Memorie DDR3 vs DDR2, ecco i primi test

Memorie DDR3 vs DDR2, ecco i primi test

La disponibilità delle prime schede madri basate su chipset Intel P35 Bearlake apre spazio al confronto tra le memorie DDR2, giunte al pieno stadio di maturazione, e la nuova tecnologia DDR3. Il passaggio da tecnologie DDR2 a DDR3 non deve comunque sottointendere per forza un miglioramento in termini di prestazioni

di pubblicato il nel canale Memorie
Intel
 

La tecnologia delle memorie DDR3

Quali sono le caratteristiche tecniche di base delle memorie DDR3? Le specifiche definite dal JEDEC stabiliscono quali siano le caratteristiche tecniche che devono possedere i moduli di questo tipo. Iniziamo dalle frequenze di funzionamento: così come visto nel passaggio da DDR a DDR2, il nuovo standard DDR3 porta di fatto ad un raddoppio delle frequenze di funzionamento, che passano da un minimo di 800 MHz effettivi sino a 1.600 MHz.

A titolo di confronto, le memorie DDR2 sono state proposte, come specifiche JEDEC, in versioni da 400 MHz di clock sino a 800 MHz con le specifiche DDR2-800: ricordando l'evoluzione delle memorie DDR2 possiamo da subito anticipare che lo standard DDR3-800 avrà una diffusione estremamente limitata, presumibilmente solo in ambiti di utilizzo nei quali alle pure prestazioni velocistiche in termini assoluti si predilige la stabilità di funzionamento e la possibilità di utilizzare dotazioni di memoria molto elevate. Di conseguenza, se si avrà diffusione di moduli DDR3-800 sarà in ambiente server, ovviamente non appena chipset con supporto a questa tecnologia debutteranno sul mercato.

Circa le memorie DDR3-1600, al momento attuale mancano del tutto dal mercato ma nuovamente questo non deve sorprendere: al momento del debutto delle memorie DDR2 lo standard DDR2-667 era quanto di meglio si potesse ottenere sul mercato, superato con il passare dei mesi dai moduli DDR2-800. Lo stesso si verificherà con le memorie DDR3, attualmente disponibili in standard DDR3-1333 solo con un ridotto numero di sample e presumibilmente dalla seconda metà dell'anno presenti, in sistemi top di gamma e a prezzi che non saranno di certo popolari, anche in versione DDR3-1600.

elpida_ddr3.jpg (38619 bytes)

Le memorie DDR3 introducono nuovi livelli di voltaggio di alimentazione rispetto a quanto visto con le memorie DDR2: le specifiche JEDEC infatti indicano un voltaggio di 1.5V, con margine di variazione di 0,075V verso l'alto o verso il basso, contro gli 1.8V con margine di variazione di 0.1V delle memorie DDR2. Gli appassionati sanno che vari produttori hanno presentato memorie DDR2 caratterizzate dalla certificazione a frequenze ben superiori agli 800 MHz delle specifiche DDR2-800, per le quali è indispensabile utilizzare voltaggi di 2.2V o superiori: lo stesso avverrà con le memorie DDR3, con alcuni produttori che utilizzeranno le familiari tecniche di overvolting per garantire stabilità operativa a frequenze superiori a quelle di specifica in abbinamento a timings sempre più conservativi.

E' quindi ovvio attendersi, nel corso dei prossimi mesi, moduli memoria DDR3 che siano capaci di spingersi oltre la soglia di 1.600 MHz, con dinamiche simili a quanto è accaduto sino ad ora con le memorie DDR2 da 1.066 MHz e oltre di frequenza di clock certificata.

Un voltaggio di alimentazione più contenuto permette di ridurre il consumo di funzionamento nel suo complesso, caratteristica molto importante pensando all'utilizzo delle memorie in ambito mobile; le specifiche DDR3 prevedono la possibilità di montare un sensore termico opzionale che tenga sotto controllo la temperatura dei chip memoria, riducendone dinamicamente la frequenza di refresh nel momento in cui la memoria venga poco utilizzata. Anche questa caratteristica è stata implementata nelle specifiche con l'ottica di ridurre al massimo il consumo, aumentando l'autonomia di funzionamento in sistemi mobile.

Le memorie DDR3 sono pensate sin dall'origine per operare a frequenze molto elevate: per questo motivo le specifiche prevedono nuove tecnologie che mirano a garantire integrità del segnale e quindi funzionamento stabile. Una di esse è indicata con il termine "fly-by", che sostituisce quella "T branches" utilizzata con le memorie DDR2. Le memorie DDR3 sono caratterizzate da timings di accesso ben più conservativi rispetto a quelli delle memorie DDR2, a parità di frequenza di clock; questo lascia pensare che tali memorie siano sempre più lente rispetto alle corrispondenti soluzioni DDR2. La tecnologia DDR3 implementa un numero maggiore di banks interni al chip, passati dai 4 delle soluzioni DDR2 agli attuali 8: questo permette di utilizzare tecniche di prefetch avanzate e quindi di ridurre nel complesso la latenza di accesso ai dati, bilanciando i dati di targa superiori delle specifiche DDR3.

 
^