IBM punta su Linux con Blue Ice

IBM punta su Linux con Blue Ice

IBM propone Blue Ice un ambiente di sviluppo dedicato ai partner delle piccole e medie imprese

di pubblicata il , alle 09:56 nel canale Programmi
IBM
 
IBM propone Blue Ice un ambiente di sviluppo dedicato ai partner delle piccole e medie imprese.

Blue Ice è studiato per permettere ai partner di IBM di scrivere applicativi come e-commerce e CRM per una piattaforma integrata (Hardware IBM e software Linux).
Blue Ice si compone di:
- WebSphere Application Server
- DB2
- IBM eServer x225, x235 o x345

Come si legge da alcune note di IBM, ormai l'ambiente di sviluppo preferito dagli sviluppatori e Linux, a tal proposito IBM ha voluto colmare una lacuna proponendo uno strumento versatile ed adatto ad ambiti in cui le esigenze non sono esasperate.

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10 Commenti
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joe4th14 Aprile 2003, 10:23 #1
Il problema e' che utilizzano un sistema operativo
open per i loro prodotti software close. Non
c'e' nessun vantaggio in questa soluzione, visto che tanto non si possono mettere comunque le mani su WebSphere e DB2. Diciamo che IBM sta usando Linux
solo perché e' di moda...

La soluzione con OS proprietario IBM,
visto che l'hanno sempre dato in bundled con il
loro hardware, secondo me sarebbe migliore.
atomo3714 Aprile 2003, 11:01 #2
concordo pienamente con joe
sembra troppo: ti regalo una cosa che è di per se gratis, poi se vuoi i miei prodotti me li paghi come al solito!!!
franciccio14 Aprile 2003, 11:17 #3
Scusate ma credete che la gente investe e lavora per farVi beneficenza?
Scusate il concetto è:
> Compra l'hw
> Installa os free
> Paga i pacchetti sfw che ti interessano

secondo voi allora anche l'hw dovrebbe essere free?
kurt8114 Aprile 2003, 11:51 #4

XAtomo37

Perchè se vendo un pc con linux installato non ci posso vendere office2000 sotto wine? chi me lo vieta?
Volete che il software sia tutto libero? allora chi fa il programmatore può anche andare a mendicare....
joe4th14 Aprile 2003, 12:32 #5
Non e' una questione di beneficenza ma di stabilità.
Visto che tanto l'OS se compri l'hardware te lo
danno bundled e non a costi aggiuntivi (e comunque
stiamo parlando di software come Websphere
che vendono da 15000 Euro in su), tanto vale usare
l'OS proprietario, che dovrebbe essere:

1) unico. Non basato su una delle 27mila distribuzioni
(o main 5 che dir si voglia), e quindi anche
supportato con patch dopo 5-6 anni (e non 6 mesi).

b) ben piu' testato e stabile su quell'hardware
particolare.

Generalmente l'IBM in queste condizioni
ti rifila (meglio dire "certifica" che e'
più professionale) una vecchia RedHat (versione
N-2, dove N e' l'ultima versione), per funzionare
con il loro software (ed e' praticamente l'unica
che funziona in modo stabile). Per cui tu
usi il loro software, pagato fior di milioni, con una distribuzione Linux vecchia. Se aggiorni distribuzione,
pensando in questo modo di usare anche gli ultimi applicativi opensource, generalmente succede che
il software originale (pagato fior di soldoni) o non funziona più o funziona in maniera instabile (e chi ha provato la nuova RedHat 9.0 con i nuovi thread NTPL avrà constatato ciò.

Ovviamente come paliativo per non usare Websphere
e DB2 su NT/2000 è ottimo, tuttavia in questi
casi la soluzione con OS IBM proprietario
(anche perche' si intendono AIX e OS400, che
non sono proprio gli ultimi arrivati) è secondo me migliore (visto che tanto te lo danno in bundle), se
proprio uno deve usare quei software su
quell'hardware.

A parte questo non vedo che nesso c'e'
tra quanto guadagna un programmatore e
Office 2000, visto che a) non mi risulta
che i programmatori di Office 2000 possano
vendere direttamente il software al quale hanno contribuito a scrivere e
percepirne i ricavi (anzi se lo vogliono glielo
fanno pure pagare salato), b) non mi risulta che tali
programmatori siano dei nababbi strapagati...;
inoltre per quanto riguarda Wine ed emulatori in genere, generalmente ci sono licenze molto restrittive: per esempio in Windows XP la licenza vieta di usare VNC per l'accesso remoto a tale desktop.
Tasslehoff14 Aprile 2003, 14:39 #6
Originally posted by "joe4th"

Il problema e' che utilizzano un sistema operativo
open per i loro prodotti software close. Non
c'e' nessun vantaggio in questa soluzione, visto che tanto non si possono mettere comunque le mani su WebSphere e DB2. Diciamo che IBM sta usando Linux
solo perché e' di moda...

La soluzione con OS proprietario IBM,
visto che l'hanno sempre dato in bundled con il
loro hardware, secondo me sarebbe migliore.
No no fermi tutti un attimo, credo che si stia facendo un po' di confusione...
Fatemi capire, voi credete che DB2, Websphere, Director e tutti gli altri software IBM li abbia sviluppati "sfruttando" la comunità opensource?
Credete che li abbiano trovati sugli alberi?

IBM da la possibilità di usare per i propri prodotti un sistema operativo che non ha costi di licenza (ma che ha cmq i suoi costi di gestione eh...), questo per voi vuol dire che IBM deve dare gratuitamente tutti i suoi software?
E allora scusate, perchè MS non dovrebbe fare lo stesso, visto che oltretutto fa addirittura pagare una bella milionata e mezza di licenza per Win2k server?

IBM sta si usando Linux, è naturale, come qualsiasi altra società che sviluppi software, però a differenza di tutti gli altri sta diffondendo questo os, lo sta PESANTEMENTE supportando, andate un po' a vedervi quanta parte IBM ha nello sviluppo di software fondamentali di Linux, mettendo a disposizione della comunità opensource un sacco di risorse e di personale... (Apache, Tomcat, Eclipse, Samba, Kernel stesso, giusto per citare i principali...).

E attenzione, io mi informerei un po' prima di dire che fa pagare lo stesso, IBm sta facendo delle promozioni incredibili per i suoi software in licenza linux, una licenza di DB2 per linux cosa esattamente la metà rispetto alla licenza Windows 2k; si tratta di una misura promozionale, però credo che sia significativo visto che DB2 sotto linux ha stracciato tutti i record di prestazioni sui db fino a 4 4GB (almeno stando ai benchmark ufficiali pubblicati qualche mese fa...)
Tasslehoff14 Aprile 2003, 15:26 #7
Originally posted by "joe4th"

Generalmente l'IBM in queste condizioni
ti rifila (meglio dire "certifica" che e'
più professionale) una vecchia RedHat (versione
N-2, dove N e' l'ultima versione), per funzionare
con il loro software (ed e' praticamente l'unica
che funziona in modo stabile). Per cui tu
usi il loro software, pagato fior di milioni, con una distribuzione Linux vecchia. Se aggiorni distribuzione,
pensando in questo modo di usare anche gli ultimi applicativi opensource, generalmente succede che
il software originale (pagato fior di soldoni) o non funziona più o funziona in maniera instabile (e chi ha provato la nuova RedHat 9.0 con i nuovi thread NTPL avrà constatato ciò.
Capiamoci, staimo parlando di un ambiente server oppure di un client sul quale smanettare, provare, testare etc etc?

Io quando configuro un server (anche per il famoso principio sistemistico del "meno cose installo e meno se ne possono impallare" non vado certo a installare gli ultimi orpelli, tantomeno vado a installare l'ultima release di una distribuzione, questo lo faccio a casa mia, per curiosità personale e per interesse mio...
Sarebbe folle dal mio pdv basare servizi professionali su un os fresco fresco di distribuzione.
Non per niente tutte le distribuzioni dedicate all'ambiente server (Freebsd &C) comprendono al loro interno versioni vetuste dei vari software, questo per garantirne l'affidabilità e l'assenza di bug.

IBM fa una cosa simile, semplicemente certifica una data distribuzione per l'utilizzo dei propri software in modo da garantirne il funzionamento, e ovviamente si basa su una piattaforma testata e affidabile, non certo sull'ultima...
joe4th14 Aprile 2003, 15:41 #8
Io sto solo dicendo che quando gli sganci
50-100milioni all'IBM per l'hardware e altrettanto
per il software, non e' conveniente ripiegare
su soluzioni Linux mal supportate. Nessuno ha
detto che l'IBM debba rilasciare i suoi DB2
superprestazionali in free source, se l'hai letto
io non l'ho scritto.

IBM sta supportando Linux, ma non direi pesantemente.
Diciamo che lo supporta piu' di altri, considerando
che molti "altri" non lo supportano per nulla, nemmeno
regalando hardware ai programmatori OSS per fargli
scrivere i driver.
Apri il kernel e vedi quello che c'e' di IBM e quello che c'e' della comunita OSS (JFS? Aveva i nuovi
thread, ovviamente glieli hanno bocciati a favore
di NTPL). A mala pena
forniscono il supporto per il loro hardware
(e IBM vende anche notebook), dopo
che i programmatori li pregano in ginocchio per
qualche straccio di specifica e possibilità
di testing sul campo. E in molti casi questo
supporto c'e' solo attraverso driver proprietari
(Myrinet, etc.).

Inoltre francamente dove hai visto scritto
in questo contesto che l'IBM
dà magnanimamente la possibilità di usare il suo software su un sistema che non ha costi di licenza? Si stava parlando di una piattaforma integrata (Websphere+DB2+hardware IBM).
Prova a telefonare al supporto IBM e digli che vuoi
supporto per usare i loro prodotti sull'ultima Mandrake 9.1 o sulla RedHat 9.0 e vedi cosa ti rispondono...

Quando vedremo IBM rilasciare i loro prodotti
"certificati" per le 5 maggiori distribuzioni
Linux (Mandrake, RedHat, SUSE, Slackware, Debian),
in tempi ragionevoli, e non per le
distribuzioni di 1 o 2 anni fa,
allora potrà essere "conveniente" dal punto
di vista tecnico/economico adottare quel tipo di piattaforma per i loro prodotti. Fornire questo
tipo di supporto non richiederebbe a loro
che la risorsa di un paio di programmatori
che ricompili (correggendo dove c'e' da
correggere) e ritesti nelle varie piattaforme
i loro prodotti. Cosa vuoi che siano
per IBM un paio di programmatori? Ma fin'ora né
loro né Oracle, né altri vendor sono stati in grado di farlo in maniera decente.

Fare attualmente certi "cocktail", a mio avviso, a lungo termine (dove lungo termine significa > di 1 anno) può risultare pericoloso. Il mio era solo un monito.
cybernik14 Aprile 2003, 16:43 #9
scusate se mi permetto, soprattutto un'azienda che compera un server da 100 milioni quando mai monterà un software open source che se da problemi o a non funziona cpn determinata applicazione non è sopportat? Io penso che l'azienda per non avere problemi con il server da 100 milioni compri anche la licenza di AIX . . .
joe4th14 Aprile 2003, 16:54 #10

x Tasslehoff

Non necessariamente una distribuzione vecchia
significa che sia priva di bug o più testata. Molto spesso gli applicativi vecchi di una distribuzione vecchia vengono abbandonati del tutto (per questo
nessuno fa più bug report). E molto spesso
una distribuzione più nuova può essere necessaria
per avere versioni più nuove degli applicativi
(metti che uno vuole apache2 [ovviamente con
Websphere dovrai usare la versione di apache
in bundle con il prodotto e solo quella]).

Diciamo che N-1 + patch è l'optimum, ma molto spesso i vendor produttori di roba tipo WebSphere o DB2
usano roba (compilatori, librerie, etc.) molto ma molto piu' vecchia. 1 anno in una distribuzione Linux è preistoria. Come si può installare
una RedHat 6.2 o 7.2 prossima al pensionamento
su un server con 50 milioni di software extra,
che deve stare per esempio su Internet (dove quindi la sicurezza è vitale)?
Inoltre a seconda della distribuzione, molto spesso le versioni più vecchie vengono abbandonate totalemente e non vengono dunque più neppure rilasciate le patch per la security che sono fondamentali. Secondo te una RH 7.0 e' più stabile di una 7.3 o 8.0 patchata?

Se ci si lascia trascinare nel vortice del
software proprietario "in bundle" con Linux questi
sono aspetti (e quindi le rinunce) di cui si dovrà tenere altamente conto...
A questo punto spiegami il vantaggio di usare
esclusivamente una particolare versione di RH
(e sempre e solo quella) piuttosto che andare ancora
più sul sicuro e usare direttamente AIX o OS400
senza tirare fuori un solo centesimo di euro in più?

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