Il Sistema Solare potrebbe avere un nuovo pianeta nano: si chiama 2017 OF201
In un nuovo studio (che deve essere ancora sottoposto a peer-review) è stata presa in considerazione l'ipotesi che nel Sistema Solare si possa trovare un pianeta nano, attualmente chiamato 2017 OF201, con diametro di 700 km.
di Mattia Speroni pubblicata il 26 Maggio 2025, alle 18:24 nel canale Scienza e tecnologiaRecentemente abbiamo riportato di un nuovo studio che indaga la possibile presenza di un nono pianeta (chiamato Pianeta Nove o Pianeta X) all'interno del Sistema Solare. Ora un altro studio mette in discussione questa ipotesi grazie alla rilevazione di un pianeta nano chiamato 2017 OF201. Attualmente i pianeti nani conosciuto sono (Plutone, Eris, Haumea, Makemake e Cerere) ma potrebbero essercene altri nelle zone più esterne del nostro sistema planetario che influirebbero sulle dinamiche orbitali di altri oggetti celesti.

Nello studio (che deve ancora superare le peer-review) dal titolo Discovery of a dwarf planet candidate in an extremely wide orbit: 2017 OF201 si prende in considerazione l'esistenza di un oggetto di dimensioni relativamente contenute che si posizionerebbe su un'orbita molto ampia ed ellittica arrivando ben oltre quella del più noto tra i pianeti nani, Plutone. Questo oggetto transnettuniano (o TNO) avrebbe caratteristiche tali che il suo afelio sarebbe 1600 volte quello dell'orbita della Terra e il perielio invece sarebbe 44,5 volte quello dell'orbita terrestre e si avvicinerebbe così all'orbita di Plutone.

Le potenziali caratteristiche del pianeta nano 2017 OF201
Il periodo orbitale del candidato pianeta nano 2017 OF201 sarebbe pari a 25 mila anni con interazioni gravitazionali che l'avrebbero condizionata in milioni di anni. Secondo i ricercatori questo oggetto potrebbe prima essere stato espulso alla nube di Oort (da dove arrivano molte delle comete conosciute del Sistema Solare) verso il centro del Sistema Solare per poi avere un incontro ravvicinato con un gigante gassoso che lo avrebbe "scagliato" nuovamente verso l'esterno nella zona della fascia di Kuiper.


Il fatto che altri oggetti transnettuniani avessero orbite compatibili con l'esistenza di un ipotetico nono pianeta è stata invece ribaltata proprio da 2017 OF201 che con la sua orbita particolare potrebbe indicare che in realtà un "Pianeta X" potrebbe non esistere affatto (anche se si tratta sempre di ipotesi sia nel caso di conferma che di smentita, molto c'è ancora da capire e scoprire).

Il diametro di questo pianeta nano potrebbe essere pari a 700 km, divenendo così il secondo pianeta nano per dimensioni dopo Plutone (2377 km). Nuove osservazioni saranno comunque necessarie per stabilirne al meglio le caratteristiche ma ora che ci sono alcuni dati dai quali partire non sarà più una ricerca "al buio".
Dwarf Planet candidate 2017 OF201 cruising through the sky from its earliest precovery images to today. Accurate GAIA stars included. pic.twitter.com/hJMaUwKq2u
— Tony Dunn (@tony873004) May 22, 2025
🚨 New dwarf planet candidate: 2017 OF201 🚨
— Tony Dunn (@tony873004) May 22, 2025
~700 km wide, now 90.5 AU from the Sun.
Orbit: a = 838 AU, q = 44.9 AU — deep into the inner Oort Cloud.
Possibly part of a hidden population totaling ~1% of Earth’s mass.
📄 Paper: https://t.co/zR5Cer6mzr#astronomy #dwarfplanet pic.twitter.com/btZDSHBb2R
La scoperta di 2017 OF201 è legata all'analisi e alla modellazione di un set di dati che lo hanno identificato in 19 posizioni diverse in un periodo temporale di 7 anni. A causa delle sue dimensioni e della sua distanza dal Sole (e dalla Terra), questo oggetto sarebbe rilevabile con gli strumenti attuali solo per l'1% del tempo della sua orbita e ora si troverebbe a 90,5 AU dal Sole. Per questo non sorprende la potenziale scoperta di un nuovo pianeta nano e l'ipotesi che in realtà ce ne siano molti altri in quella zona di Spazio che avrebbero una massa complessiva che sarebbe l'1% di quella terrestre. Attualmente 2017 OF201 è stato inserito all'interno del database del Minor Planet Center in attesa di ulteriori dati e conferme.










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