La tecnologia ha ridotto le nostre soglie d'attenzione, a dirlo è Microsoft

La tecnologia ha ridotto le nostre soglie d'attenzione, a dirlo è Microsoft

Un nuovo studio rivela che la tecnologia influisce negativamente su alcuni aspetti del nostro comportamento, e se a dirlo è Microsoft c'è da preoccuparsi

di Nino Grasso pubblicata il , alle 12:31 nel canale Web
Microsoft
 

Microsoft ha condotto uno studio volto ad apprendere il modo in cui la tecnologia moderna influisce sulla vita di tutti i giorni e, nello specifico, sulle capacità di concentrazione di chi ne fa uso. Condotta in Canada attraverso sondaggi e scansioni elettroencefalografiche (EEG) su un campione di oltre 200 persone, la ricerca si è basata sul modello di attenzione di Sohlberg e Mateer, per cui esistono tre tipi di attenzione: sostenuta (attenzione prolungata), selettiva (abilità di concentrazione nonostante le distrazioni), e alternata (passaggio fra diverse attività).

"Con news ridotte ormai a 140 caratteri, e conversazioni ridotte ad emoji, come colpiscono i trend di internet il modo in cui i consumatori vedono e interagiscono con i loro mondi?", scrive Microsoft nel presentare la ricerca.

L'obiettivo principale è quello di determinare l'impatto dei dispositivi tecnologici sulle soglie d'attenzione in relazione ai contenuti pubblicitari presentati su vari media. I ricercatori hanno scoperto che la capacità di concentrazione media dei partecipanti è stata di circa 8 secondi, decisamente inferiore a quella registrata quindici anni fa, circa 12 secondi, quando ancora la tecnologia non aveva le stesse capacità di penetrazione di oggi. Considerando che i comunissimi pesci rossi hanno mediamente una capacità di attenzione superiore, 9 secondi, il dato fa una certa impressione.

C'è comunque un campo in cui la tecnologia moderna ha portato certi vantaggi, ed è quello delle abilità di "multi-tasking". La ricerca specifica inoltre che i più assidui utilizzatori di dispositivi digitali fra gli intervistati hanno problemi più evidenti nel concentrarsi laddove sia indispensabile farlo. Lo studio ha anche rivelato che gli "early adopter" o chi fa massiccio uso di dispositivi digitali da tempo ha imparato a "sovraccaricare" la propria attenzione su un certo compito, mostrando un aumento consistente nelle capacità di concentrazione per periodi di tempo molto limitati, prima di passare ad un altro incarico.

In questo modo si compensa la mancanza d'attenzione con la capacità di determinare dove è meglio destinarla, ignorando invece altri compiti ritenuti automaticamente meno necessari. Tutti dati che, se messi assieme, rivelano un quadro generale in cui è evidente che il nostro cervello si sta evolvendo di pari passo all'evoluzione tecnologica, processo in cui la diminuzione delle soglie d'attenzione non rappresenta un dato preoccupante, ma semplicemente un normale effetto collaterale.

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9 Commenti
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JOT18 Maggio 2015, 13:07 #1
eh?

Scusate non sono riuscito a leggere la news in 8 secondi.
IL_mante18 Maggio 2015, 13:09 #2
L'obiettivo principale è quello di determinare l'impatto dei dispositivi tecnologici sulle [U]soglie d'attenzione in relazione ai contenuti pubblicitari[/U] presentati su vari media.


hanno aumentato a dismisura l'invadenza delle pubblicità, è un meccanismo di autodifesa quello di ignorarle

solita news su uno studio inutile e con titolo messo alla pene di segugio
Dumah Brazorf18 Maggio 2015, 14:11 #3
Non ho capito quale è il problema. Che si presta meno attenzione alla pubblicità rispetto a prima? Ma va?!
battilei18 Maggio 2015, 16:17 #4
Originariamente inviato da: Dumah Brazorf
Non ho capito quale è il problema. Che si presta meno attenzione alla pubblicità rispetto a prima? Ma va?!

sarà per questo che la pubblicità bisogna mascherarla come "news" ?
Muppolo18 Maggio 2015, 16:21 #5
Nino Grasso®
corvazo18 Maggio 2015, 18:14 #6
Che bueada
rockroll19 Maggio 2015, 03:27 #7
Originariamente inviato da: Dumah Brazorf
Non ho capito quale è il problema. Che si presta meno attenzione alla pubblicità rispetto a prima? Ma va?!


Pare proprio di si.
Che finissimi stuci in campi di fondamentale vitale assoluta importanza!

Già da un po' mi sono sforzato di educare la mia attenzione, specie girando su internet, a bypassare tutte le fuffe pubblicitarie che impazzano ovunque (e malgrado Adblock infestano comunque), sopratutto pensando fulmineamente ad altro quando sta per essere proposto il nome o il logo del "brand".
Posso dire che questo va a tutto vantaggio della concentrazione dedicata a quanto veramente mi interessa, e di quel che ho visto mi scopro a ricordare veramente molti particolari, e godo nel verificare che della fuffa pubblicitaria praticamente nulla mi è rimasto!
rockroll19 Maggio 2015, 04:43 #8
Originariamente inviato da: Dumah Brazorf
Non ho capito quale è il problema. Che si presta meno attenzione alla pubblicità rispetto a prima? Ma va?!


Pare proprio di si.
Che finissimi studi in campi di fondamentale vitale assoluta importanza!

Già da un po' mi sono sforzato di educare la mia attenzione, specie girando su internet, a bypassare tutte le fuffe pubblicitarie che impazzano ovunque (e malgrado Adblock infestano comunque), sopratutto pensando fulmineamente ad altro quando sta per essere proposto il nome o il logo del "brand".
Posso dire che questo va a tutto vantaggio della concentrazione dedicata a quanto veramente mi interessa, e di quel che ho visto mi scopro a ricordare veramente molti particolari, e godo nel verificare che della fuffa pubblicitaria praticamente nulla mi è rimasto!
ComputArte19 Maggio 2015, 08:03 #9

Quantità e qualità dei contenuti

Inevitabile constatare quello che questo studio ha scoperto ( solo in parte )
Un contenuto complesso richiede molti più secondi di quelli necessari a leggere un titolo, un sms o un tweet ( nemmeno di 140 caratteri!!!!).
Oramai è privilegiata la quantità e non la qualità dei contenuti...elemento che sta distruggendo il senso critico degli uetnti medi, che si bevono ogni fandonia pubblicata su internet.
...anche perchè così è più facile: si demanda ad altri tutta la fase più faticosa di investigazione, contestualizzazione e critica di ciò che viene affermato.
Una ulteriore prova correlata ai contenuti "spacciati" per 2.0 ( quelli che dovrebbero seguire l'iter "faticoso" ) è il successo delle piattaforme abusive e farlocche come TripAdvisor....ammasso indistinguibile di contenuti che vengono manipolati da chi ha interesse solo a vendere e non a dare notizie veritiere!

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