Le 7 regole UE per lo sviluppo etico dell'Intelligenza Artificiale

Le 7 regole UE per lo sviluppo etico dell'Intelligenza Artificiale

L'Unione Europea ha chiamato a raccolta oltre 50 esperti per stilare 7 linee guida che governi e compagnie dovranno considerare per distribuire i propri sistemi di Intelligenza Artificiale nel Vecchio Continente

di pubblicata il , alle 15:21 nel canale Sicurezza
 

L'Unione Europea ha appena pubblicato una serie di linee guida che compagnie e governi dovrebbero seguire per sviluppare soluzioni "etiche" basate sull'Intelligenza Artificiale. L'obiettivo delle nuove regole è quello di affrontare con efficacia i problemi che presumibilmente si diffonderanno nei prossimi tempi con l'integrazione delle nuove tecnologie in settori sensibili come quello dell'assistenza sanitaria, l'istruzione e le applicazioni consumer.

Ad esempio, se un sistema IA riesce a diagnosticare una malattia in fase avanzata ad un paziente, le nuove linee guida impongono un iter generico da seguire in modo da evitare che il software venga influenzato dalle informazioni su razza e genere, che vengano ignorate le obiezioni di un medico o un operatore umano, e in modo che venga data al paziente la possibilità di ricevere spiegazioni e informazioni da parte di un essere umano.

Per affrontare i problemi che potrebbero derivare dall'instaurazione delle tecnologie di Intelligenza Artificiale in settori sensibili l'Unione Europea ha messo in raccolta un gruppo di 52 esperti, che hanno stilato sette requisiti a cui dovrebbe rispondere ogni sistema di Intelligenza Artificiale nei prossimi anni. Eccoli di seguito tradotti liberamente dalla nota emanata dalla UE:

  • Controllo e supervisione umani: i sistemi di Intelligenza Artificiale dovrebbero condurre a una società equa, supportando gli esseri umani e i diritti fondamentali, e non diminuendo, limitando o fuorviando la loro autonomia. L'autonomia dell'uomo non deve essere sacrificata a favore della totale automazione, e le persone non dovrebbero essere manipolate o forzate dai sistemi IA.
  • Robustezza e sicurezza: l'Intelligenza Artificiale deve essere affidabile e gli algoritmi sicuri con certezza totale, e affidabili a sufficienza da saper affrontare autonomamente eventuali errori o incoerenze durante le varie fasi del ciclo vitale. Il sistema deve essere scarsamente vulnerabile ad attacchi esterni.
  • Privacy e proprietà dei dati: i cittadini dovrebbero avere il pieno controllo sui propri dati, e i dati che li riguardano non dovrebbero essere utilizzati per danneggiarli o discriminarli.
  • Trasparenza: agenzie governative e aziende dovrebbero garantire la tracciabilità dei dati trattati dai sistemi di Intelligenza Artificiale. Gli algoritmi dovrebbero essere accessibili a terzi, e gli umani dovrebbero avere la possibilità di "seguire e tracciare" le decisioni fatte dal software.
  • Diversità, non discriminazione ed equità: nelle loro scelte i sistemi di Intelligenza Artificiale dovrebbero considerare l'intera gamma delle abilità e capacità umane, assicurando l'accessibilità a tutte le età, a tutti i generi, a tutte le razze.
  • Benessere sociale e ambientale: i sistemi di Intelligenza Artificiale dovrebbero essere utilizzati per abilitare un cambiamento positivo nella società, aumentando la sostenibilità e la responsabilità ecologica.
  • Responsabilità: i meccanismi di Intelligenza Artificiale dovrebbero essere messi in atto per assicurare la responsabilità delle azioni intraprese. Gli impatti negativi dei sistemi dovrebbero essere compresi e riportati in anticipo rispetto all'uso.

È chiaro che alcuni dei requisiti della UE in merito all'argomento sono piuttosto astratti e soggettivi, come ad esempio l'aspetto del "cambiamento sociale in positivo", ma ci sono anche aspetti piuttosto interessanti e più oggettivi: la UE propone ad esempio in maniera evidente la supervisione dei sistemi da parte dei governi, la condivisione dei dati e delle modalità di training dei sistemi, il tutto per combattere l'insorgere di sistemi automatizzati potenzialmente di parte.

Non si tratta comunque di regole giuridiche, ma di linee guida che dovrebbero indirizzare le scelte future dei governi europei in merito all'instaurazione di sistemi di Intelligenza Artificiale, il tutto per proteggere i diritti digitali (e non) dei cittadini del Vecchio Continente. L'Unione Europea vuole imporsi fra i leader della rivoluzione dell'IA, tuttavia è chiaro che ad oggi si trova in una posizione di svantaggio rispetto a USA e Cina, che occupano momentaneamente un ruolo ben più importante in termini di ricerca e sviluppo sull'IA.

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4 Commenti
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demon7710 Aprile 2019, 15:50 #1
mah.
mi pare ancora tutto molto fumoso e generico.

attendiamo sviluppi ed applicazioni.. soprattutto per capire come ed in che misura queste direttive verranno appplicate (salvo che non se ne freghino)
al13510 Aprile 2019, 16:43 #2
ComputArte11 Aprile 2019, 14:04 #3

Principi importanti

e scritti da menti che rappresentano l'essenza della cultura occidentale.
In Cina non sarebbero nemmeno pensati.... In America sarebbero pensati ma scritti in maniera da aggirare vincoli, limiti e regolamenti. Basta pensare al principio sulla proprietà dei dati....
Ancora molto deve essere fatto, pensato e vissuto, ma di certo è importante partire da una base solida e questa , a mio parere , lo è!
Forza Europa ( quella vera dei popoli e non di chi fa finta di governare .... ) !
Zenida11 Aprile 2019, 21:52 #4
Non per fare il polemico, ma le "razze" umane non esistono.
Diversi studi ormai consolidati hanno appurato che non c'è sufficiente diversità genetica per poter discriminare l'umanità in razze.

Al più si può parlare di etnie

Anche se capisco che ormai è entrato nel linguaggio comune e sarebbe difficile sostituire tutte le varie terminologie come "discriminazione razziale" in "discriminazione etnica"

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