Snapdragon 8 Elite 2 a 2nm debutterà sui Galaxy S26. Ma sarà costruito da Samsung?
Samsung Foundry si prepara a produrre una versione esclusiva dello Snapdragon 8 Elite 2 su processo 2nm per i Galaxy S26, mentre TSMC manterrà la produzione della variante standard a 3nm per il resto del mercato Android.
di Bruno Mucciarelli pubblicata il 26 Giugno 2025, alle 10:31 nel canale TelefoniaSamsungQualcomm
La strategia di diversificazione produttiva di Qualcomm per il prossimo processore di punta sta assumendo contorni sempre più definiti. Le recenti indiscrezioni provenienti dalla Corea del Sud confermano un cambio di rotta significativo nella partnership tra il gigante dei semiconduttori americano e i suoi fornitori di fabbricazione.
Una doppia strategia per il futuro flagship
Il colosso di San Diego starebbe orchestrando una mossa strategica senza precedenti per il successore dello Snapdragon 8 Elite. Invece di affidarsi a un singolo partner produttivo, Qualcomm avrebbe deciso di dividere la produzione tra due attori principali del settore: TSMC per la versione standard e Samsung Foundry per una variante esclusiva destinata ai dispositivi Galaxy.

Questa decisione rappresenta una rottura rispetto alla tradizione recente, dove i processori Snapdragon di fascia alta venivano realizzati esclusivamente negli stabilimenti taiwanesi di TSMC utilizzando tecnologie a 3nm. La nuova architettura prevede invece due percorsi paralleli: il chip denominato internamente Kaanapali sarà prodotto da TSMC con processo N3E, mentre la variante Kaanapali S vedrà la luce negli impianti Samsung con tecnologia 2nm GAA (Gate-All-Around).
Il salto tecnologico del processo 2nm
L'adozione della tecnologia 2nm rappresenta un balzo qualitativo notevole rispetto alle soluzioni attuali. Il processo Gate-All-Around di Samsung promette un controllo più raffinato del flusso elettronico nei transistor, traducendosi in miglioramenti tangibili sia in termini di efficienza energetica che di densità di integrazione. I vantaggi attesi dalla nuova architettura includono prestazioni computazionali superiori, autonomia prolungata e una gestione termica più efficace anche durante carichi di lavoro intensivi. Questi miglioramenti potrebbero rivelarsi cruciali per supportare le crescenti esigenze delle applicazioni di intelligenza artificiale e dei contenuti multimediali ad alta risoluzione.
Per Samsung Foundry, questo accordo rappresenta un'opportunità di riscatto dopo le difficoltà incontrate con i nodi produttivi a 3nm. Le rese produttive del processo 2nm, attualmente attestate intorno al 40%, dovrebbero raggiungere il traguardo del 60% entro la fine dell'anno corrente, rendendo economicamente sostenibile la produzione di massa. Il responsabile della divisione foundry, Han Jin-man, sta lavorando intensamente per ottenere l'approvazione definitiva per il processo 2nm, con test preliminari già in corso negli stabilimenti coreani. L'obiettivo è avviare la produzione su larga scala nel secondo semestre del 2025, in tempo per il lancio della serie Galaxy S26 previsto per il primo trimestre del 2026.

Questa strategia biforcuta potrebbe ridefinire gli equilibri nel mercato dei processori mobili. Mentre i produttori Android tradizionali continueranno a utilizzare chip Snapdragon 8 Elite 2 prodotti da TSMC, Samsung otterrebbe un vantaggio competitivo esclusivo grazie alla tecnologia 2nm più avanzata. La serie Galaxy S26, che dovrebbe includere quattro modelli (S26, S26+, S26 Edge e S26 Ultra), beneficerebbe così di una doppia opzione: il processore Snapdragon 8 Elite 2 For Galaxy a 2nm o l'Exynos 2600, anch'esso realizzato internamente con la stessa tecnologia produttiva.
Oltre al progetto smartphone, Samsung Foundry starebbe collaborando con Qualcomm anche su altri fronti. Il chip denominato in codice "Trailblazer", attualmente in fase di test sul processo 2nm, sarebbe destinato ad applicazioni nel settore automotive o dei supercomputer, ampliando ulteriormente la partnership strategica tra le due aziende. Questa collaborazione allargata potrebbe rappresentare il primo passo verso una diversificazione più ampia della catena di fornitura di Qualcomm, riducendo la dipendenza storica da TSMC e creando nuove opportunità di innovazione tecnologica nel settore dei semiconduttori.










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