Trump ha denunciato Twitter, Facebook e YouTube: violato il primo emendamento. E vuole i danni

Trump ha denunciato Twitter, Facebook e YouTube: violato il primo emendamento. E vuole i danni

Dopo essere stato bandito dalle piattaforme social, Trump ha annunciato una causa contro Twitter, Facebook e Google. Secondo l'ex presidente USA le tre Big Tech e i rispettivi CEO praticano una "censura illegale e incostituzionale".

di pubblicata il , alle 08:23 nel canale Web
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Donald Trump, l'ex presidente degli Stati Uniti, ha denunciato Twitter, Facebook e YouTube, insieme ai rispettivi CEO (Jack Dorsey di Twitter, Mark Zuckerberg di Facebook e Sundar Pichai di Google), accusando le tre aziende di aver praticato "un'inammissibile censura" che viola "il diritto sancito dal primo emendamento alla libertà di parola".

Trump ha annunciato l'offensiva legale in una conferenza stampa a Bedminster, nel New Jersey, sottolineando come i CEO siano "personalmente responsabili" per la "censura incostituzionale" praticata - a suo dire - da parte delle loro società. Trump e i suoi avvocati hanno intentato le azioni legali nel distretto meridionale della Florida e sperano di ottenere lo status di class action con ogni procedimento.

Trump è stato estromesso dalle piattaforme social dopo la rivolta del 6 gennaio che ha coinvolto i suoi sostenitori presso il Campidoglio degli Stati Uniti. L'ex presidente USA è stato ritenuto reo di aver incitato all'odio e alla violenza. Il consiglio di sorveglianza di Facebook ha recentemente avvallato il ban di Trump deciso da Zuckerberg e il social prevede di mantenere la misura almeno fino al 7 gennaio 2023. Oltre a voler ritornare sulla scena mediatica, Trump ha richiesto anche un risarcimento danni a ciascuna società; secondo il tycoon il danno potrebbe essere di "trilioni di dollari" qualora i procedimenti dovessero assurgere al ruolo di class action coinvolgendo altre persone.

Tuttavia, la decisione di rivolgersi ai tribunali della Florida potrebbe rappresentare un primo ostacolo per Trump e il suo gruppo di avvocati. Come fa notare un reporter di Reuters, sia Facebook che Twitter dichiarano nei loro termini di servizio che qualsiasi causa che le vede coinvolte deve essere presentata presso determinati tribunali in California.

Secondo quanto riporta Arstechnica, le azioni legali di Trump non dovrebbero avere successo, in quanto il primo emendamento non richiede alle società private di assicurare la libertà di parola, ma si rivolge al governo. Negli Stati Uniti vi è poi una legge che conferisce alle piattaforme online l'immunità da azioni legali sul modo in cui moderano i contenuti pubblicati dagli utenti. Si tratta della Sezione 230 del Communications Decency Act del 1996, che Trump vorrebbe vedere cancellata o fortemente modificata.

L'ex presidente firmò in tal senso un ordine esecutivo, chiedendo alle agenzie federali di ridurre le protezioni garantite dalla Sezione 230: l'ordine ebbe scarso effetto ed è stato revocato dal nuovo presidente Joe Biden.

Trump ritiene inoltre che Twitter, Facebook e YouTube abbiano uno status che "va oltre quello di una società privata", arrivando a definirle "attori statali" perché collaborano attivamente con le attività federali intervenendo sugli utenti qualora questi pubblichino messaggi non ritenuti consoni. Anche la tesi dei social visti come una "propaggine statale" rappresenterebbe una debole accusa secondo gli osservatori USA. Il fatto che le piattaforme interagiscano con il governo e collaborino per rimuovere chi viola la legge o minacci la sicurezza nazionale non li rende strumenti dello Stato.

Durante il suo discorso Trump non ha chiarito se tornerà su Facebook, Twitter e YouTube qualora revocassero il ban. "Non lo so. Potrei non farlo", ha detto. "Se pubblico un comunicato stampa, ottengo un ottimo riscontro", ha aggiunto. Trump ha lanciato un blog a maggio ma l'ha chiuso un mese dopo a causa del riscontro negativo. Il tycoon, è bene ricordarlo, vuole tornare alla Casa Bianca già nel 2024.

In conclusione, seppure adesso la parola passi ad avvocati e tribunali, sono molti a ritenere strumentale questa azione di Trump, con un secondo fine, ovvero quello di raccogliere fondi: Trump e il GOP (sigla di ​Grand Old Party, il Partito Repubblicano) stanno già usando le cause come argomento per raccogliere denaro dall'elettorato.

84 Commenti
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Yramrag08 Luglio 2021, 08:41 #1
Pino9008 Luglio 2021, 09:01 #2
Originariamente inviato da: Yramrag




Vediamo se la causa viene accettata o rigettata... ci sarà da divertirsi!
Unrue08 Luglio 2021, 09:10 #4
Quando la libertà di parola si confonde con la libertà di sparare falsità succede questo.

Ovviamente mai nessuno fa autocritica, si inneggia sempre alla censura.
Doraneko08 Luglio 2021, 09:16 #5
La cosiddetta "sezione 230" inizia a vacillare su certi temi e ne abbiamo un esempio recente, il tempismo potrebbe non essere casuale perciò...
Doraneko08 Luglio 2021, 09:22 #6
Originariamente inviato da: amd-novello


Infatti, messo lì tanto per invalidare tutto ciò che segue, un po' come uno che ti fa vedere che ti sputa nel drink prima di passarti il bicchiere.
andry1808 Luglio 2021, 09:30 #7
Originariamente inviato da: Doraneko
Infatti, messo lì tanto per invalidare tutto ciò che segue

Lol
amd-novello08 Luglio 2021, 09:32 #8
Originariamente inviato da: Doraneko
La cosiddetta "sezione 230" inizia a vacillare su certi temi e ne abbiamo un esempio recente, il tempismo potrebbe non essere casuale perciò...


non vedo l'ora succeda. queste piattaforme fasciste non devono essere immuni ma assimilabili a giornali e tv.
TigerTank08 Luglio 2021, 09:38 #9
Originariamente inviato da: Unrue
Quando la libertà di parola si confonde con la libertà di sparare falsità succede questo.

Ovviamente mai nessuno fa autocritica, si inneggia sempre alla censura.


Parole sante, in pratica Trump è assurdo tanto quanto quelli che in Italia criticano l'opposizione all'odio verso donne,omosessuali e trans parlando di "limitazione alla libertà di espressione/opinione".
Peccato che offendere a livello esistenziale non sia sinonimo di libertà di espressione.
Così come inneggiare a disordini e odio, peraltro nello stesso paese che rappresenti.

E mi auguro che i repubblicani americani non siano così stupidi da rimetterlo in corsa nel 2024.
fabius2108 Luglio 2021, 09:45 #10
Originariamente inviato da: Unrue
Quando la libertà di parola si confonde con la libertà di sparare falsità succede questo.

Ovviamente mai nessuno fa autocritica, si inneggia sempre alla censura.


Almeno li i giornalisti, gli hanno tolto la parola, quando ha cominciato a spararle in un collegamento in diretta
Ci vorrebbe anche qui da noi che un giornalista dicesse "stai sparando stronzate chiudete il collegamento" a una delle tante castronerie che sparano i nostri politici.

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