Legge sul Copyright approvata dal Parlamento Europeo

Legge sul Copyright approvata dal Parlamento Europeo

Con 348 voti a favore e 276 contrari il Parlamento Europeo ha approvato la controversa direttiva sul diritto d'autore, volta a spingere i grandi colossi del web a ripartire i proventi generati dalla condivisione dei contributi editoriali con i loro autori originali

di pubblicata il , alle 14:29 nel canale Web
 

Il Parlamento Europeo ha approvato la nuova Legge sul Copyright con 348 voti a favore, 276 contrari e 36 astenuti. Lo scopo della direttiva è creare condizioni favorevoli per i creatori di contenuti in termini di negoziazione dei compensi generati dalla condivisione dei contenuti protetti dal diritto d'autore rispetto ai giganti del web che ne favoriscono la diffusione.

La legge ha generato molti malumori negli scorsi mesi, causati dalle preoccupazioni circa le possibili limitazioni in termini di libertà d'espressione che avrebbe potuto comportare. Chi si è schierato contro l'iniziativa della Ue è stato accusato di essere dalla parte dei grandi colossi tecnologici, perché consentirebbero la pubblicazione di contenuti senza pagare un equo compenso. Gli articoli del testo più criticati sono stati l'undicesimo e il tredicesimo, come vediamo qui di seguito. L'iter di approvazione della direttiva è stato molto lungo e ha finito per stravolgerla nelle sue parti più critiche.

"Google, Facebook e Youtube diffondono disinformazione e dimostrano quanto sia semplice strumentalizzare soprattutto i giovani", è l'ideale del principale sostenitore del provvedimento, il relatore Axel Voss (PPE, DE). Il voto positivo sulla riforma del copyright "è un grande passo avanti" che arriva con "garanzie chiare per la libertà di espressione", ha dichiarato il vicepresidente della Commissione Ue al mercato digitale e responsabile del dossier, Andrus Ansip. Il quale è entusiasta del fatto che l'Europa per la prima volta si doti sul tema di regole chiare e univoche per tutti gli stati membri.

Cosa cambia

Non sarà più possibile condividere interi articoli protetti da copyright, ma solo frammenti. Sono previste in direttiva disposizioni per evitare che gli aggregatori di notizie abusino di questa possibilità. Un emendamento al testo prevede che rimanga possibile la condivisione di opere protette a scopo di citazione, critica, revisione, caricatura o parodia. Rispetto alla versione originale del testo, è facoltativa da parte degli editori la possibilità di negoziare accordi con le piattaforme per farsi pagare l'utilizzo dei loro contenuti. Gli snippet, ovvero le descrizioni in basso ai link degli articoli, restano non protetti, e liberamente utilizzabili dal motore di ricerca, così come il link stesso.

Articolo 11

L'Articolo 11: chiunque riporterà un link o uno snippet (estratto pubblicato dai motori di ricerca per anticipare il contenuto della pagina nelle SERP) potrà trovarsi nelle condizioni di dover richiedere un'autorizzazione da parte dell’editore del contenuto linkato e/o citato (link tax). 

Articolo 13

L'Articolo 13: prevede un controllo preventivo al fine di verificare che non vengano violati i diritti d'autore di un contenuto presente sulla rete. Attraverso un sistema automatizzato di controllo simile al content Id di YouTube (upload filter), l'Unione Europea vuole evitare lo sciacallaggio dei contenuti originali e impedire di monetizzare a chi copia. Gli utenti non rischiano più sanzioni per aver caricato online materiale protetto da copyright non autorizzato ma la responsabilità sarà delle grandi piattaforme come YouTube o Facebook, mentre le piccole sono esentate e le medie hanno obblighi ridotti. Non ci sono obblighi di filtri ex-ante.

Wikipedia e software open source esclusi

Il testo specifica che il caricamento di contenuti su enciclopedie online che non hanno fini commerciali, come Wikipedia, o su piattaforme per la condivisione di software open source, come GitHub, sarà automaticamente escluso dall'obbligo di rispettare le nuove regole sul copyright. Wikipedia ha comunque protestato, solidarizzando con i protagonisti del web colpiti dalla direttiva, nelle ore antecedenti il voto in Parlamento.

Per tutti i dettagli sul testo e l'iter che ha attraversato prima dell'approvazione in Parlamento vi rimandiamo a questo articolo.

Resta aggiornato sulle ultime offerte

Ricevi comodamente via email le segnalazioni della redazione di Hardware Upgrade sui prodotti tecnologici in offerta più interessanti per te

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione.
Leggi la Privacy Policy per maggiori informazioni sulla gestione dei dati personali

64 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info
megthebest26 Marzo 2019, 14:37 #1
Quindi in soldoni per gli utenti normali non cambia nulla..
Per chi lucra sui contenuti di altri, spacciandoli per suoi.. è finita la pacchia perchè nasce la nuova SIAE europea?

ma che poi... questa link tax come e in che modo verrebbe corrisposta? e cosa si rischia?
[?]26 Marzo 2019, 14:47 #2
In soldoni Youtube e soci han finito... è impossibile mettere filtri automatici per arrivare a questo scopo e non è possibile pagare migliaia di persone per controllare ogni singolo video uplodato.
Quindi due son le cose:

1. Chiude (e non credo proprio sarà cosi :asd
2. Pagheranno multe ogni tot che tanto i ricavati sono comunque N volte superiori.
jepessen26 Marzo 2019, 14:52 #3
Fossi in Google metterei offline per qualche tempo il servizio di news e toglierei dal loro motore di ricerca tutti i siti delle testate giornalistiche, e vediamo con il conseguente crollo delle visite se questi giornali camperebbero ancora senza l'aiuto del motore di ricerca...
The_Silver26 Marzo 2019, 15:02 #4
in effeti per me si stanno dando la zappa sui piedi da soli, ma vabbè...
magnusll26 Marzo 2019, 15:04 #5
Purtroppo esiste un' altra possibilita' che e' il vero motivo di preoccupazione sull' (ex) articolo 13: Youtube censura preventivamente gli upload degli utenti singoli (per non correre rischi legali) e fa passare in automatico solo quelli che gli arrivano dagli account istituzionali dei grossi gruppi con cui ha sottoscritto contratti espliciti.

Risultato: le notizie vengono riportate sotto il controllo di pochi grandi gruppi editoriali, che decidono qual e' la verita' da farti conoscere.
Goofy Goober26 Marzo 2019, 15:05 #6
Originariamente inviato da: [?]
In soldoni Youtube e soci han finito... è impossibile mettere filtri automatici per arrivare a questo scopo e non è possibile pagare migliaia di persone per controllare ogni singolo video uplodato.
Quindi due son le cose:

1. Chiude (e non credo proprio sarà cosi :asd
2. Pagheranno multe ogni tot che tanto i ricavati sono comunque N volte superiori.


Mi pare che i filtri automatici non siano stati inclusi nella normativa approvata, articolo 13.
Quindi i controlli dovranno esser fatti da persone...
Originariamente inviato da: magnusll
Purtroppo esiste un' altra possibilita' che e' il vero motivo di preoccupazione sull' (ex) articolo 13: Youtube censura preventivamente gli upload degli utenti singoli (per non correre rischi legali) e fa passare in automatico solo quelli che gli arrivano dagli account istituzionali dei grossi gruppi con cui ha sottoscritto contratti espliciti.

Risultato: le notizie vengono riportate sotto il controllo di pochi grandi gruppi editoriali, che decidono qual e' la verita' da farti conoscere.


da come è impostata ora la normativa, direi che Youtube può tranquillamente continuare ad accettare tutta la merda che viene caricata, e rimuoverla sucessivamente dietro segnalazione, dato che i filtri automatici non sono stati richiesti.
imayoda26 Marzo 2019, 15:11 #7
Ennesima schifezza votata a larghe maglie dal PD, PDL, FI e lobbisti vari..
In fondo li capisco, sono gli ultimi giorni per "preparare" le scorte prima di essere buttati fuori di "casa"
inited26 Marzo 2019, 15:16 #8
Voglio proprio vedere come verrà interpretato l'emendamento che di fatto si sostituirà all'uso leale, se al contempo si vuole avere un controllo preventivo filtrante sui contenuti è ovvio che non ci sarà riguardo per queste salvaguardie e verranno semplicemente oscurate preventivamente, perché se già l'implementazione di un simile filtro metterebbe in ginocchio ogni infrastruttura, anche la più facoltosa - non parliamo delle realtà più piccole che tenderebbero a scomparire comportando spiacevoli accentramenti di simili capacità - figuriamoci farlo a livello di discernimento della permissibilità o meno del quantitativo di citazioni o del contesto di applicazione. No, semplicemente non si potranno più mettere link o fare l'embedding di video o immagini.

Ho visto per tutti questi anni un sacco di parrucconi in televisione presentare la cosa come un "adesso hanno finito quelli di youtube e amazon di fare i gradassi senza pagare pegno" e nessuno che si sia reso conto che no, per l'utente finale non resterà affatto tutto com'era, o c'è qualcuno che non si è accorto che, non avendo quasi nessuno un proprio server su una propria infrastruttura di rete, bensì dovendosi affidare a servizi terzi per tutto, dai blog all'ecommerce, saranno questi servizi a doversi sobbarcare il filtraggio preventivo e quindi, per quanto detto sopra, per sopravvivere senza svenarsi saranno costretti preventivamente a impedire TUTTO, punto e basta, compreso il link ad un articolo su una testata giornalistica o un video su youtube, anche da parte dei singoli cittadini?

Lo streaming di giochi? Potenzialmente una violazione del copyright dell'editore del gioco stesso, oscurato. M'immagino la gioia di Epic a dover spendere soldi e risorse per una divisione che si occupi di supplicare di riabilitare ogni singolo stream che fa parte delle loro fonti di reddito (dopotutto, se il gioco è giocato perché la gente vuole farsi una presenza su questi servizi, non lo gioca più nessuno se questo non è più possibile, e loro ci perdono soldi). Cioè no, non me lo immagino, non si farà, più semplice rinunciare agli introiti dell'area UE, e fare tutto dove è ancora permesso. Stadia? Praticamente abortita sul nascere. In Europa, beninteso. Andrà a finire che diventeremo un lebbrosario più evitato della Cina, in termini di presenza online. Produrranno servizi, prodotti e contenuti per tutti ma non per noi, che ne saremo semplicemente esclusi.

Davvero, che stiano tutti ancora a parlarne come di una gran vittoria per la giustizia a livello di ritorni da parte di alcuni grandi attori è sconfortante.
FuzzyL26 Marzo 2019, 15:18 #9
conseguenze per siti tipo 4chan?
CYRANO26 Marzo 2019, 15:48 #10
Quindi spariscono anche gli youtuber che giocano ?



Cò,sò,ò,sòslòl,ss

Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".

La discussione è consultabile anche qui, sul forum.
 
^