta di modelli che
vanno a coprire una fascia molto ampia di prodotti, comprendendo schede madri economiche
con video integrato per sistemi OEM come le soluzioni top di gamma per utenti cosiddetti
enthusiast. Tali nuove piattaforme chipset introducono tecnologie in tutti i differenti
ambiti che riguardano le schede madri, interessando volta per volta le periferiche di
storage, il sottosistema di rete, la compatibilità con future versioni di processore o il
supporto di nuovi standard per le schede di espansione.
Con una periodicità quantificabile in 3 anni, Intel presenta nuovi memory controller
compatibili con tecnologie di memoria per la prima volta utilizzate. Se in passato abbiamo
visto il passaggio dallo standard SDRAM a quello DDR per le memorie di sistema, nel 2004
Intel ha presentato le proprie prime piattaforme chipset compatibili con la tecnologia
DDR2: parliamo delle soluzioni della serie 915, seguita a breve dal modello 925X destinato
alle proposte top di gamma del mercato.
Il 2007 è l'anno di debutto della tecnologia DDR3 nel campo dei sistemi desktop; i
primi chipset sono quelli Intel della famiglia Bearlake, nome in codice che
contraddistingue una completa gamma di soluzioni chipset attesa al debutto tra il mese di
Giugno e parte del terzo trimestre 2007, a seconda delle versioni. E' proprio il supporto
alla memoria DDR3, oltre al debutto del nuovo south bridge ICH9, a rappresentare la
principale novità di queste nuove soluzioni chipset; la compatibilità con la nuova
tecnologia di memoria non è però completa per tutti i modelli, in quanto alcuni di essi
la supportano in modo esclusivo, mentre per altri rimane il supporto anche alle memorie
DDR2.
Quello che Intel ha sviluppato nelle soluzioni Bearlake è un memory controller capace
sia di supportare lo standard di memoria sino a quel momento utilizzato, che poter
sfruttare le nuove tecnologie di memoria rese disponibili: questo garantisce sia
compatibilità con il passato che la possibilità di beneficiare delle innovazioni
introdotte nelle nuove tecnologie di memoria. Spetta poi al produttore della scheda madre
scegliere quale sarà l'eventuale livello di compatibilità, cioè se mettere a
disposizione sul proprio prodotto sia Slot per il vecchio e il nuovo standard memoria,
oppure se supportare solo uno dei due. Ogni standard memoria, infatti, utilizza moduli che
se all'apparenza possono sembrare identici utilizzano pin di connessione specifici, così da renderne impossibile l'installazione se non
sugli Slot appositamente previsti.
Le memorie DDR3, come il nome lascia facilmente intendere, sono caratterizzate da
frequenze di funzionamento superiori alle quali siamo stati abituati
con lo standard DDR2; lo stesso, del resto, è avvenuto in passato nel passaggio tra
memorie DDR e DDR2. A superiori prestazioni in termini di frequenza di funzionamento
corrispondono però anche nuovi timings di accesso: queste sono le impostazioni che
definiscono quanti cicli di clock vengono richiesti ad un particolare modulo memoria per
completare specifiche operazioni al proprio interno, con ovviamente la diretta
ripercussione di un superiore tempo di elaborazione con valori di timings più elevati. Le
prestazioni complessive di un modulo, quindi, sono frutto del connubio tra frequenza di
funzionamento (maggiore essa è, più veloce sarà il modulo) e timings (più sono bassi,
meglio è), senza dimenticare peculiarità architetturali dei vari standard che incidono,
come vedremo in seguito, sulle prestazioni di cui è capace un modulo memoria.
Con la diffusione sul mercato delle schede madri basate su chipset Bearlake, la cui
commercializzazione è prevista ufficialmente per i primi giorni del mese di Giugno, i
vari produttori di memorie presenteranno le proprie proposte: non mancheranno sicuramente
modelli più indirizzati al pubblico degli appassionati di overclock, anche se trattandosi
di una tecnologia agli inizi sarà difficile attendersi dai moduli DDR3 una elevata
tolleranza al funzionamento fuori specifica, almeno inizialmente. Una componente
sicuramente critica sarà il costo d'acquisto di questi moduli, presumibilmente ben
superiore a quello di comparabili moduli DDR2 di pari capacità: del resto quella dei
prezzi elevati è una caratteristica pressochè costante di ogni nuova tecnologia
informatica.
Qual è il ruolo di AMD nello sviluppo delle memorie DDR3 nel segmento desktop?
Decisamente differente rispetto a quello di Intel. Il produttore americano, infatti,
intende supportare questo nuovo standard per le memorie solo quando questo risulterà
economicamente accessibile per i propri clienti, cioè quando il prezzo delle memorie DDR3
sarà allineato a quello delle memorie DDR2, con una dinamica molto simile quandi a quanto
avvenuto in passato con il passaggio da DDR a DDR2.
AMD, pertanto, non supporterà memorie DDR3 con le proprie cpu desktop prima della fine
del 2008: le cpu Phenom FX, X4 e X2 di prossima introduzione continueranno ad integrare al
proprio interno un memory controller con supporto alla sola tecnologia DDR2. Si vocifera
che in caso di standardizzazione delle specifiche DDR2-1066 da parte del JEDEC AMD possa
fornire supporto, con le cpu Phenom, a questo nuovo standard così da garantire un
ulteriore margine prestazionale con i propri processori: se questo si concretizzerà lo
vedremo solo nel corso dei prossimi mesi, con l'avvicinarsi del lancio ufficiale delle cpu
Phenom da parte del produttore americano.
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