Trump, confermato il ban da Facebook e Instagram, ma la partita è ancora aperta

Trump, confermato il ban da Facebook e Instagram, ma la partita è ancora aperta

Il consiglio di sorveglianza di Facebook ha stabilito che il ban di Trump dai social della galassia Zuckerberg dopo l'assalto al Campidoglio fu appropriato. Allo stesso tempo però, solleva una critica: la sospensione a tempo indeterminato era al di fuori del potere di Facebook. Se ne riparlerà entro 6 mesi.

di pubblicata il , alle 16:42 nel canale Web
Facebook
 

L'Oversight Board, il comitato indipendente chiamato a rivedere le decisioni più controverse di Facebook in fatto di moderazione dei contenuti, ha confermato la decisione del 7 gennaio con la quale Mark Zuckerberg decise di bloccare la pubblicazione di nuovi contenuti da parte dell'allora Presidente Donald Trump sulla sua pagina Facebook e sul suo account Instagram.

Trump, all'epoca dei fatti, pubblicò diversi post in cui parlava di brogli elettorali senza alcuna prova concreta e non condannò immediatamente l'assalto al Campidoglio da parte di un nutrito gruppo di sostenitori, mandando segnali di supporto ai riottosi.

Quella che da molti è stata ribattezzata la "Corte Suprema di Facebook" non ritiene corretta la scelta del social di imporre una pena a tempo indeterminato, slegata dalle tradizionali norme adottate per gli altri utenti: il social non ha infatti norme e procedure definite in questo settore e le sospensioni a tempo indeterminato non sono delineate nelle policy dell'azienda.

"Le normali sanzioni di Facebook includono la rimozione del contenuto in violazione, l'imposizione di un periodo di sospensione limitato nel tempo o la disabilitazione permanente della pagina e dell'account", sottolinea il comitato.

Il Consiglio chiede a Facebook di rivedere questa materia per "determinare e giustificare una risposta proporzionata e coerente con le regole che vengono applicate agli altri utenti della sua piattaforma". Si chiede a Facebook di completare una revisione di questo caso entro 6 mesi da oggi.

Al centro dell'esclusione di Trump dalle piattaforme social Facebook e Instagram troviamo, in particolare, due post del 6 gennaio in grave violazione con gli standard della community di Facebook e le linee guida della community di Instagram. Frasi come "We love you. You're very special" in un post e "great patriots" e "remember this day forever" in un altro, espresse dopo l'assalto al Campidoglio, "hanno violato le regole di Facebook che proibiscono lodi o sostegno alle persone coinvolte nella violenza".

Inoltre, il Consiglio ha riconosciuto che la narrativa priva di fondamento di Trump su una frode elettorale, nonché i persistenti inviti ad agire, abbiano creato un clima ideale per un'escalation della violenza. "All'epoca dei post del signor Trump, c'era un chiaro e immediato rischio di danno e le sue parole di sostegno per coloro che erano coinvolti nelle rivolte legittimavano le loro azioni violente".

"Data la gravità delle violazioni e il continuo rischio di violenze, Facebook fu giustificato nel sospendere gli account di Trump il 6 gennaio e nel prolungare tale sospensione il 7 gennaio". Il nodo è la durata del ban, ed entro sei mesi Facebook dovrà riesaminare la sanzione arbitraria inflitta e decidere la sanzione appropriata.  

"Non è consentito a Facebook tenere un utente fuori dalla piattaforma per un periodo indefinito, senza criteri su quando o se l'account verrà ripristinato", sottolinea il Consiglio. "Questa sanzione deve essere basata sulla gravità della violazione e sulla prospettiva di un danno futuro. Deve inoltre essere coerente con le regole di Facebook per le violazioni gravi, che a loro volta devono essere chiare, necessarie e proporzionate".

Leggi anche: Trump rieletto? Per Twitter non cambia nulla, il ban è 'per sempre'

Se Facebook deciderà di ripristinare gli account dell'ex Presidente Trump, la società dovrà avere norme ben precise e per questo il Consiglio ha formulato alcune raccomandazioni non vincolanti nella gestione di casi che coinvolgono politici o persone influenti. "Non è sempre utile tracciare una netta distinzione tra leader politici e altri utenti influenti", si legge nella decisione. "Se un capo di stato o un alto funzionario del governo ha pubblicato ripetutamente messaggi che rappresentano un rischio di danno ai sensi delle norme internazionali sui diritti umani, Facebook dovrebbe sospendere l'account per un periodo sufficiente a proteggere da danni imminenti".

In breve, Facebook ha agito correttamente nell'immediato, ma non può decidere di vietare l'uso delle piattaforme in modo permanente a un utente senza una serie di norme che ne spieghino il motivo. "Considereremo la decisione del consiglio di amministrazione e determineremo un'azione chiara e proporzionata. Nel frattempo, gli account del signor Trump rimangono sospesi", ha affermato Nick Clegg, VP of Global Affairs and Communications di Facebook.

"Il consiglio ha anche formulato una serie di raccomandazioni su come migliorare le nostre politiche. Sebbene non siano vincolanti, abbiamo cercato attivamente il punto di vista del Consiglio sulle nostre norme relative ai personaggi politici ed esamineremo attentamente i suoi suggerimenti".

Nel frattempo, Donald Trump ha aperto una propria bacheca chiamata "From the Desk Of Donald J. Trump" in cui pubblica i propri pensieri: per ora non è affatto un social network come si è scritto e detto nei mesi precedenti, ma un sito con post del tycoon che a cui dare apprezzamento e/o condividerli su Twitter e Facebook. Non ci sono nemmeno i commenti.

12 Commenti
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BVS05 Maggio 2021, 17:14 #1
Democrazie e aziende private non garantiscono gli stessi diritti, in realtà sono due cose completamente diverse, corretto da parte di Facebook e twitter bannare l' ex presidente Trump, non dovrebbero dare spiegazioni, neanche far finta di seguire qualche etica morale, possono fare quello che vogliono e basta.
StIwY05 Maggio 2021, 17:24 #2
Originariamente inviato da: BVS
Democrazie e aziende private non garantiscono gli stessi diritti, in realtà sono due cose completamente diverse, corretto da parte di Facebook e twitter bannare l' ex presidente Trump, non dovrebbero dare spiegazioni, neanche far finta di seguire qualche etica morale, possono fare quello che vogliono e basta.


La scusa de "sono aziende private e fanno quello che vogliono", non regge se alla fine ad essere vittima di censura sono puntualmente commenti e/o interventi di certi correnti politiche - ideologiche, mentre si lasciano sempre intonse le voci provenienti dai sinistroidi globalisti turbo-liberisti. Ma ovviamente, è tutto un caso.
Mparlav05 Maggio 2021, 17:28 #3
Ora scrive tutto ciò che vuole (al 90% dei brogli elettorali), dalla solitudine del suo desk e senza rischio di contraddittorio con i commenti degli utenti, che, parliamoci chiaro, erano la parte più divertente
domthewizard05 Maggio 2021, 18:00 #4
Originariamente inviato da: StIwY
La scusa de "sono aziende private e fanno quello che vogliono", non regge se alla fine ad essere vittima di censura sono puntualmente commenti e/o interventi di certi correnti politiche - ideologiche, mentre si lasciano sempre intonse le voci provenienti dai sinistroidi globalisti turbo-liberisti. Ma ovviamente, è tutto un caso.

esatto. lasciamo da parte per un attimo il soggetto-trump (che ha scritto delle cose deplorevoli), qui si sta parlando di diritto di pensiero e di parola. come facebook o altri social non prendono misure contro i gruppi dei religiosi, dei terrapiattisti o dei no-vax (che a volte sfociano in manifestazioni violente come quella delle molotov contro il centro vaccinale a brescia) così non dovrebbe accanirsi contro trump. ha scritto delle cose, è il suo pensiero, stop. non ha ordinato un genocidio, è un pensiero politico come tanti, tipo quelli dei politici nostrani contro i ristoratori del movimento io-apro. invece si tende a fare figli e figliastri come sempre, ormai il politically correct è diventata una moda più che un ideale, quindi ci ritroveremo sempre con qualcuno che verrà considerato figlio e qualcun altro considerato figliastro
Notturnia05 Maggio 2021, 18:27 #5
quindi il senato gli fa "causa" .. viene fuori che è innocente visto che non è stato ne condannato ne interdetto ma twitter e facebook lo bannano per impedirgli di avere visibilità falsando le elezioni di metà mandato dal momento che non daranno seguito alla par condicio fra i vari candidati..

ecco come si manipolano le elezioni in piena vista..

grandioso :-)
IlCavaliereOscuro05 Maggio 2021, 18:45 #6
Originariamente inviato da: StIwY
La scusa de "sono aziende private e fanno quello che vogliono", non regge se alla fine ad essere vittima di censura sono puntualmente commenti e/o interventi di certi correnti politiche - ideologiche, mentre si lasciano sempre intonse le voci provenienti dai sinistroidi globalisti turbo-liberisti. Ma ovviamente, è tutto un caso.


La cosa triste è che c'è tantissima gente che veramente crede che sia tutto un caso...
zoomx05 Maggio 2021, 19:01 #7
Ma il ciuffone ha aperto il suo sito, sta qua
https://www.donaldjtrump.com/desk
di cosa vi lamentate?
Fosse stata veramente censura non ne avreste sentito parlare più.
BVS05 Maggio 2021, 19:03 #8
Originariamente inviato da: StIwY
La scusa de "sono aziende private e fanno quello che vogliono", non regge se alla fine ad essere vittima di censura sono puntualmente commenti e/o interventi di certi correnti politiche - ideologiche, mentre si lasciano sempre intonse le voci provenienti dai sinistroidi globalisti turbo-liberisti. Ma ovviamente, è tutto un caso.


Originariamente inviato da: domthewizard
esatto. lasciamo da parte per un attimo il soggetto-trump (che ha scritto delle cose deplorevoli), qui si sta parlando di diritto di pensiero e di parola. come facebook o altri social non prendono misure contro i gruppi dei religiosi, dei terrapiattisti o dei no-vax (che a volte sfociano in manifestazioni violente come quella delle molotov contro il centro vaccinale a brescia) così non dovrebbe accanirsi contro trump. ha scritto delle cose, è il suo pensiero, stop. non ha ordinato un genocidio, è un pensiero politico come tanti, tipo quelli dei politici nostrani contro i ristoratori del movimento io-apro. invece si tende a fare figli e figliastri come sempre, ormai il politically correct è diventata una moda più che un ideale, quindi ci ritroveremo sempre con qualcuno che verrà considerato figlio e qualcun altro considerato figliastro


Ho appunto detto che democrazie e social non sono la stessa cosa, lo stato vi garantisce certe libertà fondamentali, zucc no, i social continueranno ad essere le distopie dove la giustizia è sommaria la gogna è pubblica e le decisioni vengono prese dall alto, il sentimento della maggioranza degli utenti decide cosa è lecito e cosa no, senza rispetto per gli altri e il social muta per accontentarli.

Già queste azioni legali servono a poco figuriamoci noi
tallines05 Maggio 2021, 19:42 #9
Trumpete........
letmealone05 Maggio 2021, 21:09 #10
Originariamente inviato da: StIwY
La scusa de "sono aziende private e fanno quello che vogliono", non regge se alla fine ad essere vittima di censura sono puntualmente commenti e/o interventi di certi correnti politiche - ideologiche, mentre si lasciano sempre intonse le voci provenienti dai sinistroidi globalisti turbo-liberisti. Ma ovviamente, è tutto un caso.


Facebook è stato ed è ancora un pantano dove sguazza liberamente la propaganda di destra, senza contare il relativo uso spregiudicato che questa ha fatto dei dati degli utenti. Trump può solo ringraziare Facebook... googla 'cambridge analytica'

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